Guardando il cielo

Note e foto di astronomia a cura di Oreste Lesca (Osservatorio di Suno; www.apan.it)

Con cielo sereno, operativi per le 7 a S. Silvestro

Solo a chi è interessato, il cielo potrebbe anche essere sereno nel qual caso la temperatura dovrebbe essere sotto lo zero di 2 o 3 gradi, normale, siamo in inverno e poi a metà dicembre c'erano temperature variabili dai - 10 ai - 13 qui in pianura ed era ancora autunno.
Questa mattina, lunedì 27 12, erano - 6 contro i previsti - 9 per la zona considerata, era sereno terso, la Luna, gibbosa calante, era illuminata quasi al 60% mandava troppa luce ed era ancora troppo lontana prospetticamente da Venere. Ho scattato comunque una foto a mano libera con una focale equivalente a un 28 mm sul formato pieno, 1/4" f.3,5 a 1600 ISO. Risultato, la Luna ovviamente sovra esposta, Venere che è luminosa, si vedeva bene e registrate anche le immagini di Spica, l'alfa della Vergine che veniva rappresentata con una spiga in mano, Saturno di luminosità paragonabile e anche Arturo più in alto e più luminoso di Spica e Saturno di oltre due volte ma di oltre quattro magnitudini meno di Venere. L'immagine non è interessante ma per abitudine ho fatto e tenuto la foto comunque perchè le previsioni dei prossimi giorni potrebbero essere sbagliate o, come capita, che ci sia una nuvola isolata che copre i soggetti.

Venere e Luna 27 dic.
simul. stellarium
30 dic.
simul. stellarium
31 dic.
Venere, Luna, Spica,
Saturno, h 6,57 31-12
Venere e Luna
h 7,15 31 dic.
SANTA LUCIA, IL GIORNO PIU' CORTO
CHE CI SIA?

da Cose di scienza

Macchie solari e Venere

La turbolenza oggi era veramente eccessiva. Ho diaframmato l'obiettivo da 80 del Vixen alla fluorite a soli 40 mm ma anche così la messa a fuoco con un'immagine meno traballante ma più scura, si è rivelata difficoltosa. Ho usato la Nikon D 5000 con moltiplicatore 1,4 X e proiezione di un oculare da 20 mm, 1/40" a 400 ISO filtro Astrosolar e autoscatto. Troppe lenti ma essendoci vento ho tenuto il moltiplicatore per evitare che finisse della polvere all'interno del corpo macchina, Per quanto riguarda la foto di Venere, Spica e Saturno, ho usato una compatta da 100 euro in automatismo, a mano libera, vero che ha lo stabilizzatore d'immagine ma non credo riesca a stabilizzare un secondo a f 3,2 1600 ISO. Più che altro è un invito a chi dispone al momento di una compatta a non rinunciare a scattare una foto anche in condizioni critiche, male che vada la si butta ma se non si prova ....

macchie solari
10 dicembre
Venere, Spica, Saturno
Planck observed
from H21, 9-12-10
da Sergio Foglia
Planck

Planck dresses as Near Earth Object

Sergio Foglia (news by Fabrizio Villa iasfbo.inaf.it )
On December 9, 2010 Sergio Foglia, an Italian amateur astronomer, discovered a possible Near Earth Object (NEO) in the picutures taken by Robert Holmes using the 0.61 m f/4 astrograph of the Astronomical Research Institute. The picture (see below) shows a sequence of six images of 60 sec exposure time each in which the object with a peculiar motion is clearly visible. Later on, the new object with a visual magnitude of 18.5 was identified by the IAU Minor Planet Center as the Planck spacecraft instead of a new NEO.
"What a pity, I preferred it was an asteroid...", says Sergio Foglia. He already discovered on Nov. 30, 2005 a new asteroid named (159215) APAN, as the acronym of the Associazione Provinciale Astrofili Novaresi, an amateur astronomical association heading the Osservatorio Astronomico di Suno where this asteroid was discovered. As it happened in December 2009, Planck seems to be willing to send us another Christmas present...

Luna, 17-11
Sole prossimo
al tramonto
27-11
macchie solari
2-12-10
Venere, Spica, Saturno
prima dell'alba
23-11-10
Venere prima dell'alba
4-12-10
dist 63 milioni di km

Prime immagini della cometa Hartley 2 riprese dalla sonda oggi 4 11 2010

Ho appena terminato una veloce elaborazione delle immagini trasmesse dalla missione EPOXI in vicinanza della cometa Hartley 2, ricentrandole in modo da dare l'impressione di un sorvolo. Come potete vedere, i terreni di questa cometa sono altamente differenziati e saranno oggetto di studio nei prossimi giorni.. I getti di materiale che fuoriescono da una delle "teste" di questa cometa sono particolarmente potenti. Le dimensioni totali sono di circa 2 km in lunghezza sull'asse maggiore.
Federico Manzini
foto di Sergio Foglia riprese in remoto dal Messico


Hartley2
Hartley2 anim
103P dall'Australia 10 novembre
da Sergio
Venere
11 novembre
Lucifero a oriente
da casa mia
Giove da Suno
3 novembre
Giove e i satelliti
da sin. alto Ganimede, Io e Callisto
a destr. Europa
falce di Luna calante
4 novembre

La cometa 103 P Hartley 2 alle Hawaii, ripresa da Sergio Foglia da Veveri

Per la ripresa Sergio ha utilizzato uno dei telescopi in remoto che normalmente utilizza nella ricerca di nuovi asteroidi, si tratta di oggetti estremamente deboli e dall'aspetto puntiforme, ben diversi dalla maggior parte delle comete quando si trovano in prossimità del perielio, che nel caso della Hartley2 , cometa della famiglia di Giove e a periodo di soli 6,41 anni, è avvenuto il 28 ottobre scorso, il periodo di massima vicinanza alla Terra è avvenuto il 20 ottobre a circa 18 milioni di Km, ci si aspettava ottimisticamente che si potesse vedere ad occhio nudo, ho trovato che fosse difficile individuarla con mezzi ottici con obiettivi inferiori ai 6 -7 cm a circa 20 ingrandimenti.
Quanto riferito vale in assenza di Luna ma in centri abitati afflitti tutti, più o meno da pesante inquinamento luminoso. Le comete sono tali per la presenza della chioma che si sviluppa approssimandosi al Sole, il vento solare spesso forma la coda che si dispone opposta al Sole, normalmente le code sono almeno due, una di ioni, diritta ed azzurrina ed una di polveri liberate dalla sublimazione della parte ghiacciata, questa è spesso incurvata a sciabola.
L'estensione delle comete, anche quelle il cui nucleo è piccolo, come in questo caso, di circa 1,5 km, occupa molto spazio con il materiale rarefatto che rilasciano per cui per le riprese si utilizzano strumenti a campo più largo e rapporto focale più luminoso dello strumento che è stato impiegato in questa occasione. Diciamo che Sergio Foglia ha distolto per un pò l'attenzione che dedica alla ricerca degli asteroidi per riprendere la cometa con lo strumento che aveva a disposizione e darci la possibilità di vederla mentre qui stava piovendo. Vantaggi del villaggio globale dove solo chi si tiene aggiornato può muoversi a proprio agio.
Questa mattina, 3 novembre, mi sono svegliato tardi e il cielo non era abbastanza buio anche per la presenza di una falce di Luna, non sono riuscito a vedere la cometa neppure con un binocolo 7 x 50, sicuramente era nel campo ma non staccava dal fondo cielo.

la cometa alle Hawaii
a destra, stella in Virgo
di magn 5,6
Helge-Mortensen
103 P Hartley 2
Austria aut Jager

Stazione spaziale

Ho aperto la posta appena in tempo, avevo poco più di 5 minuti per essere operativo.
Avrei potuto fare di meglio con un pò più di tempo ma ho imparato da giovane da un maestro di fotografia al quale non potrò più chiedere consigli, che si deve essere pronti a scattare in qualsiasi situazione perchè è meglio una foto tecnicamente carente che nessuna foto, non c'erano esposimetri e autofocus, si usava la regola del sedici, in pieno sole F 16 e otturazione uguale agli ISO della pellicola e si regolava sull'iperfocale, sfruttando la profondità di campo dall'infinito al punto più vicino, se fatta questa prima foto si avanzava il tempo per farne altre si metteva a punto i valori.
Ora che è cambiato il mondo, per fare queste foto, occorre più tempo per disinserire gli inutili e dannosi automatismi che impostare i tre valori base di contro posso dopo pochi minuti spedire le immagini all'altro capo del mondo, certo che il cielo da me fa proprio schifo.

In TV la geometria è un'opinione

Qualche tempo fa in Ungheria ci fu una fuoriuscita di fango rosso tossico da una fabbrica di alluminio, un collaboratore di Sveva Sagramola parlò di un'area di 40 Km quadrati e spiegò - 40 x 40 - il che ovviamente fa 1.600. Questa mattina, 27 10 2010, un inviato RAI dalla Russia, riusciva a infilare una serie di perle di cui vi dò conto solo di un paio; dell'asteroide che sfiorerà la Terra nel 2.O29, disse rassicurante - che passerà a ben 30.000 Km, considerando che i satelliti geostazionari sono a 36.000 Km non mi pare una distanza tale da farci stare tranquilli ma di ciò credo d'aver già parlato in altra occasione; trovandosi nell'ex Unione Sovietica, non poteva non citare Tunguska.
Di quell'evento che capitò nel 1908 si sono date tante di quelle possibili spiegazioni dimenticando il famoso rasoio di Occam, in poche parole, la spiegazione più semplice è anche quella giusta; invece no, si trattò di un evento causato da un tot di antimateria oppure un buco nero però piccolino, quelli che parlarono di un piccolo asteroide o di un, sempre piccolo, nucleo cometario o frammento di uno di questi, venne visto come privo di fantasia.
La zona siberiana devastata fu di circa 2.000 chilometri quadrati, invece secondo l'inviato, si trattava di 40 Km quadrati e cioè, spiegò, in modo analogo al suo collega, 40 per 40 il che si avvicina alla realta, inconsapevolmente per lui che non ci leggerà su questo sito. Fortunatamente i ricercatori italiani valgono molto di più di quanto percepiscono e stanno facendo luce sull'evento. Di sfuggita ho sentito del ritrovamento di non so quante carcasse tutte in 15metri quadrati e ancora la spiegazione di 15 x 15.
Sono in attesa della prossima castroneria.

macchie solari
26 ottobre 2010

A proposito della cometa 103P Hartley 2

Prendiamola alla larga, la sonda Deep Impact il 4 luglio 2005 scagliò contro la cometa Tempel 2 un proietto, non esplosivo, di 370 kg per studiare con sistemi spettrografici il materiale espulso dall'impatto e confermare di che materiale composito sono fatte le comete. La stessa sonda, in cinque anni è stata impiegata per altre importanti ricerche e dato che è in buone condizioni si è pensato, dopo vari ripensamenti, di utilizzarla per un incontro ravvicinato con la 103 P. il 4 novembre.
Alla nuova missione è stato dato il nome di EPOXI e non avendo più niente da scagliare su questa cometa, si limiterà a riprenderla da circa 700 km di distanza, sono tanti ma se pensate che il punto più vicino alla Terra si è verificato il 20 ottobre con il passaggio della cometa a 18 milioni di Km, trattandosi di una cometina di solo 1,6 km di nucleo erano già tanti, ma i confronti vanno fatti correttamente, la Hale - Boop del '97non si avvicinò a più di 196 milioni di Km eppure fu uno spettacolo indimenticabile per mesi ma aveva un nucleo gigantesco di circa 40 km ma non bastano le dimensioni a spiegare la maggiore o minore visibilità delle comete, la Yakutake che passò l'anno prima era pure piccolina, circa tre km e forse meno, passò a 13 milioni di km dalla Terra ed esibì una spettacolare coda di oltre 60 gradi sotto il timone del gran carro. Evidentemente dipende da quanto materiale , ghiaccio anidro può essere sublimato ad ogni passaggio e quanta chioma di ioni e polveri liberate possono poi formare una eventuale coda sotto la spinta del vento solare.
Se la cometa non è grande ma è giovane ed ha tanto materiale perchè non è passata troppe volte al suo appuntamento con il Sole che la consuma, potrà offrire uno spettacolo spesso imprevisto. questo detto molto alla buona, ci sono altri fattori da considerare ma il discorso si farebbe troppo lungo.
Ancora una volta le previsioni su questa cometa si sono rivelate errate in negativo di circa una magnitudine e mezzo e quindi, da cometa eventualmente visibile ad occhio nudo con un cielo non inquinato e senza Luna, è diventata una cometa difficile da vedere anche con il binocolo.
Confesso di averla fotografata la prima volta il 19 10 senza averla prima vista con il binocolo, inquadrando la zona con un tele da ritratto montato su una reflex digitale su un treppiede con tempi di posa forzatamente brevi per evitare il mosso dovuto alla rotazione terrestre, questo prima dell'alba perchè la Luna impediva di riprenderla in orari più comodi, il mattino dopo, quando si trovava in prossimità della maggior vicinanza con la Terra ho ripetuto la ripresa sempre con l'85 mm e poi con un 200 dove il mosso diventava più evidente, avrei dovuto fare le cose per bene e recarmi all'osservatorio ed utilizzare attrezzature più consone ma la pigrizia che aumenta con il passare degli anni mi ha bloccato a casa.
Rimaneva però un desiderio in sospeso, se era lì, circoscritta all'interno dell'asterismo dell'Auriga possibile che non riuscissi a vederla ? Il cielo a pochi km dalla Malpensa è quello che potete immaginare ma l'Auriga era sulla verticale dove è meno inquinato anche se in una posizione da torcicollo, il prisma diagonale montato sul focheggiatore di un telescopietto di soli 7 cm di diametro e 50 di focale e un oculare da 25 mm che sviluppava solo 20 ingrandimenti, il tutto era pensato per rendere possibile il rintracciarla, non so quante volte ci sarò passato sopra senza vederla tanto poco staccava dal fondo cielo, quando la vidi mi resi conto che era una delle meno interessanti comete che avevo osservato.
Certo che le cose cambiano quando il cielo è quello che era 50 anni fa e che ormai si trova lontano da dove si vive. Allora anche una piccola insignificante cometa può diventere un bell'oggetto. Occorrono mezzi adatti allo scopo, pur rimanendo nel campo amatoriale si possono ottenere delle belle immagini come quelle che allego il cui autore è il bravo Rolando Ligustri. Dai dati allegati alle foto si scopre che è stato usato un astrografo, un telescopio studiato per fare fotografie a largo campo di elevata qualità e prezzo adeguato, dato che non viene riportato, diciamo, arrotondando circa 10.000 euro, la montatura non citata, altrettanto e il CCD che ho trovato in rete, se l'ha trovato pure lui in offerta, cica 7.000 euro. Insomma con circa 30.000 euro ci sta pure un viaggio alla ricerca di un cielo pulito.Inoltre un telescopio non inquina quanto un Suv di pari prezzo e, per il momento, è esente da bollo e bollino blu.

Cometa 103 P Hartley 2, il 19 ottobre ore 5,32

Un provvidenziale satellite artificiale indica nella foto dove trovarla, un pò sotto Capella.

Cometa 103 P Hartley 2
Cometa 103 P
Hartley 2
in Auriga
Cometa 103 P
Hartley 2
in Auriga


15 ottobre 2010
Luna centro e Nord
Giove: ore 22 legale
15 ottobre
Giove
il 15 ottobre 2010
prima dell'alba
6 ottobre 2010
Giove ancora
con una sola banda
14 ottobre 2010
Luna al 14 ottobre 2010
regione Sud della Luna
prossima al 1° quarto
il 14 ottobre 2010
26 settembre: il Sole ripreso da Angelo. Volendo, il contrasto è possibile aumentarlo già in ripresa entrando nel menù della macchina, ma c'è il rischio di dimenticarlo alto e di fotografare poi le persone dove vengono evidenziate eventuali zampe di gallina; si può aumentare senza esagerare con il photoshop regolando anche la luminosità altrimente le zone di penombra delle macchie tendono a sparire.

sunspot 1109
asteroidi
21 settembre 2010: Giove e Urano nei Pesci in opposizione al Sole

17-09-10
la sunspot 1106 al centro
sul bordo la 1108
Cometa Hartley 103P
di Roberto Trabatti
percorso Cometa Hartley 103P
la Cometa Hartley 103P
ripresa in Austria (15-09-10)
equinozio con aereo


Luna, Pleiadi
ore una 1-09-10
Asteroide 2010 RX30
10-09-10
la Luna cala
dietro la chiesa
di Mezzomerico
Venere, bassa
sull'orizzonte
Venere, bassa vista
dall'Osservatorio
11-09-10
Sple senza macchie
Luna e Venere
Luna, Venere
con aereo
sequenza

28 agosto, ore 2,35 circa

" e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti posa la Luna
e di lontan rivela serena ogni montagna". Chissà se Leopardi dal suo studio vedeva le montagne o solo le immaginava; io dal cortile non le vedo e, data l'ora, ho evitato di recarmi in un posto dal quale avrei potuto vedrle ma inutilmente perchè sono a ovest e la Luna e Giove erano a sud.

Luna calante 28 agosto
gruppo di macchie
solari il 22 luglio 2010
28 agosto: la piccola macchia
solare ha un diametro
paragonabile a Mercurio

10 agosto, San Lorenzo.

Foto di Annalisa Felisi

L'associazione APAN parteciperà alle manifestazioni "Calici di stelle" che vengono svolte in tutta Italia. Nel corso delle serate saranno piazzati dei telescopi per l'osservazione del cielo. Saranno visibili i pianeti Mercurio, Venere, Marte e Saturno in congiunzione ma bassi all'orizzonte ovest ed immersi nella luce del tramonto. La loro osservazione sarà piuttosto difficoltosa. Dopo le 23 sorgerà Giove. Non ci sarà la Luna, per cui sarà possibile vedere le costellazioni del cielo estivo e numerosi oggetti del cielo profondo. Si potranno vedere le prime stelle cadenti dello sciame delle Perseidi. Come noto il massimo dello sciame si manifesta nei tre giorni successivi. Gli astrofili presenti faranno osservare il cielo e darenno tutte le necessarie informazioni astronomiche.
Le manifestazioni in programma saranno le seguenti:
Suno: in osservatorio (l'sservatorio sarà aperto anche la sera del giorno 11 agosto).
Boca: al podere Valloni, una bella localittà in mezzo alle colline lungo la strada da Boca a Grignasco, appena dopo il santuario, Saranno presenti Giuseppe Bianchi ed Oreste Lesca.
Ghemme: saranno presenti Gianni Uglioni e Silvano Minuto.
Trontano: area feste del capoluogo. Sarà presente Corrado Pidò.

Stelle cadenti dell'agosto 2010

Quest'anno le condizioni di osservabilità delle meteore associabili allo sciame delle Perseidi, il cui punto radiante si trova appunto nel Perseo e sono prodotte dai residui lasciati dalla coda della cometa Swift-Tuttle passata l'ultima volta nel 1992 e con un periodo di 125 anni, sono favorevoli per l'Italia, collocandosi il periodo del massimo previsto attorno alla 1,30 della notte tra il 12 e il 13 agosto senza il distubo lunare; l'unico oggetto luminoso che si vede nella simulazione, è il pianeta Giove.

simulazione 12-13 agosto
foto d'archivio
Swift-Tuttle 1992

Dal 14 al 17 luglio. Occorre un cielo terso e l'orizzonte ovest libero, Vesta non si vede ad occhio nudo e con il cielo così chiaro neppure con il binocolo, Difficile anche Mercurio, troppo vicino al Sole.

Gruppo di macchie
solari al 22 luglio

L’Universo di Planck

La radiazione cosmica di fondo e la Via Lattea: sono le due protagoniste indiscusse della mappa a tutto cielo ottenuta da Planck—il satellite dell’ESA per lo studio dell’origine dell’Universo—nel corso della sua prima survey, completata di recente. «Questo è il momento per il quale Planck è stato concepito», dichiara il direttore della sezione ESA di Scienza ed Esplorazione Robotica, David Southwood... (consulta anche: universo di planck; planck-first-map)

Giove, visto questa mattina con cielo già chiaro, lo strumento non motorizzato e di corta focale mostrava una immagine a 42 X poco contrastata che ho fotografato a mano libera con il sistema afocale. Nonostante gli scarsi mezzi impiegati si vede che c'è una sola banda.

Con la Luna nei Gemelli

Con un mese di maggio come questo nel quale le occasioni per vedere il Sole o la Luna sono state poche, avere due sere di seguito di cielo sereno o quasi e sprecarle davanti a un televisore sempre più misterioso non mi sembrava giusto. Il 17 c’era una congiunzione tra Luna e Vega, al mattino la Luna aveva occultato Venere ma ciò riguardava i siciliani e neppure tanto dato che solo pochi appassionati si saranno cimentati nell’osservazione possibile ma non spettacolare dell’evento che si verificava di giorno. La sera mi sporgevo dalla finestra del secondo piano di casa per fotografare i due oggetti includendo il campanile con l’orologio.
Per forza di cose la foto veniva scattata a mano libera, la sera successiva sempre a mano libera e in posizione teleobiettivo, lo zoom con inserito lo stabilizzatore di immagine catturava l’immagine della Luna con tanto di luce cinerea e al monitor del PC si vedeva anche una stellina. La Luna si trovava nei gemelli, per chi fosse interessato alla mitologia consiglio di cercare in internet la storia di Castore e Polluce detti anche i Dioscuri, in poche parole quell’oca di Leda non riuscì a sfuggire alle attenzioni di Zeus trasformatosi per l’occasione in cigno.
Bene, partendo da sinistra Polluce, giallo e Castore bianco erano ben visibili sopra la Luna essendo grossomodo tra la prima e la seconda magnitudine mentre non lo era la zeta dei Gemelli, di quarta magnitudine in un cielo afflitto da un pesante inquinamento luminoso e anche nei pressi di una Luna che di lì a poco sarebbe morta piccola com’ebbe a cantare il poeta De André.
Tutte le stelle che si conoscono hanno un nome o una lettera dell’alfabeto greco o un numero, alla più luminosa della costellazione venne assegnata la lettera alfa alla seconda la beta e avanti così, tanto per smentire quanto appena detto e non è neppure un caso unico, Polluce Beta è più luminosa di Castore Alfa; la zeta che non è l’ultima lettera dell’alfabeto greco, ricordate – io sono l’alfa e l’omega – e cioè l’inizio e la fine, ha un nome di origine araba, spesso contrazione arbitraria come in questo caso che vale per zampa piegata del leone. La zeta dei Gemelli è di per sé una stella molto interessante, si tratta di una Cefeide tra le più brillanti, se volete approfondire cercate nei siti indicati, è vero che la vediamo come una stellina di quarta magnitudine ma ciò è dovuto al fatto che si trova a ben 1170 anni luce da noi, la sua magnitudine assoluta, se cioè si trovasse a 10 parsec , parallasse secondo, sarebbe di – 3,76 e cioè di 2600 volte il nostro Sole.
La cosa più interessante è che quando il sistema della parallasse, alzate un dito a distanza del braccio e chiudete alternativamente gli occhi, consiglio l’indice per evitare equivoci, non funziona più su distanze elevate si usano le Cefeidi il cui cambio di luminosità assoluta è legato al Periodo per cui se in una galassia si scopre una Cefeide si può determinare la distanza della galassia che la ospita.

Luna e Venere
alle 21,30 del 16 maggio
Luna di 2 gg. e Venere
al mattino
Mekbuda
Magn. 4
Alfabeto greco
31 marzo 2010: Luna e Spica e Luna calante da poche ore.

Venere e Mercurio
6-04 da Bienate

Ritorna Venere serotina

Venere ci aiuta a trovare Mercurio. Nel crepuscolo serale, nella foto allegata in compagnia di una luna di soli due giorni, si può vedere Venere che diventerà meglio visibile nel prossimo periodo sempre più alta e luminosa, anche per contrasto con un cielo più scuro, sull’orizzonte ovest. La sera dell’8 aprile si presenta una interessante opportunità, rintracciare facilmente l’elusivo Mercurio perché si troverà accanto a Venere nel crepuscolo serale.

Venere e Mercurio
Venere e Mercurio
Venere e Mercurio
la sera dell'8/04

4 Vesta

Vesta visibile con un binocolo e fotografabile con pochi secondi di posa. Il vero problema con tutti gli oggetti di aspetto stellare causa le loro dimensioni unite alla distanza, è come distinguerli dalle stelle di sfondo, il programma stellarium che trovate in rete può essere di grande aiuto. Attualmente si trova nella testa del Leone.

Il Sole sonnecchia

Il Sole continua a fornire un’attività modesta che spiegherebbe il perché di questo periodo freddo all’interno di un riscaldamento globale. Mentre io sono costretto a cercare un giorno in cui si veda, per scoprire se il Sole presenta macchie, per fortuna la sonda SOHO non ha di questi problemi perché dove si trova, nel punto Lagrange 1, il Sole non tramonta mai Solar and Heliospheric Observatory.

Precessione degli equinozi

Anche l’astrologo più ignorante di argomenti astronomici credo sappia della precessione degli equinozi per la comprensione della quale invito a collegarvi tramite internet a uno dei siti che la trattano, ne suggerisco Precessione degli equinozi come in allegato c’è un elenco che sconvolgerà le convinzioni di che si lascia influenzare dalle previsioni degli astrologi. Perbacco, i segni sono 14 e una gentile fanciulla potrebbe essere costretta a dire di essere una balena.
Queste splendide immagini dal satellite ci fanno vedere come viviamo nel cielo dell' "inquinamento luminoso", ahinoi, ma anche di come sia splendida la nostra Terra. W le stelle.
Federico Manzini e Armando Mazza

L'opposizione di Marte di Gennaio 2010

La sera del 27 gennaio all’osservatorio di Suno avevamo in visita dei simpatici scolari della quarta e quinta elementare di Bolzano Novarese, accompagnati da alcuni insegnanti e genitori, hanno potuto vedere la Luna e Marte al telescopio e le mie diapositive commentate in sala riunioni. Uno dei soci, Corrado Pidò, ha atteso pazientemente che lo strumento ritornasse utilizzabile per foto dopo il rientro a casa del gruppo. Ha ripreso la Luna utilizzando il rifrattore da 5 pollici e poi Marte con lo strumento principale il Newton da 400mm. Marte quest’anno è stato in opposizione alla fine del mese di gennaio, le dimensioni del pianeta questa volta sono solo di 14 “ niente in confronto con gli abbondanti 25” dell’agosto del 2003. L’orbita del pianeta rosso e fortemente ellittica quindi le opposizioni afeliche sono sfavorevoli rispetto a quelle perieli che. La prossima buona opposizione interessante con più di 24 “ si verificherà nel 2018. Le immagini di Marte vanno osservate piccole perché se no compaiono i pixel e si spappolano.
Complimenti a Corrado per i risultati in relazione alle ridotte dimensioni del pianeta e grazie per avermi spedito le immagini per la pubblicazione sul sito di Veveri.

venerdì 15 gennaio 2010, qualche macchia

Nel giorno dell'eclisse anulare, invisibile da noi, almeno si è rasserenato, il Sole presenta delle macchie non grandi ma già registrabili con un 300 mm, focale equivalente 480 mm , non stabilizzato e tenuto a mano libera; davanti all'obiettivo un filtro Astrosolar.

macchie solari 7/02/10
colpo d'occhio invernale

Blue Moon di S. Silvestro 2009

In origine la Luna blu era la seconda Luna nuova che capitava nello stesso mese, due lune nere delle quali la seconda veniva chiamata Luna Blu, poi, non si sa come, quando e perché, nel mondo anglosassone si iniziò a parlare di Blue Moon riferendosi alla seconda Luna piena che capitava all’interno dello stesso mese, evento relativamente raro, la prossima volta capiterà nell’agosto 2012. In realtà la Luna ha il solito colore anche se parecchi anni fa su giornali di diffusione nazionale arrivarono a sostenere con foto filtrate in blu che la Luna si sarebbe vista in quel modo e non servì che sostenessi su un giornale locale che si trattava di un falso, la gente preferisce le favole alla realtà. Allora si usava la pellicola, ora con il digitale è bastato impostare il bilanciamento del bianco in automatico e inquadrare una stella illuminata con luce artificiale sopra il presepe di Mezzomerico, l’automatismo è intervenuto per eliminare la dominante giallastra dovuta alla bassa temperatura-colore della finta stella e così la Luna si è colorata di blu.

Orione 6-01-2010


effetti pirotecnici
di razzo russo
scambiato per UFO
2 dicembre:
Cala la Luna
prima dell'alba
il satellite Planck
il satellite Planck
ripreso dall'osservatorio
di Loiano

11 dicembre 2009-Una cartolina dallo spazio per gli astrofisici bolognesi da Fabrizio Villa

Il satellite Planck, in orbita a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, fotografato dal telescopio di Loiano (BO) (la sua traccia nell'immagine qui sopra è indicata dal cerchietto azzurro). Impresa realizzata dall’Osservatorio astronomico e dall’Istituto di Astrofisica Spaziale (IASF) di Bologna, entrambi dell’INAF. Un biglietto natalizio davvero inusuale, quello giunto giovedì scorso a Bologna. Mittente: il satellite Planck, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea per lo studio dell’universo primordiale, in orbita in un punto dello spazio chiamato L2 a circa cinque “secondi luce” dalla Terra. Destinatario: gli astrofisici dell’INAF-IASF Bologna che lo hanno realizzato e che, dopo averlo avuto sotto gli occhi tutti i giorni per oltre dieci anni, non avevano più potuto rimirare il loro gioiello dal 14 maggio scorso, giorno del lancio nello spazio. Postino d’eccezione: il telescopio di Loiano, che con il suo specchio da 152 cm è riuscito a immortalare il satellite, appena quattro metri per quattro, da una distanza di circa un milione e mezzo di chilometri.
«È entusiasmante vedere la traccia del satellite in cielo», dice Fabrizio Villa, il ricercatore dell’INAF-IASF Bologna che ha avuto l’idea di questa osservazione. «Dopo tanti anni passati gomito a gomito con Planck e il suo strumento LFI qui sulla Terra, il lancio mi aveva lasciato un senso di vuoto. Certo, siamo sempre in contatto, i dati che ci manda li vediamo tutti i giorni, ma riuscire a catturarlo lassù a 1.5 milioni di km mi pareva fosse una grande emozione. Per questo ho chiesto ai miei colleghi (Nicola Masetti dello INAF-IASF Bologna, Silvia Galleti e Ivan Bruni dell’INAF–Osservatorio astronomico di Bologna) se fosse possibile fotografarlo da Loiano. Hanno colto il mio entusiasmo, e mi hanno fatto un regalo davvero grande».
Il telescopio di Loiano, in effetti, ha mostrato di avere tutte le carte in regola per questo memorabile scatto. «Certo, oggi è un po’ invecchiato, è stato realizzato nel 1976», spiega Flavio Fusi Pecci, direttore dell’Osservatorio astronomico di Bologna, la struttura dell’INAF che gestisce il telescopio insieme al Dipartimento di Astronomia dell’Università di Bologna, «ma la sua camera CCD è tutt’ora di prima qualità. Il suo grande pregio è che unisce un ampio campo di vista a un ottimo potere risolutivo. Lo usiamo soprattutto per lo studio di popolazioni stellari nella nostra galassia e in quella di Andromeda, dove ci ha permesso di identificare centinaia di ammassi globulari, chiamati appunto Bologna 1, Bologna 2, 3, 4, eccetera. Questa osservazione del satellite Planck, molto divertente, è stata resa possibile, oltre che dalla capacità di imaging, anche dalla possibilità che ha il telescopio di effettuare tracking di alta precisione, e dunque di seguire oggetti in movimento. Planck infatti si muove, un po’ come una cometa molto veloce, e la traccia che si vede nell’immagine, dovuta alla posa di 20 minuti, è la sua traiettoria».
E il lungo viaggio di questa foto non è ancora giunto al termine: dagli schermi dei computer degli scienziati sta per passare alla stampa. «Per noi che a questo esperimento ci abbiamo dedicato una vita», afferma infatti Nazzareno Mandolesi, direttore dell’INAF-IASF Bologna e responsabile di LFI, lo strumento a bassa frequenza a bordo di Planck, «è un’immagine emozionante, la ciliegina sulla torta dopo i dati scientifici di qualità eccezionale che ci sta regalando Planck da quando è in orbita. Per questo, abbiamo deciso che ne faremo dei biglietti d’auguri per questo Natale».

Pagina web del telescopio di Loiano
Pagina web del satellite Planck
News in inglese sul sito INAF-IASF Bologna

Confermata la presenza di acqua sulla Luna

14 novembre 2009. Ieri la Nasa ha diffuso la notizia che è confermata la presenza di acqua sulla Luna. Se tornate indietro a oltre un mese fa trovate quanto avevo scritto sull’argomento su questa rubrica. Purtroppo ancora una volta rileviamo quanto sia approssimativa l’informazione dei media; ho sentito, letto e visto, radio, giornali e TV, affermazioni sconcertanti. Appena escono dal seminato dei comunicati ufficiali e ci mettono del loro, i nostri giornalisti sbarellano. Ora, una traduzione automatica può portare a risultati divertenti come si vede dal ritaglio, gli atomi eccitati lo erano al punto da diventare entusiasti. Purtroppo certe stupidaggini non sono dovute a traduzioni automatiche ma a profonda ignoranza di ben pagati professionisti dell’informazione.

Faccio riferimento al supposto e più volte citato lato oscuro della Luna, qualcuno cercando di fare cosa buona ha aggiunto – il lato che non viene mai illuminato dal Sole – per dare un filo logico a simile sciocchezza arriva a collocare su questo lato oscuro il cratere Cabeus dove la Luna è stata bombardata. Ora sappiamo che la Luna ci ruota attorno mostrandoci sempre la stessa faccia, per effetto della librazione un po’ di più, il 59%. Il rimanente 41% da Terra non si vede, questo non vuol dire che quella parte non riceva mai a luce del Sole. Il cratere Cabeus poi non si trova affatto sulla parte nascosta alla Terra, tanto che una batteria di telescopi è stata predisposta per analizzare con gli spettrografi il pennacchio di polveri sollevato dall’impatto, questo è stato di molto inferiore alle previsioni ma non avrebbe avuto senso predisporre gli osservatori se la cosa fosse avvenuta nella parte che non possiamo osservare. In realtà solo il fondo di alcuni crateri che si trovano al polo sud lunare non vengono illuminati dal Sole da miliardi di anni; lì era logico ipotizzare che ci fosse ghiaccio e lì è stato trovato.

Galassia M 31 in Andromeda, 400 miliardi di stelle e non è la più grossa.

M 31 in Andromeda è una galassia che ha comunque un primato, è l’oggetto più lontano che può essere visto ad occhio nudo. In queste notti intorno alle 21,30 può essere cercata proprio sopra le nostre teste, posizione da torcicollo ma dato l’inquinamento luminoso anche il punto del cielo più buio. La scorsa notte ero all’osservatorio di Suno e approfittando del cielo sereno e dell’assenza di Luna sopra l’orizzonte ho notato che la galassia era visibile a occhio come un debole batuffolo indefinito. Ho fissato la reflex con teleobiettivo da 300 mm f 4 in parallelo al telescopio e l’intenzione era quella di scattare più foto da 30 sec. ciascuna e poi sommarle ma, dato che c’erano presenti ospiti in cupola desiderosi di effettuare qualche osservazione anche se non era la serata di apertura al pubblico, ho scattato una sola immagine da 30 sec. a 3200 ISO. Il risultato quindi non è indicativo ma può servire a mostrare le potenzialità delle attuali reflex digitali.

Se avete un binocolo potete provare a cercarla e se la trovate soffermatevi a pensare che state guardando una galassia a spirale vista un po’ di taglio, simile ma più grande della nostra e la cui luce che vedete è partita due milioni e mezzo di anni fa. Trovate spesso il termine di nebulosa perché ancora nel 1800 si pensava che quegli oggetti che non potevano allora essere risolti in stelle fossero nebulose all’interno della nostra galassia che allora rappresentava tutto l’universo. Pensare che le scoperte successive abbiano dato una maggiore apertura mentale al modo di pensare degli uomini è illusorio.
Se del progresso tecnologico possono usufruirne tutti, purché abbiano risorse per diventare acquirenti. Il progresso culturale riguarda da sempre una piccola percentuale di persone. Ieri sera uno dei soci mi ha riferito che in un telegiornale hanno dato conto che il portavoce della NASA ha ritenuto opportuno far sapere che non ci sarà nessuna fine del mondo il 21 12 2012 e il commentatore televisivo concludeva con un dubbio, se era più ragionevole fidarsi degli uomini della NASA piuttosto che delle previsioni dei Maya che, per inciso, non hanno mai previsto né avrebbero potuto prevedere nessuna fine del mondo.

Missione Planck di Fabrizio Villa, Primo ricercatore INAF/IASF-Bologna (villa@iasfbo.inaf.it).

Settimana scorsa c’è stata a Bologna, all’area della ricerca del CNR e INAF, la riunione dei membri del consorzio internazionale del satellite Planck dell’ESA. La prima riunione dopo il lancio, avvenuto il 14 maggio di quest’anno, in cui si è parlato di dati veri, come il satellite ce li sta mandando ogni giorno da un milione e mezzo di chilometri da noi. Si è parlato di tanti argomenti, dalla gestione giornaliera dei due strumenti a bordo (Hfi francese e Lfi italiano) alla previsione dei risultati quando la missione sarà terminata (tra meno di due anni). Io, insieme alla dott.ssa Maura Sandri, ho avuto la possibilità di mostrare le osservazioni di Planck della nebulosa del Granchio, residuo di una supernova esplosa nel 1054. Queste osservazioni noi di Planck le usiamo principalmente come calibrazione “ottica” e “radiometrica”. Ricordo che Planck è un telescopio alle onde millimetriche ed il suo scopo è quello di misurare la radiazione cosmica di fondo, residuo dell’origine dell’Universo. Con Planck, la nebulosa del Granchio, così come i pianeti (Giove è stato appena osservato ad esempio e Marte pure) sono visti in modo completamente diverso rispetto ai telescopi convenzionali. Niente calotte polari in Marte, niente macchia rossa in Giove, niente particolari nella nebulosa come ce li mostra l’Hubble Space Telescope in figura 1.

Lì osserviamo come macchie sfuocate e tuttavia ci daranno informazioni importanti che serviranno per sapere se stiamo misurando bene l’Universo primordiale. Di più non posso dire perché i dati sono ancora segreti. Posso dire invece qualche cosa riguardo alla prima luce del telescopio perché i risultati sono stati pubblicati. Dopo un intenso periodo di calibrazione ad agosto si è osservato il cielo per due settimane è si è controllato lo stato degli strumenti. L’immagine risultante di questa prima osservazione, la prima luce appunto del telescopio, è riportata in figura 2. La mappa colorata è il pezzo di cielo osservato da Planck sovrapposta ad una mappa del cielo e della Via Lattea (le macchie chiare che solcano l’immagine orizzontalmente). Lontano dalla nostra galassia si vedono delle macchioline rosse gialle e blu che è proprio quel residuo dell’origine dell’universo che si è accennato sopra. Si vedono meglio nella figura 3, ingrandimento di una porzione di 10° x 10° della figura sopra.
Quelle macchie che si vedono ci dicono tantissime cose sull’origine, la storia, i costituenti dell’Universo in cui viviamo. Sapere queste cose è importante per la conoscenza e per la cultura in generale. La Natura è intrigante perché sappiamo da poco che la maggioranza dell’Universo è costituito da una forma di energia a noi sconosciuta, chiamata appunto dagli scienziati Energia Oscura. Chissà magari scoprire con Planck qualche informazione in più su questa energia ci potrebbe far ben sperare per l’imminente problema energetico.
il video del lancio è disponibile all’indirizzo http://www.esa.int/SPECIALS/Planck/SEMU2DZVNUF_0.html
Informazioni aggiuntive sulla prima luce di Planck all’indirizzo http://sci.esa.int/science-e/www/object/index.cfm?fobjectid=45543

Piccolo asteroide esplode sul cielo indonesiano l'8 ottobre 2009

Per saperne di più cercate in rete con le parole chiave - asteroide - o anche - meteorite - e - Indonesia - ed eventualmente aggiungete la precisazione temporale del 8 - 09 - 2009. Logicamente vi trovate di tutto, dalla notizia confermata dalla NASA ai vari centri ufologici che commentano a modo loro e non potevano mancare gli interventi di tutti quelli, e cominciano ad essere veramente troppi, che collegano tutto quello che capita, fenomeni naturali che sono sempre capitati, come segnali che annunciano la prossima fine del mondo. Purtroppo il rischio di impatto di un asteroide con la Terra non solo è reale ma in particolare quelli più piccoli ma comunque pericolosi non si riescono ad avvistare in tempo, comunque un ulteriore potenziamento della rete di controllo che già esiste e che si avvale anche dell'aiuto gratuito di centinaia di osservatori amatoriali tra i quali quello di Suno, per strumenti automatizzati e di dimensioni tali da poter rilevare oggetti relativamente piccoli quando sono ancora lontani dalla Terra, una loro maggior diffusione viene al momento esclusa per questioni economiche. Di contro, da quelli più grossi, che si avvistano per tempo, ad oggi non sapremmo come difenderci. Vale la pena studiarne bene le orbite almeno per tranquillizzarci escludendo quelli che per l'immediato futuro non rappresentano un pericolo.

La sequenza di alcune fasi lunari fatta con un teleobiettivo (i giorni mancanti all'interno della sequenza evidentemente la Luna era nascosta da nuvole) mostrano il nostro satellite come lo si può osservare in un banale binocolo tipo 10 x 50. Queste immagini spiegano la possibilità di osservare bene alcune caratteristiche in certe fasi e non in altre. Prendiamo ad esempio la bellissima catena montuosa degli appennini Lunari: il giorno 24 non si vedono ancora perchè non illuminati dal Sole mentre il 26 si vedono e sarebbe stato bello avere un'immagine del 25 dove, illuminati in parte, il Sole radente avrebbe proiettato delle lunghe ombre seghettate e nerissime. Nei giorni successivi tendono a sparire essendo illuminati più verticalmente e non proiettando ombre. Lo stesso vale per i crateri. Se anche avete solo un binocolo e la cosa vi incuriosisce, non rinunciate a puntarlo sulla Luna, l'immagine diretta è molto più appagante di mille fotografie.
29 ottobre: Forse è presto per dirlo ma sembra che il Sole riprenda la sua normale attività dato che ogni tanto ricompaiono macchie con frequenza più ravvicinata di quanto avesse fatto negli ultimi due anni abbondanti. Forse un breve periodo di mini glaciazione avrebbe ricostituito i ghiacciai sui monti e ai poli ma un periodo troppo lungo come la mini glaciazione di 70 anni tra il 1655 e il 1715 che portò ad avere scarsità di raccolti, sarebbe in questo periodo insopportabile con circa 7 miliardi di abitanti sulla Terra dei quali già in condizioni di normale attività solare, in un mondo tecnologicamente avanzato ma non per questo civile, continuano a morire di stenti tanti passeggeri dell’astronave Terra (nelle foto: macchie solari riprese da casa).

29 ottobre: macchie solari 29 10 09 filtro solare su tele da 400 640 mm equiv.

19 ottobre: nel territorio di Varese avvistano poco meno di un U.F.O. al giorno, preferibilmente di sera e sul lago. Ieri sera la luce misteriosa è stata vista perfino da alcuni soci dell’osservatorio di Suno, peccato che un banale raffreddore mi abbia consigliato di stare in casa, manco sempre per un pelo a questi grandi appuntamenti con la storia. Ricevo dal presidente Vittorio Sacco che anche a Suno hanno visto delle luci verso est e in seguito da Davide Crespi arriva la segnalazione che in rete c’era la spiegazione, si era trattato dell’accensione di un Centaurus, si vedano gli allegati, quello in italiano estratto dal sito dell’osservatorio Schiaparelli di Varese.

Campo con Urano 13 10 09 sin foto des Stellarium

10-10-09: la ricerca dell'acqua sulla Luna

Oggi 9 ottobre 2009 ho seguito collegandomi tramite Internet a "Nasa TV" la missione che dovrebbe portare a stabilire se c’è acqua sulla Luna. Ho già precedentemente scritto che sono convinto che si trovi sotto forma di ghiaccio portato dalle comete e conservatosi nel fondo di alcuni crateri dove la Luce del Sole e il calore non arriva mai. L’impatto in due tempi distanziati di 4 minuti delle sonde di cui la seconda riprende la prima e per 4 minuti ne analizza l’impatto prima, e gli effetti per 4 minuti, solleva una gran quantità di polvere o regolite lunare in cui si dovrebbe trovare, se c’è, cosa della quale sono certo in attesa di eventuale smentita, la presenza di acqua, e nei prossimi giorni anche i telescopi selezionati, tenteranno da Terra, di analizzare la polvere immagino con sistemi spettrografici.
Purtroppo parlavano, com’è logico, in inglese americanizzato e io avevo dovuto studiare a suo tempo il francese per delle ragioni che posso intuire ma che dal punto di vista del periodo era già un anacronismo, risultato, non ho quasi capito niente per questo vado a intuito in attesa che in Italia i mezzi di informazione informino invece di riferire soltanto delle assurde preoccupazioni di persone spaventate dagli effetti che il bombardamento della Luna avrebbe causato alla Terra. Paure giustificate dalla mancanza di corretta informazione, sulla Luna non è stato fatto esplodere niente ma anche se fosse non cadrebbero pezzi di Luna.

29-09-09: Urano più vicino e luminoso di Nettuno ma …

Ma è stato meno facile rintracciarlo senza usare le coordinate, in un cielo rischiarato dalla Luna abbondantemente oltre il primo quarto come si vede dalla foto scattata fotografando con macchina munita di obiettivo l’immagine formata dall’oculare, tenendo la macchina in mano; questo metodo detto afocale, permette di fotografare quello che si vede con il telescopio anche a chi è munito solo di digitali con ottica non asportabile. Urano, dicevo, alla fine mi ha fatto perdere un po’ di tempo perché non ha al momento, come Nettuno, un riferimento luminoso come Giove, si veda la cartina presa da Stellarium. La foto è stata fatta al solito con 3 sec, circa su un treppiede e un buon obiettivo da ritratto aperto a f.2, per rintracciare quale punto sia Urano ho messo a fianco la zona estratta da Stellarium.
Sono contento che ci sia la prova dell’acqua sotto forma di ghiaccio sulla Luna. Ne sono sempre stato convinto ma chi si occupa seriamente, pure con tono scherzoso, di qualunque cosa dovrebbe avere l’onere della prova. Bene, le comete sono cadute a milioni e forse più sui vari corpi del sistema solare, Sole compreso, hanno portato varie cose, tra l’altro aminoacidi e acqua che come quasi tutti sanno, tranne i vari laureati che fanno magre paurose nelle trasmissioni di quiz in TV, sono dei mattoncini per un possibile sviluppo della vita.
Purtroppo nel sistema solare c’era un solo pianeta che aveva le caratteristiche per ospitare la vita secondo una evoluzione che è la forma più intelligente di considerare il risultato anche se da qualche tempo si tenta di squalificare la teoria dell’evoluzione con dei modelli che non stanno in piedi: anche chi li propone dovrebbe avere l’onere della prova.
Se un corpo è troppo piccolo non riesce a trattenere più di tanto l’atmosfera e l’acqua allo stato liquido, è il caso di Marte. La Luna non ha atmosfera, ha una bassa gravità, l’acqua del ghiaccio delle comete non poteva essere trattenuta a meno che parte di quel ghiaccio non fosse finito in posti dove il Sole non arriva mai (e non mancando questi posti sulla Luna); era logico ipotizzare che in quei luoghi ci fosse del ghiaccio, ebbene c’è. I ragionamenti giusti hanno solo bisogno di tempo per affermarsi in un sistema in cui il pensiero è libero.

vista sud con Urano
Nettuno, Giove e Luna
Urano, 28-09-09
Luna, 28-09-09

23-09-09: Nettuno e Giove - Macchie solari e brillamento

Forse già ieri c’erano ma ero a Veveri e per un giorno in cui il Sole c’era, non l’ho guardato. L’autunno è iniziato alle 23,18 ora legale di ieri 22 settembre, faceva discretamente caldo e il cielo serale non era abbastanza trasparente ma ieri sera cercai lo stesso di fare un’osservazione al limite in quelle condizioni e con un piccolo rifrattore di soli 8 cm di apertura e di soli 50 cm di focale ho cercato di localizzare Nettuno. L’occasione per chi non l’avesse mai visto è favorevole perché ha un riferimento luminoso, appena un poco a destra si trova Giove. Dato che Nettuno si vedeva appena come una fioca stellina ho ritiravo tutto in attesa di serate migliori oppure tentavo anche una fotografia come tutti quelli dotati di una reflex digitale, un tele da ritratto luminoso o almeno un normale e un treppiede possono tentare, e con un cielo migliore del mio, di ottenere che si veda meglio, indicativamente 3 sec con 800 ISO.
Nella immagine di sinistra da Stellarium la posizione di Nettuno è valida per qualche giorno, il pianeta è tanto lento quanto lontano, non so se la riproduzione della mia foto a destra ve lo mostra. L’avevamo osservato da Suno il 12 di agosto in una sera in cui si sono viste più stelle cadenti rispetto alle pessimistiche previsioni, ma anche lì non entusiasmava i non addetti, a meno di lasciarsi prendere dal fascino di vedere direttamente con i propri occhi quello che al momento, dopo il discutibile declassamento di Plutone, è l’ultimo pianeta del sistema solare.
Oggi invece ho fotografato il Sole attraverso una fastidiosa foschia e con un 300 mm non stabilizzato su una reflex a formato ridotto o se volete APS con fattore moltiplicativo 1,6 per cui la focale equivalente corrisponde a 480 mm con un sole sul sensore di soli 4 mm abbondanti. L’ottima qualità dell’obiettivo, i 15 mega pixel del sensore e perché no, la mancanza di tremolio delle mani, hanno prodotto un’immagine nella quale spero si vedano oltre alle due macchie in alto a sinistra anche una più debole in basso a sinistra e subito sotto un brillamento solare. Queste riprese vanno fatte al telescopio ma il fatto di riuscire ad avere queste informazioni da una ripresa tanto amatoriale può incoraggiare chi fosse occasionalmente interessato a tentare l’avventura ma è assolutamente necessario un filtro di rigetto davanti all’obiettivo, se non disponete almeno di un vetro pian parallelo di ottima qualità per saldature elettrica, in mancanza di appositi filtri solari, rinunciate.
Continuano ad arrivarmi richieste di rassicurazione dopo le allarmanti trasmissioni sulla fine del mondo del 21 12 2012. L’ultima l’ho vista anch’io per rendermi conto di quale minestrone riescano a mettere assieme certi personaggi che conducono programmi che servono più a vendere i libri scritti sull’argomento che a informare. Del resto se lasciate condizionare la vostra esistenza da quello che erroneamente credete sia il vostro segno e se fate gli scongiuri, incrociate le dita e non dite o non fate alcune cose per scaramanzia, non potete pretendere di meglio di quanto ci propinano. C’è una difesa, il telecomando e se non basta staccate la spina.

27 agosto, Antares e Luna.

12 agosto, fotografati Giove e Nettuno.

19 luglio: l'occultazione delle Pleiadi di ieri mattina l'ho persa per cattivo tempo allora mi sono accontentato di quello che c'era il mattino dopo che non era poi poca cosa.

Luna, Venere, Marte, Jadi e Pleiadi

Il 18 luglio alle 4 del mattino la Luna occulterà le Pleiadi mentre più sotto Venere si trova nei pressi delle Jadi e in mezzo ci troviamo Marte; abbastanza da giustificare un’alzataccia? Giudicate voi. Il 20 luglio di quaranta anni fa più di 600 milioni di persone erano davanti a un televisore per vedere lo sbarco sulla Luna, come potevo esserci pure io rimane un segreto ... militare. Una curiosità, sulla targa metallica rimasta sulla Luna attaccata a quanto è rimasto del LEM non è inciso il giorno perché si era tenuto conto di un possibile rinvio della missione. Siccome in rete e sulle riviste specializzate potete trovare una grande quantità di foto e informazioni non è il caso che vi faccia qui uno striminzito riassunto. Infine, in quaranta anni ho già dedicato troppe ore a ribattere a tutti quelli che credono che sia stata una montatura; mi sono reso conto che è stato tempo perso, non intendo perderne altro. Mi limito a confutare la più stupida delle obiezioni che rileva che non si vedono stelle nelle foto dato che non essendoci atmosfera sulla Luna il cielo rimane buio. Le foto sono state fatte di giorno, presumibilmente con le pellicole di allora con tempi intorno a 1/125 f 11. Provate a impostare sulla digitale gli stessi valori e fotografate un cielo stellato e poi vedete il risultato. Le stelle cadenti? La notte del 12 di agosto con il disturbo di un quarto di Luna, abbiamo avuto anni migliori.

Luna e Giove
(ore 2,00-11 luglio)

Mercoledì 8 luglio 2009.

Questa mattina ho tolto dal garage il mio telescopio delle occasioni speciali (nella foto si vede il filtro all’interno del paraluce). Il motivo per cui le immagini ottenute a Suno erano al disotto delle mie aspettative dipendevano in gran parte dalla turbolenza atmosferica generata dall’uscita dell’aria più calda all’interno della cupola attraverso la feritoia e dalla mancanza di tempo necessario per stabilizzare la temperatura interna con quella esterna. A casa il telescopio era nel cortile per cui immerso in un ambiente tutto uniformemente caldo. C’è da dire che comunque nei caldi giorni estivi si è ben lontani dal raggiungere le risoluzioni teoriche degli strumenti. La ripresa fatta con la sonda Soho scaricata da Internet è pubblicata a bassa risoluzione per cui dà conto solo della posizione delle macchie e non della qualità elevatissima che viene ottenuta da quello strumento che lavora senza il disturbo atmosferico ed è attrezzata per riprendere il Sole in tutte le sue caratteristiche e addirittura, occultandone il disco, la corona senza che vi sia una eclisse naturale, cosa che può essere fatta anche da Terra ma con risultati inferiori.

6 luglio: forse inizia il ciclo solare n.24

Il 4 luglio 2009 sono ricomparse le macchie solari dopo un periodo che non si verificava così poco attivo da circa un secolo. È capitato il giorno in cui la Terra si trova alla massima distanza dal Sole. La differenza tra il perielio e l'afelio è di circa il 3% ma il confronto tra i due dischi solari è apprezzabile ad occhio. Nè il presidente Vittorio Sacco nè io avevamo molto tempo a disposizione, quando questa mattina ci siamo trovati in cupola l'atmosfera era piuttosto calda e scattare immagini attraverso la feritoia mentre esce una massa di aria turbolenta non può che portare ad immagini poco dettagliate. Al gruppo di macchie è stato assegnato il n. 1024 e si spera sia l'inizio del tanto atteso 24esimo ciclo solare. Al fuoco diretto del rifrattore da 5 " ED Meade F.9 è stata applicata una Nikon D 5000, davanti all'obiettivo è stato posto un filtro solare in vetro a tutta apertura, a 200 ISO il tempo di otturazione più veloce di cui disponeva la reflex era di 1/4.000 ".
La focale equivalente di circa 2 metri ha fornito sul sensore un'immagine di circa 18 mm. Non posso dirmi soddisfatto del risultato, con più tempo si sarebbe potuto stabilizzare la temperatura in cupola e scattare foto a maggior ingrandimeno del solo gruppo di macchie. Se, come speriamo, il Sole si è risvegliato, avremo altre occasioni e macchie più spettacolari da fotografare meglio, intanto queste rappresentano quanto meno una documentazione amatoriale dell'interruzione di un periodo eccezionalmente lungo.

4 luglio 2009 - piccole macchie solari

Piccole macchie solari riprese a mano libera con teleobiettivo da 400 mm, focale equivalente 640; l’immagine è stata ingrandita e ritagliata. Il colore biancastro del Sole dipende dal filtro Astrosolar che lascia passare solo 1:100.000 della luce solare, anteposto all’obiettivo. A destra, più bella e dettagliata e ci mancherebbe che no, una immagine della sonda Soho.

Lancio degli esperimenti Hershel e Planck

Con Fabrizio Villa ci siamo visti a Novara il 3 maggio e in seguito ci siamo tenuti in contatto tramite posta elettronica. Fabrizio mi ha comunicato quando e dove seguire il lancio degli esperimenti Herschel e Planck. Rinviato più volte, è avvenuto alle 15,12 del 14 maggio 09 nell’indifferenza della TV pubblica e privata. In attesa che Fabrizio trovi un po’ di tempo per scrivere un commento invito ad andare sui siti allegati per vedere immagini, filmati e animazioni, leggere qualche commento in modo da essere informati. In questa stessa rubrica trovate due articoli di Fabrizio - Il satellite Planck – e – La radiazione fossile e l’origine dell’universo – in cui trovate informazioni di prima mano.

In - HPmovie2 - i tre oggetti già separati sono stati ripresi da un telescopio ottico da Tenerife e li vedete come tre punti luminosi che si muovono sullo sfondo stellato. Immagino lo stato emotivo di quanti hanno lavorato per anni alla progettazione, programmazione e costruzione di questi sofisticati strumenti, vedere che il vettore si stacca dalla base di lancio ed esultare per il buon esito del lancio e seguire fin dove è possibile e ritrovare poi tre punti luminosi e sapere che sono loro ancora per poco visibili da Terra. Ora bisogna attendere oltre tre settimane per coprire il milione e mezzo di km per raggiungere il punto 2 di Lagrange da dove Planck misurerà la radiazione cosmica di fondo con la sensibilità dei milionesimi di grado termico. Quando saranno operativi stapperò la bottiglia regalatami da Fabrizio il 3 maggio.

Portale ESA
Portale Arianespace
Immagini da Villa

Risposte a- Il mio primo U.F.O-

Gli astrofili Roberto Trabatti e Daniele Cipollina hanno ipotizzato come realistica quella già da me presa in considerazione, per non influenzarli non li avevo informati quale fosse, e cioè meteorite in asse con il punto di ripresa; Fabrizio Villa, ricercatore dell'Istituto Nazionale Astrofisica da Bologna mi manda una ipotesi intrigante, potrebbe trattarsi di un frammento della collisione tra i satelliti Iridium e Cosmos dato che sono stati rilevati anche a Medicina. Se non si è distrutto completamente rientrando in atmosfera e dato che non mi è caduto nel cortile se no Gaia avrebbe abbaiato; forse c'è un frammento di satellite nei boschi che attorniano Bienate, inutile cercarlo, si confonderebbe con tutta la spazzatura indifferenziata che fa brutta mostra di sè ai lati delle strade e nei boschi e corsi d'acqua.

Non mi ero scordato di fotografare la congiunzione della Luna con le Pleiadi del 30 marzo, Il risultato potete vederlo, le Pleiadi sono in basso a destra, nascoste dalla nuvola nera. Il 26 di aprile ci sarà un'altra occasione per vedere la Luna e le Pleiadi in congiunzione, il 26 Mercurio sarà anche a 20 gradi dal Sole per cui abbastanza alto da essere rintracciabile nel crepuscolo serale, il 28 sarà in congiunzione con le Pleiadi.

Congiunzione Mercurio Pleiadi, Suno 30 4 09, su Monte Rosa
Chiara e Massimo sposi in Bellinzago il 2 maggio 2009; erano stati in Mongolia per l’eclisse di Sole della scorsa estate e poi avevano tenuto a Veveri una serata sul loro viaggio

Astronomia meravigliosa

Lancio del satellite Planck
Prima Luna piena di primavera

Venere temporaneamente sparita e macchie solari che non compaiono

Ormai è troppo tardi per osservare Venere, in congiunzione con il Sole il 28 marzo, bisognerà alzarsi prima dell'alba dalla seconda settimana di aprile per incominciare a vederla sorgere sull'orizzonte est. In queste ultime sere la si rintracciava a fatica nel crepuscolo serale e, dato che di fotografie di aerei con Luna in rete se ne trovano anche di buona qualità, alcune con l'aereo che vi transita davanti, occorre un pò di pazienza ma tecnicamente sono relativamente facili, di un aereo con una falce non di Luna ma di Venere non ne ho ancora viste, ho provato a farne una dalla finestra dell'ultimo piano di casa, unico "buco" dal quale potevo osservare Venere, costretto febbricitante a starmene al chiuso.



L'idea iniziale era di fotografare con un potente teleobiettivo la guglia di S. Gaudenzio e la falce di Venere a lato del Salvatore, il tutto significava trovare il posto e l'orario giusti ma con un treppiede e una sensibilità relativamente bassa l'immagine poteva essere d'effetto. Purtroppo l'aereo si muove e il treppiede non ne annulla il movimento, a parte che non era collocabile fuori dalla finestra dalla quale mi sporgevo, ho finestre a sud e nord ma gli astri tramontano a ovest. Quindi scatto a mano libera con una focale di 400 mm, il cielo doveva essere abbastanza chiaro da mostrare siluettato l'aereo ma abbastanza scuro da mostrare Venere, abbastanza lontano in modo che non fosse troppo sfocato rispetto a Venere tendente all'infinito, neppure troppo mosso. Una sensibilità elevata si imponeva, nella foto originale i 3200 ISO utilizzati non sono poi troppo visibili in granulosità ma l'immagine se non ulteriormente ingrandita mostra la falce ancora troppo piccola. L'immagine finale, ingrandita e ritagliata, non è granchè ma forse per il momento è la prima del genere...in attesa di smentita.

Quando ho visto a monitor l'immagine ingrandita del Sole, ho notato una macchiolina e mi sono detto che forse non siamo in un nuovo minimo di Maunder, ma poi la stessa macchia non c'era sulle foto successive e quindi ancora il Sole era desolantemente privo di macchie. Cercate in rete -minimo di Maunder- e anche- piccola glaciazione del 1600 - In fondo i ghiacciai dei poli e delle montagne si stavano sciogliendo, un pò di inverni freddi e con abbondanti nevicate possono servire, purchè non si esageri. Gli equilibri sulla Terra sono così fragili....

20 marzo 2009: equinozio di primavera

Come si vede dal programma Stellarium, la primavera inizia quando la linea rossa dell'eclittica incrocia quella blu dell'equatore celeste e questo capita quest'anno poco dopo mezzogiorno del giorno 20 di marzo. Trovandosi il Sole sulla proiezione dell'Equatore, rimarrà 12 ore sopra l'orizzonte e 12 sotto, fenomeno che si ripeterà all'equinozio d'autunno quando riattraverserà, questa volta scendendo, ancora l'Equatore.

Venere, dopo averci fatto compagnia per mesi, si sta velocemente avvicinando a tramontare contemporaneamente con il Sole il 28 di marzo; già ora la si vede come una sottile falce già percepibile con un binocolo nella luce del crepuscolo. Per fotografarla non ho usato il telescopio, cosa raccomandabile, ma trattenuto in casa da un fastidioso raffreddore, ho usato la stessa attrezzatura con la quale ieri mattina ho fotografato un bel Ramarro in località Picchetta, una reflex digitale da 10 megapixel amatoriale con un teleobiettivo di 300 mm, vecchio di 15 anni ma otticamente buono e, quel che conta, ancora totalmente compatibile con la digitale.

Congiunzione Luna Antares del 17 marzo 2009.

Quando partì la luce di Antares, la Terra occupava nel sistema Tolemaico il centro di quel piccolo universo nel quale non erano ancora nati Leonardo da Vinci e mancava circa un secolo alla scoperta dell'America. Antares, una gigante rossa che se fosse al posto del Sole ingloberebbe anche Marte nella sua rovente atmosfera, è la stella alfa dello Scorpione, di prima grandezza nonostante si trovi a circa 600 anni luce; nella notte tra il 16 e il 17 di marzo viene prospetticamente raggiunta dalla Luna. La distanza angolare tra i due oggetti prima dell'alba è di poco superiore al mezzo grado che è poi il diametro della Luna e del Sole. In questo tipo di fotografia la differenza di luce può essere tale per cui sia necessario per mostrare uno dei soggetti, sovraesporne l'altro.

L'immagine di una stella enorme, nel suo viaggio di 600 anni alla velocità della luce, diventa un punto rossastro, quella del nostro satellite naturale copre i 400.000 chilometri da noi in un secondo e un quarto ed entrambe vengono registrate in una frazione di secondo. In oltre due miliardi di secondi della durata media della vita che trasformata in secondi sembra ancora più corta, dedicare qualche secondo a pensare a quello che si sta osservando senza la pretesa di svelarne il mistero, a chi scrive non è mai sembrato tempo perso. Una più comoda congiuzione ancora con la Luna, ma questa volta come sottile falce crescente, con le Pleiadi nella sera del 30 marzo. Non ci sarà più Venere nel cielo serale che inizierà a ricomparire nel crepuscolo mattutino già ad aprile. Il Sole continua a non mostrare macchie, la cometa Lulin si sta allontanando prospetticamente nei Gemelli.....

Lulin e Regolo il 27 2 09

Raggiunto l'osservatorio la sera del 27 febbraio, stimolato a farlo da una bella accoppiata Venere Luna, mi sono reso conto che la foschia di queste notti diffondeva l'inquinamento luminoso, contro il quale da decenni ci si batte con scarsi risultati, e il Leone era dentro in pieno; l'aspetto del cielo era desolante ma ormai ero lì e un tentativo andava fatto. Alla fine i risultati non sono stati entusiasmanti, principalmente per la scarsa trasparenza del cielo e anche perchè la strumentazione non è specializzata per la ripresa delle comete con coda debole ed estesa. Alla fine l'immagine più gradevole è risultata quella fatta con macchina dotata di teleobiettivo montata a cavallo del telescopio per utilizzarne il moto orario. La prossima settimana potrebbe essere ancora in parte utilizzata ma le previsioni del tempo non sembrano favorevoli e intanto la Luna oltre ad aumentare di luminosità si avvicinerà inevitabilmente a dove si troverà la cometa, parliamo sempre dal punto di vista prospettico. Intanto la cometa, allontanandosi dalla Terra, diventerà anche meno luminosa. Va bè, ne passeranno altre.

Luna crescente e Venere calante
Cometa Lulin al telescopio di Suno
Lulin e Regolo
Lulin e Regolo

Lulin e Venere

La scorsa notte, tra il 23 e il 24 febbraio 2009, Venere si trovava a poco più di 60.000.000 di km in avvicinamento, lo stesso la cometa, ma in allontanamento ormai e in un punto del cielo quasi opposto al pianeta. La falce di Venere diventerà più grande e sottile e il pianeta anticiperà sempre più velocemente il suo tramonto per cui sono le ultime occasioni per vederlo bene perchè quando sarà troppo basso sull'orizzonte, la turbolenza atmosferica tenderà a deformare troppo l'immagine.

Venere il 23 febbraio
Lulin alle ore 23 del 23 febbraio
Lulin alle ore 24 del 23 febbraio
Stellarium


Per quanto riguarda la cometa, difficile dire quanto fosse eventualmente visibile anche ad occhio nudo dato che la foschia diffondeva la luce di un vicino campo di calcio dove si stavano allenando. Le due immagini la mostrano appena e danno conto dello spostamento della cometa sullo sfondo del cielo dopo un'ora. Sperando in un miglioramento delle condizioni atmosferiche, allego una figura che riguarda il giorno 27, quando la cometa sarà vicinissima a Regolo, stella alfa del Leone, e sarà visibile in orari meno scomodi.
Il Sole, fotografato anche oggi, continua a non mostrare macchie e questa mattina il paesaggio era bianco e l'aria ancora gelida; inutile mostrare ancora una foto del sole perchè da troppo tempo sono tutte uguali. Appena scorgerò una macchia un pò evidente, tirerò un sospiro di sollievo, il Sole si sarà risvegliato dal letargo e magari anche la natura se ne accorgerà.

Lulin nella rete

Lulin una cometa per addetti ai lavori

Siano essi professionisti o dilettanti dotati di preparazione e mezzi adeguati, la cometa Lulin non sarà un evento popolare. Esaminiamo le ragioni. Nonostante le strombazzate coincidenze con l'elezione del Presidente degli Stati Uniti d'America, la cometa purtroppo non splendeva allora e non splenderà nel cielo neppure la notte tra il 23 e 24 febbraio periodo nel quale sarà a meno di 70.000.000 di km o se preferite a più di 60.000.000 dalla Terra, ed è un vero peccato perchè si troverà prospetticamente vicino a Regolo e sotto una costellazione vistosa e riconoscibile come il Leone.
Siccome temo che sarà difficile scorgerla ad occhio nudo sotto i nostri cieli affetti da inquinamento luminoso, la vicinanza con il pianeta quantomeno guiderà i meno esperti a trovarla con un binocolo, sotto il pianeta, non aspettatevi di vedere molto di più delle foto accluse realizzate non con un telescopio ma con macchina digitale posta su treppiede. Il cielo che nel frattempo si era liberato dal disturbo lunare ha iniziato a presentare foschie o velature che rendevano difficile ottenere immagini di qualità anche con l'impiego di strumenti più specializzati. Un prolungamento del tempo di posa per compensare la minore luminosità di un telescopio rispetto a più luminosi obiettivi fotografici, comporta l'inevitabile uso del moto orario per compensare la rotazione terrestre resa ancora più evidente da una maggiore lunghezza focale che dà una immagine più grande e dettagliata della cometa, come se non bastasse la rotazione terrestre, se l'ingrandimento è elevato, il tempo di posa sarà in proporzione maggiore e in questo tempo di esposizione può diventare visibile il moto proprio della cometa sullo sfondo delle stelle per cui spesso si è costretti a correggere il moto orario per seguire la cometa avendo il risultato di stelle mosse con cometa ferma che è poi quello che ci interessa.

Capite bene che ci si allontana sempre più dalle possibilità date dai mezzi di cui sono dotati la maggior parte di noi. L'orario è scomodo per cui non tutti saranno disposti a stare alzati per osservare un oggetto debole che, diversamente da come la si immagina, non mostra neppure la coda. Solo pochi fortunati possiedono un osservatorio personale vicino a casa e il tutto collocato in posti con cielo relativamente buio. I soci dell'osservatorio di Suno dispongono di una strumentazione adatta a fornire della cometa immagini simili a quelle che si trovano in rete ma purtroppo da anni l'inquinamento affligge pesantemente anche l'osservatorio, certo sempre meglio che da casa ma occorrerebbe una bella notte per convincere qualcuno di noi a recarsi sul posto nel cuore della notte per ottenere una immagine passabile, ma non da concorso, vincendo il freddo notturno di questo lungo inverno in cui Il Sole continua a presentarsi senza macchie. Se capiterà non nasconderò il risultato quale che sia, intanto accontentatevi delle immagini a corredo fatte da casa.

Il mio primo UFO

La sera del 12 febbraio stavo scattando alcune foto, con macchina su cavalletto, a costellazioni o gruppi stellari. Mentre fotografavo i due ammassi del Toro, le Iadi e le Pleiadi, nel momento della posa di circa 5 sec., osservavo la macchina su un treppiede traballante per cui non mi sono accorto dell'oggetto vicino alle Pleiadi che non c'era prima e neppure dopo, per cui l'ho visto solo a monitor; se l'avessi visto direttamente avrei potuto fare qualche ipotesi di identificazione dal fatto che fosse un lampo di luce, come è probabile, perchè un oggetto in movimento non radiale lascerebbe un segmento e non un punto. Un meteorite che era in linea sull'asse ottico o un lampo ad alta energia e di breve durata? In attesa di riscontri, sperabili dal mondo ufficiale della scienza (erano le 20,51 in T.U. tempo universale, la ripresa è stata effettuata da Bienate), non mi rimane che classificarlo con un pò d'ironia, come "ogetto non identificato" ovvero U.F.O.

La Lulin si avvicina

Per il momento non si tratta certo di un oggetto cospicuo, in particolare finchè il cielo sarà disturbato dalla luce lunare, anche l'utilizzo di attrezzature più adatte e sofisticate non darebbe risultati spettacolari. Ricordiamoci che la cometa si sta avvicinando alla Terra e che sarà a 70.000.000 di Km il giorno 24 febbraio in cui sarà rintracciabile sotto Saturno che si trova sotto il Leone, intanto la Luna è in fase calante e nei prossimi giorni darà sempre meno fastidio, questa notte, da misure spannometriche, si trovava a circa 10 gradi dalla cometa e con una fase antecedente di un giorno l'ultimo quarto, rischiarava fin troppo il fondo cielo per cui la debole coda di ioni, tipicamente azzurrina, si perdeva nello sfondo. Si trovava vicino a Spica la stella alfa della Vergine che veniva rappresentata negli antichi atlanti come una giovane e bella donna con una spiga di grano in mano.

Sirio e Venere

Sirio, la stella più luminosa, anche per la relativa vicinanza, poco più di 8 anni luce, ha magnitudine negativa - 1,45 e deve confrontarsi in questo periodo con la "stella" della sera che stella non è essendo il pianeta Venere che riflette la luce del Sole e sfoggia una luminosità di - 4,4. Dalle immagini si può solo in parte apprezzare questa differenza. Nella terza immagine ho voluto provare a fare una cosa impensabile fino a pochi anni fa, mostrare la fase di Venere con uno scatto a mano libera.

Sirio
Venere
Fase di Venere


Luna e Venere ripresi il 29 gennaio
immagine del 30 gennaio da Suno

21 dicembre 2012: una data di cui si parla.

Prima di arrivare al punto volevo divagare, come mia abitudine e difetto, su cose che in qualche modo si legano. Vi suggerisco approfondimenti digitando "zodiaco", "Ofiuco", "precessione degli equinozi", "e la verità vi renderà liberi". I segni dello Zodiaco sono 13, il segno dimenticato per comodità, è l'Ofiuco che si trova tra lo Scorpione e il Sagittario.

Inoltre, a causa della precessione degli equinozi, i segni considerati dagli astrologi sono spostati di circa un mese: un Leone è in realtà un Cancro e via dicendo. Ora, se vi informate nel modo giusto, potreste rendervi conto dell'assoluta infondatezza degli oroscopi e considerare in seguito quale atteggiamento avere nei confronti delle previsioni che, forse, avevano condizionato poco o tanto il vivere quotidiano.
Faccio conto che, dopo aver cercato informazioni sulla precessione degli equinozi, ne sappiate almeno quanto ne sapevano i Maya, ed è necessario, per capire come mai nella previsione della fine del mondo, la Terra, contro il "principio di conservazione del momento angolare" (se non vi ricordate di che si tratta cercate anche questo, ne vale la pena), dovrebbe fermare la propria rotazione per 72 ore, per poi riprendere a girare al contrario, il tutto mentre avviene la fine del mondo e l'inversione dei poli.

I Maya avevano scoperto la precessione degli equinozi che comportava lo spostamento del polo, di un grado in 72 anni, e completava il giro in circa 26.000 anni. La nostra polare dell'anno 13.000 sarà la brillante Vega, o giù di lì, perchè neppure ora la polare è esattamente coincidente con l'asse terrestre, ma al polo sud sono messi peggio. Un grado corrisponde a due lune piene affiancate per cui non è un angolo piccolo; ma 72 anni sono una vita più lunga della media di quel periodo, neppure uno appena nato si mette a fare astrometria. Bravi i Maya a ottenere simili risultati a quel periodo.

Capite bene che prendere i 72 anni e, per dargli continuità con l'origine di questa previsione, raccontarci che la Terra si ferma per 72 ore, è un procedimento di disimformazione e di procurato allarme per cui esiste una legge secondo la quale chi produce questi effetti sulla popolazione andrebbe perseguito, dato che non succederà, almeno non andrebbe preso sul serio.

Mi corre l'obbligo di precisare

Ho ascoltato al TG 4 delle 14 circa del 13 gennaio 09, Luigi Bignami, in collegamento, parlare della cometa Lulin. Ritenevo prematuro parlarne perchè qualche scomoda possibilità di osservazione con un binocolo sarà possibile a Febbraio quando si prevede possa raggiungere la sesta magnitudine; attualmente la cometa si sta muovendo tra lo Scorpione e la Bilancia ed è necessaria un'alzataccia, con il freddo che fa non mi sembra il caso. Il motivo per cui mi corre l'obbligo di intervenire è per precisare alcune cose ascoltate.
Primo punto: la distanza; Bignami parla di 60-70 chilometri e, subito dopo, dice "circa la distanza Terra Sole" quindi è evidente l'involontarietà dell'errore perchè è chiaro che voleva dire 70 milioni di chilometri, dato che la distanza Terra-Sole, come sanno quasi tutti, è di circa 150 milioni di chilometri.
Parla anche delle code della cometa e dice che una si trova, come è logico, dietro, quella di polveri, mentre lo è quando la cometa si avvicina al Sole, spinta all'indietro dal vento solare; quando si allontana, la coda precede la cometa e, quindi, si trova davanti. Poi parla della coda di ioni che si trova davanti. Fa riferimento a quella che viene chiamata "Anticoda" (si veda al proposito l'immagine negativa ripresa nell'aprile del 1957 presso l'osservatorio di Armagh, non lontano da Belfast, della cometa Arend-Roland che ricordo bene nonostante avessi neppure 10 anni). Il compianto prof. Bernasconi, studioso e scopritore di comete, aveva a suo tempo spiegato che l'anticoda non sarebbe che un effetto prospettico dovuto alle posizioni relative tra la cometa, la Terra e il Sole che produce le code per effetto del già citato vento solare. Quando mi capiterà di osservare la Lulin non mancherò di riparlarne.

Ma è la fine del mondo

Quei pochi che hanno la pazienza di leggere quanto scrivo, da tempo hanno capito che offro degli spunti che, se vogliono, possono approfondire, specie con l'uso del PC: in fondo su Internet ci si trova di tutto, difficile capire quando si tratta di notizie vere o bufale. La fine del mondo del 21 12 2012, prevista dai Maya che, per la verità, parlano della fine di una quarta êra, dopo di che potrebbe essercene una quinta, o è come la storia di mille e non più mille? È una bufala e lo si capisce non dall'inversione magnetica dei poli che si verificherà, perchè è già capitato più volte e capiterà ancora e non ci siamo estinti, ma da un fatto inspiegabile: la Terra blocca la rotazione e poi riprende a girare al contrario. Nessuno ci spiega come ciò sia possibile per una semplice ragione, è impossibile.

Certo la fine del mondo, intesa come estinzione di massa, potrebbe succedere, prima ancora del cambiamento di dimensioni del Sole, da cadute di comete o asteroidi di dimensioni adeguate allo scopo, diciamo almeno una decina di chilometri. Speriamo che non accada di fare la fine dei dinosauri. Un'altra causa, per tenervi allegri, potrebbe essere l'esplosione di una supernova non lontano dalla Terra con emissione di raggi gamma sterilizzanti. Per il momento si tengono d'occhio sia asteroidi che stelle vicine per vedere che non vi siano candidati Killer. Come vedete si preferisce quasi sempre un motivo fantastico e più credibile a quello vero e possibile.

Si fa così anche per la conquista della Luna, perchè non accettare che la cosa è accaduta e fa parte della storia invece di credere a delle fandonie che raccontano di filmati girati negli studi cinematografici sulla Terra. Tra pochi anni disporremo della tecnologia necessaria per rendere visibili le tracce di simili imprese, ma chi non vorrà credere negherà l'evidenza. Strano che i fratelli Judica Cordiglia che ci hanno informati di missioni sovietiche fallite non ci abbiano informati della bufala americana, sono filoamericani di sicuro. C'è un sito www.jaxa.jp dove si incomincia ad avere qualche immagine delle tracce delle missioni; per il momento sono a risoluzione bassa ma col tempo avremo le prove da mostrare agli scettici.

Immagini tratte dall'articolo: "The "halo" area around Apollo 15 landing site observed by Terrain Camera on SELENE, May 20, 2008, JAXA.
Oreste, lunedì 19 gennaio 2009

Vedere la Luna

Avendo parlato di Luna, ne approfitto per utilizzare il nostro satellite naturale e per proporvi una prova che pone l'accento sulla straordinarietà dei nostri occhi e del nostro modo di vedere il mondo che ci circonda. Intanto va detto che molti animali hanno una vista più acuta della nostra o più specializzata; anche qui avete di che informarvi sulla rete. Volevo attirare la vostra attenzione su un fatto, i nostri occhi, frontali, ci mostrano in coppia una visione grandangolare, la focale degli occhi è di circa 22 mm mediamente. Abbiamo una visione panoramica, ma quando leggiamo, guardiamo un volto, un panorama, la TV, i nostri occhi, con rapidi movimenti, scansionano l'immagine. La nostra attenzione si concentra su una piccola parte dell'immagine globale che vediamo.
In condizioni di buona illuminazione la nostra pupilla raggiunge un'ottima risoluzione diaframmandosi intorno ai 2 millimetri; in questo caso noi "inquadriamo" una piccola porzione dell'immagine, pur continuando a "vedere" tutto il resto e scorgiamo particolari abbastanza minuti. Fate una prova con il monitor del vostro PC (aprendo l'immagine proposta), misurate la Luna grande e poi ponetevi a circa 10 volte quella misura dal monitor. Ora vedete la luna grande come la vedreste attraverso un binocolo da 10 ingrandimenti e quella piccola a occhio nudo. La Luna e il Sole sottendono nel cielo un angolo di circa mezzo grado cioè 30 primi d'arco, il che equivale a dire un disco di 5 mm osservato da 57 cm.
Ho indicato sulla Luna ingrandita il Mare delle Crisi. Spostate lo sguardo sulla Luna piccola e potete notare che riuscite a distinguerlo e che se guardate quella macchiolina non state guardando gli altri mari, cioè la vostra attenzione si può concentrare solo su piccole porzioni dell'immagine alla volta. Quando ritornerà ad essere visibile la Luna sia per questioni di bel tempo che per fasi lunari, in orari comodi, il Mare delle Crisi si vede sulla falce di Luna crescente fino a tutta la Luna piena e "sparisce" in Luna calante; provate a verificare sul campo. Se il tempo sarà buono vi suggerisco di godervi la bella, anche se bassa, congiunzione tra la luminosa Venere e la sottile falce di Luna crescente del 30 gennaio, intorno alle 20,30; cercate un orizzonte libero.

Sole, Venere e Saturno

Il Sole continua a non mostrare macchie all'inizio del 2009 come del resto fece nel 2008, segno di una scarsa attività solare che avrebbe da un anno a questa parte essere nel ciclo undecennale, c'è da preoccuparsi? Non credo, evidentemente la nostra stella non ha un comportamento così regolare o forse solo prevedibile come pensavamo. Ci sono dei legami con la mancanza di macchie e il clima terrestre? Sembrerebbe di sì anche osservando la cosa dall'esterno e da profani. Il 1947 fu un anno molto caldo, il Sole presentava numerose e grandi macchie, saltiamo un mezzo secolo di rilevazioni per brevità di discorso e troviamo che sia il 2001-2003 il Sole presentava molte macchie e ci ricordiamo il 2003 come una estate caldissima e assieme al 2001 una buona annata per il vino; chi vuole approfondire l'argomento cerchi in rete l'argomento immettendo nel motore di ricerca "macchie solari".


Il Sole senza macchie

Venere al crepuscolo

Saturno

Venere domina il cielo della sera, già al crepuscolo la si può rintracciare agevolmente abbastanza alta sull'orizzonte, al telescopio mostra una fase simile a quella della Luna intorno al primo quarto. Il pianeta veniva anche chiamato Vespero quando si vedeva come ora di sera e Lucifero quando era visibile prima del sorgere del Sole, cioè portatore di luce. Anche in questo caso un uso appropriato del PC può fornirvi tutte le informazioni che volete sul pianeta assieme a molte belle immagini.

Saturno che si trova sotto la zampa posteriore del Leone, si vede ancora in ore scomode, in questo periodo mostra gli anelli quasi di taglio, in rete cercate "anelli di Saturno" perchè la storia è veramente interessante. Davide Crespi mi ha gentilmente fornito l'immagine amatoriale ma notevole dell'astrofilo Gerardo Sbarufatti del Gruppo Astrofili di Piacenza. Ringraziamo l'autore per la bella immagine che ci ha concesso di pubblicare. Saturno l'avevo osservato al telescopio qualche alba prima da casa ma congelato non ho trovato l'energia necessaria per tentare una ripresa che comunque sarebbe stata di gran lunga inferiore di quella che abbiamo il piacere di osservare. Gli anelli si mostrano di taglio mediamente ogni 15 anni.

Incontro tra la Luna Venere e Giove

Avevo già accennato a un simpatico incontro tra la Luna Venere e Giove la sera del 1 dicembre. Scendendo più nel dettaglio, la foto ambientata, con presenti i tre oggetti, va scattata prima delle 17,05 con il Sole tramontato da poco e il cielo ancora relativamente chiaro, perchè la Luna poi occulta Venere con il bordo oscuro, fenomeno che può essere seguito meglio con un binocolo e fotografato con un telescopietto amatoriale, il tutto se il tempo ce lo permetterà. Intanto se confrontate questa ultima foto con la serie precedente potete vedere quanto si sia mossa Venere rispetto al punto fermo di Nunki.



Ore 17, 05 min 34 sec:
forte velatura

ore 17,24 min 25 sec

Luna e Giove,
Venere occultata

ore 18,25 min 56 sec:
uscita di Venere
dall'occultazione della Luna

ore 18,26 min 12 sec

ore 18,39 min 51 sec

ore 19,00 min 30 sec

EANweb NEWS del 24 novembre 2008

UN NUOVO IMPORTANTISSIMO SONDAGGIO: VOCI DI UNA POSSIBILE CHIUSURA DEGLI OSSERVATORI PROFESSIONALI ITALIANI, COSA NE PENSI?
Voci di una possibile chiusura degli Osservatori professionali italiani si rincorrono ormai da anni. In questi giorni, però, l’ipotesi (a nostro parere assolutamente aberrante) sembra assumere una consistenza che dovrebbe mettere in allarme tutti coloro che hanno un interesse professionale o culturale per l’astronomia, compresi gli astrofili. A fare le spese della gravissima crisi economica sarebbero, come al solito, gli Istituti di ricerca scientifica, tra i quali gli Osservatori astronomici INAF. Una tradizione scientifica plurisecolare potebbe essere cancellata con un semplice colpo di spugna governativo: è una prospettiva da brivido che la dice lunga sulla barbarie culturale dei tempi!


Ecco alcuni degli Osservatori astronomici INAF che potrebbero subire tagli economici talmente drastici da provocarne la chiusura totale! Votate il sondaggio ed esprimete il vostro parere, opponete un netto rifiuto a questa allucinante eventualità: facciamo in modo che ciò non accada!

2 nuovi asteroidi scoperti da Suno

La notte tra il 7 e l’8 novembre all’osservatorio astronomico di Suno sono stati scoperti due nuovi asteroidi da parte degli osservatori Paolo Concari, Davide Crespi, Sergio Foglia, Gianni Galli, Silvano Minuto e Vittorio Sacco. Per la conferma della loro scoperta si è dovuto aspettare il giorno 19 novembre in quanto il maltempo non ha dato tregua se non il giorno 14 ma la Luna Piena non ha permesso di raggiungere la profondità di immagine necessaria a discrimare i possibili nuovi oggetti.

Nelle immagini seguenti sono indicati i campi stellari ripresi la notte tra il 19 e 20 novembre dove gli asteroidi sono contrassegnati dal cerchio.


2008 VT64

2008 VU64

Mentre le orbite dei due oggetti sono indicate nelle figure seguenti:

2008 VT64 è un asteroide appartenente alla Fascia Principale degli asteroidi con un diametro stimato di circa 3 km; 2008 VU64 è un asteroide che incrocia l’orbita di Marte (Mars Crosser) con un diametro stimato di circa 1.5 km.

VENERE E NUNKI

Venere e la stella Nunki saranno abbastanza vicine nei giorni tra il 21 e il 23 di novembre. Qualche anno fa, forse quattro, la vicinanza prospettica tra i due oggetti era veramente ridotta, in quella occasione scrissi un pezzo per la Ruja di Cameri; non trovo più nè il numero del periodico nè il file originale, ho trovato una brutta copia che ripropongo. Intanto ricordo che varrà la pena osservare un simpatico quadretto del primo dicembre con la falce di Luna, Giove e Venere nel crepuscolo serale, si spera nel tempo, potrebbe essere l'occasione per qualche piacevole immagine che comprenda qualche elemento dell'orizzonte o qualche pianta o perchè no, un campanile o la cupola a fare da quinta.

La sera del 18 novembre il pianeta Venere e la stella Nunki erano molto vicine, circa 9 primi d'arco, vale a dire un millimetro e mezzo alla distanza di un braccio adulto e normotipo. La luminosità di Venere sovrastava di più di cento volte quella di Nunki. Vicini ma quanto lontani, Venere, un quasi gemello della Terra ma del tutto inabitabile, era a circa 5 minuti luce mentre quella di Nunki aveva viaggiato per 224 anni per arrivare fino a noi.

Là dove si trova, Nunki abbaglia con una luce 600 volte superiore al nostro Sole ed è 5 volte più grande. Nel nostro cielo, bassa di sera a Sud Ovest, non è che la stella sigma del Sagittario, di seconda grandezza scarsa, pur fregiandosi di un nome pieno di fascino e mistero. Per i Sumeri del sesto millennio avanti Cristo, significava "città del principe". Forse la storia, che a distanza di oltre 8.000 anni, si confonde con la leggenda, è questa o forse è un'altra, l'unica cosa certa, per quel poco che vale e a quei pochi ai quali importa, è che la dea della bellezza era vicina alla città del principe..., questo per le favole è già un buon inizio ma la realtà inizia appena a intravedersi dietro le parole che disse il replicante di "Blade runner" prima di morire "ne ho viste cose che voi umani non riuscite a immaginarvi".

Già, noi umani trasformiamo l'unica nostra casa possibile in una trappola e con Venere e gli altri corpi girotondiamo intorno al Sole e con Sirio e Vega e Fomalhaut e miliardi di miliardi di stelle siamo parte infinitesima di un universo troppo grande per essere compreso. Noi abbiamo dato un nome a tutte le cose, per comunicare certo ma anche per lasciare traccia effimera di un istante nel minuscolo tempo che riguarda la sconosciuta presenza dell'uomo nel resto dell'universo. Appena ieri, 8.000 anni fa, un Sumero puntò l'indice verso una stella e disse "Nunki" e il nome ebbe fortuna.


Falce di Luna (foto Oreste)

Luna piena (foto Oreste)

Hale Bopp: foto di Oreste della primavera 1997

LA RADIAZIONE FOSSILE E L’ORIGINE DELL’UNIVERSO

di Fabrizio Villa.
Ricercatore presso INAF / IASF – Bologna

Se chiudiamo la mano a pungo catturiamo circa 400 particelle di luce (ossia i fotoni) della radiazione di fondo cosmico o radiazione fossile. Sono fotoni particolari perché hanno quattordici miliardi di anni e si sono originati circa trecentottanta mila anni dopo l’origine dell’universo: il Big Bang. I primi che rivelarono, in modo quasi fortuito, i fotoni della radiazione cosmica di fondo furono A.Penzias e R.Wilson dei Bell Telephon Labs nel New Jersey. Nel 1964 si accorsero che, in qualunque regione del cielo puntassero la loro antenna, ricevevano un segnale equivalente a quello di una sorgente ad una temperatura di circa 3 gradi Kelvin (–270 gradi centigradi) distribuita uniformemente su tutto il cielo. Questo segnale radio diffuso venne riconosciuto come il residuo della fase calda dell'Universo.

La temperatura della radiazione di fondo è sempre piuttosto costante alle diverse lunghezze d'onda. Il satellite COBE, nei primi anni ’90, ha misurato con precisione l'intensità della radiazione fossile a lunghezze d'onda fra circa 1 e 0,05 centimetri: la sua temperatura è 2.725 Kelvin. Fino ad un decennio fa si poteva solo dire che la radiazione cosmica di fondo era altamente uniforme nel cielo. L'uniformità sembrava così elevata da essere quasi imbarazzante, tanto da far vacillare le teorie sulla formazione delle galassie. Finalmente, all'inizio degli anni '90, il satellite COBE scoprì delle piccolissime fluttuazioni nella temperatura della radiazione fossile. regioni distanti una decina di gradi in cielo mostrano differenze di temperatura di circa una parte su 100000 (ovvero circa 30 milionesimi di grado).

Queste esigue differenze di temperatura o intensità sono una miniera d’oro per gli astrofisici e i cosmologi: il loro studio fornisce preziose informazione sull’età, evoluzione e contenuto di energia dell’universo, nonché sulla genesi ed evoluzione delle disomogeneità, da cui si sono formate le galassie, gli ammassi di galassie, le stelle e i pianeti. Per questo motivo si costruiscono continuamente strumenti da terra e su pallone aerostatico in grado di misurare con maggiore precisione le disomogeneità della radiazione fossile e la NASA ha costruito e lanciato nel 2001 un satellite dal nome WMAP.

Il risultato delle misure effettuate in questi ultimi anni è quasi sconcertante: la materia come noi la conosciamo costituisce solo il 4% di tutta la materia dell’universo. Il 23% è materia oscura, cioè materia che non vediamo direttamente, il restante 73%, la maggioranza, è in una forma che non conosciamo e che viene chiamata Energia Oscura! Sarà la missione Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il cui lancio è previsto nel 2009, ad effettuare una misura ancora più precisa delle caratteristiche del fondo cosmico. Il satellite Planck avrà a bordo uno strumento italiano dal nome LFI, acronimo del nome inglese Low Frequency Instrument, che insieme all’altro strumento francese (HFI) permetterà perciò agli scienziati di rispondere alle questioni fondamentali sull’origine e sull’evoluzione dell’universo e finalmente gettar luce sulla natura fisica della materia e dell’energia oscura.


Contenuto di materia dell’universo come oggi lo conosciamo.
La maggior parte è in una forma sconosciuta:
il 73% è “energia oscura”, il 23% è “materia oscura fredda”.
La materia ordinaria, cioè quella a noi nota (atomi, molecole,ecc..)
costituisce solo il 4% di tutto l’universo.
La fettina scura rappresenta l’universo che riusciamo a vedere
con l’ausilio di potenti telescopi
Venerdì 7 novembre 2008, all'Oratorio di Veveri, Massimo Bagnati e Chiara De Marchi, soci APAN, hanno tenuto una conferenza proiettando le diapositive realizzate in Mongolia in occasione del loro viaggio per riprendere l'eclisse totale di sole del primo di agoso. La proiezione, dal titolo "Un viaggio nel Paese del cielo blu", ha visto la partecipazione di un gruppo di appassionati di viaggi e di astronomia che, al termine della proiezione, hanno osservato il cielo con l'ausilio di un piccolo telescopio, messo a disposizione da Massimo Galuppini di "Fotografica Vega", e con le indicazioni di Oreste Lesca.











Ecco un piccolo saggio delle foto proiettate durante la serata.






Eclissi totale del 1° agosto


Nella foto abbiamo
trovato un fratello
mongolo, un cinin
di altro colore.


Chiara De Marchi
e Massimo Bagnati

Il satellite Planck

di Fabrizio Villa.
Ricercatore presso INAF / IASF – Bologna, Istituto Nazionale di AstroFisica
Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica
Nel 2009 verrà lanciato, dalla base di Kourou nella Guiana Francese, il satellite “Planck” dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Sarà un lancio particolare innanzitutto perché “Planck”, alto quattro metri, sarà lanciato insieme con un altro satellite (Herschel) alto una dozzina di metri; poi perché “Planck” è la prima missione europea dedicata allo studio del Fondo Cosmico alle Microonde e quindi allo studio dell’origine del nostro universo; infine perché all’interno del satellite “Planck” verrà alloggiato uno strumento, l’LFI (dall’inglese Low Frequency Instrument), sotto la responsabilità di un consorzio internazionale di Università, centri di ricerca ed osservatori astronomici, guidato dalla sezione di Bologna dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica.

Uno strumento, quindi, di responsabilità italiana e che è attualmente in fase di assemblaggio nei laboratori degli istituti del consorzio e dell’industria spaziale italiana.

Se si dovessero riassumere in una frase tutte le caratteristiche di Planck, la frase potrebbe essere la seguente: “Planck è il satellite tecnologicamente più avanzato e più sensibile mai concepito dall’uomo per lo studio del fondo cosmico” I dati che verranno immagazzinati nei computer del Data Processing Centre di Planck, opportunamente analizzati, ci aiuteranno a rispondere alle domande più frequenti della scienza moderna: come ha avuto origine l’universo? Come si è evoluto l’universo fino ad oggi? Come sarà il suo futuro?

NON SI SONO VISTE MACCHIE APPREZZABILI SUL SOLE PER 200 GIORNI
Bisogna ritornare al 1954 per trovare un minimo solare così scarso di macchie, l’immagine del Sole ripreso con una focale di 400 mm su un formato APS digitale corrisponde a una focale equivalente di 640 mm su un formato pieno 24 x 36. La macchia è stata registrata al limite.
In un piccolo telescopio di 500 mm e 70 mm di apertura a 20 ingrandimenti non era neppure visibile. Prima che potessi portare in postazione un telescopio più potente il Sole era già nascosto da un tetto per cui sono salito al secondo piano per scattare attraverso una finestra una foto a mano libera secondo la logica che una foto poco professionale è sempre meglio di nessuna foto. Se vi interessa vedere il Sole in tempo reale andate a www.astronomia.com dove la piccola macchia si vede molto meglio, e trovate altre informazioni utili su altri oggetti ed eventi.


Cometa Hale Bopp

Macchie solari (2-11-03)

Luna con alone (9-12-03)

L’autunno non inizia il 21 settembre, ma di solito il 23. Quest’anno nel pomeriggio del 22 settembre l’eclittica incrocia l’equatore celeste e inizia l’autunno astronomico, l’equinozio, quando il giorno equivale alla notte, capita due volte all’anno, all’inizio della primavera e all’inizio dell’autunno, sono anche i due giorni all’anno nei quali il Sole sorge in corrispondenza del punto cardinale Est e tramonta in quello Ovest. Usate il motore di ricerca per trovare schemi e spiegazioni su Internet riguardanti gli equinozi.

Tralasciamo di polemizzare, è una battaglia persa, con i giornalisti televisivi che anche questa volta non hanno perso l’occasione per dire che domenica 21 iniziava l’autunno e pensiamo invece che di solito l’autunno inizia il 23, ma questa volta, essendo il 2008 anno bisestile, fate conto di togliere al 23 un giorno per metterlo a febbraio e i conti tornano.
Nei prossimi giorni cerchiamo di individuare Venere che si sta allontanando dal Sole a Ovest. Era in compagnia di Marte e Mercurio, il punto di massima vicinanza il 13 settembre, erano oggetti difficili da scorgere nel crepuscolo serale, Venere il più luminoso dei tre sarà per un lungo periodo l’astro della sera.

A tutti gli amici del PLANETARIO di TRECATE SARPOM CLUB Sezione Astronomia, Società Astrofili ovest Ticino e Stazione Astronomica di Sozzago presentano la serata: Conferenza dell'equinozio d'autunno-LA NASA COMPIE 50 ANNI.
Conferenze interattive con videoproiettore su grande schermo, Venerdi 26 Settembre 2008, ore 21.00, Teatro Comunale, p.za Cavour a Trecate. Presentazione del p.i. Piermario ARDIZIO che illustrerà l'esplorazione dello spazio con le immagini delle numerose sonde inviate dalla NASA, che proprio quest'anno ha festeggiato il suo 50mo anno di attività.
Nella prima parte della serata Armando Mazza presenta le costellazioni del nostro emisfero visibili durante i mesi autunnali e Federico Manzini le ultime novità astronomiche.
L'ingresso è libero.

Esperimento del 10 settembre al CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire)

Per oltre vent’anni fisici, ingegneri e tecnici di oltre 80 paesi hanno lavorato al più grande e complesso strumento scientifico mai costruito: il Large Hadron Collider o LHC. Il più grande acceleratore di particelle è situato a 100 metri di profondità e copre 27 km di circonferenza occupando sia il territorio francese che svizzero del CERN di Ginevra.

Il prossimo 10 settembre ci sarà la “prima luce” o meglio il “primo fascio”; insomma l’inaugurazione scientifica di questo mostro tecnologico. Lo scopo è quello di portare le particelle come i protoni, gli “adroni” appunto, ad una velocità prossima a quella della luce per farle scontrare tra di loro ed osservare i risultati di queste collisioni Ci si aspetta di vedere per la prima volta il bosone di Higgs la cui osservazione permetterebbe di accreditare ancora di più il modello standard della fisica delle particelle. Non solo.



Immagini tratte da:
http://cdsweb.cern.ch

Come spesso accade quando si esplorano le frontiere della conoscenza, si potranno scoprire particelle nuove che potrebbero portare ad una rivoluzione delle teorie della fisica. In realtà quello che interessa gli scienziati sono le collisioni tra le particelle che costituiscono gli adroni: i Quark e i Gluoni (responsabili della forza che lega i Quark). La loro collisione ad energie elevate porta alla formazione di una valanga di particelle, per lo più già catalogate dai fisici.

Può capitare tuttavia un urto frontale; esso produrrebbe la particella esotica di Higgs o addirittura un fenomeno che gli scienziati chiamano supersimmetria. Senza addentrarci nei particolari tecnici è come rompere un salvadanaio, l’adrone, e trovare all’interno un tesoro più ricco di quello aspettato. L’energia in gioco nello scontro è elevatissima, addirittura confrontabile con l’energia del Big Bang, che ha dato origine all’universo. Niente paura però. I rischi di creare un buco nero, come ipotizzato da un gruppo di ricercatori oppositori all’esperimento, sono talmente bassi che possiamo continuare a dormire sonni tranquilli nell’attesa che si scoprano nuove particelle. Dimenticavo di dire che noi siamo costituiti principalmente da adroni e appuntamento quindi al 10 Settembre!

Fabrizio Villa
Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica – Bologna (IASF-BO).

Sergio Foglia, veverese, scopre un nuovo asteroide che sarà indicato con la sigla: (159215) APAN = 2005 WS59

Lavori e riconoscimenti ai soci dell'Osservatorio di Suno

Mercoledì 20 ero all'osservatorio di Suno in cupola con Davide Crespi, poi è arrivato Sergio Foglia, nelle foto Crespi in maglia bianca e Foglia, nera. Sono state eseguite delle riprese di una debole cometa di 18esima magnitudine: più è alto il numero, più debole è l'oggetto. Una stella di prima è due volte e mezza più luminosa di una di seconda e 100 volte più luminosa di una di sesta che è un pò il limite di visibilità ad occhio nudo. Divertitevi a fare il conto di quanto un oggetto di 18esima sia più debole della più debole visibile ad occhio nudo, Plutone per esempio in confronto è molto più luminoso essendo tra la 14 e la 15.

Tanto è che nella foto la cometa è il puntino tra i due trattini rossi e le striscette bianche sono stelle, risultano così perchè sono state sovrapposte una ventina di immagini della cometa, ognuna di un minuto e poi messe a registro sovrapponendole. Dato che la cometa si muoveva, questa operazione mostra la cometa ferma tra le stelle che producono una strisciata.


Sergio Foglia e Davide Crespi


Il lavoro serviva a confermare la scoperta di altri amici astrofili. Dato che il coordinatore del gruppo è Sergio Foglia, lui aveva comunicato le coordinate a Davide Crespi. Perchè iniziasse a provare a trovarla, bisognava pensare a dove si sarebbe trovata, calcolando il tempo passato dalle ultime coordinate e tenendo presente che non è facile vedere subito e distinguuere dalle stelle un oggetto che non ha l'aspetto di una cometa quando la chioma e la coda non le ha ancora sviluppate o già perse perchè si trova troppo lontano dal Sole e anche la chioma se c'è potrebbe essere poco visibile; bene che vada ha un aspetto più sfumato rispetto a quello più puntiforme delle stelle e questo per distinguerlo da un asteroide. Non basta quindi rilevare tra una foto e l'altra quale oggetto si è mosso tra le stelle. Comunque il mio apporto è stato solo quello di fare un puntamento preliminare su Vega in modo manuale per non perdere tempo e poi da lì si sono fornite le coordinate ultime al telescopio che ha inquadrato un piccolo campo di cielo, e poi lo si è mosso dove ipoteticamente poteva trovarsi e sono iniziate le riprese per vedere se in quel campo di stelle c'era un oggetto che si era spostato. Ed era già nel campo inquadrato da Davide.

Se leggete gli allegati vedete che il gruppo coordinato da Sergio Foglia sta ottenendo risultati lusinghieri. A un asteroide è stato dato il nome di Davide Crespi come riconoscimento per il lavoro svolto su segnalazione di Sergio Foglia. Complimenti a questi amici e soci dell'osservatorio con i quali condivido la stessa passione esercitata a livelli più modesti e in attività diverse e che per una volta mi sono trovato, dopo ripetuti inviti a condividere uno dei tanti momenti di ricerca riconosciuti a livello internazionale.

Di Suno, già da qualche anno il mondo degli astrofili e degli astronomi conosceva l'esistenza, grazie all'attività dell'osservatorio, ora anche Veveri viene citata perchè vi abitano oltre a Sergio anche Silvano e Paolo e io non ho mai rinunciato a sentirmi veverese dato che vi sono nato, Davide arriva più velocemente di noi in osservatorio partendo da Pombia. Oggi siamo tutti un pò assonnati ma contenti di questi ulteriori riconoscimenti che arrivano a premiare le attività svolte all'osservatorio di Suno, ritagliando e concedendo spazio alla attività divulgativa che anche ieri sera non è mancata con una conferenza tenuta da Silvano Minuto , con osservazioni in cupola coordinate dal presidente Vittorio Sacco e dal socio Enrico Capra, quelli che non ho citato c'erano anche loro, magari per una sera in veste di pubblico seduti tra il pubblico che era intervenuto, perchè non si finisce mai di imparare se si ha voglia.
cieli sereni, Oreste

Escluso il rischio di impatto con la Terra dell’asteroide 2008 PW4 grazie alle osservazioni di Suno

L’asteroide 2008 PW4 è stato scoperto il 5 agosto 2008 dall’osservatiorio di Siding Spring Survey (codice E12): un telescopio automatico da 50 cm sito in Australia. L’oggetto è stato inserito nella Near Earth Object Confirmation Page (NEOCP) del Minor Planet Center (MPC) lo stesso giorno e la sua designazione era 8P5832C. Osservazioni per la conferma dell’oggetto e la definizione dell’orbita sono state effettuate dal RAS Observatory (codice D90), Eschenberg Observatory (codice 151) e dallo stesso E12.

Il giorno 6 agosto 2008 con la Minor Planet Electronic Circular (MPEC) 2008-P32 veniva annunciata ufficialmente la scoperta dell’asteroide 2008 PW4, un asteroide di tipo Apollo con un diametro stimato di 120 m. Lo stesso giorno il JPL NEO Program Sentry inseriva nella lista degli oggetti possibili impattatori con la Terra anche questo asteroide: i possibili impatti previsti nel periodo 2024-2107 erano ben 244.
Il giorno 8 agosto 2008 questo asteroide viene osservato Davide Crespi, Sergio Foglia e Silvano Minuto utilizzando il telescopio da 40 cm dell’Osservatorio di Suno (codice 147): l’oggetto viene individuato in una posizione differente da quelle prevista, come indicato nella immagine seguente dove la posizione prevista è all’interno del quadrato di colore rosso:

La targa inviata a Sergio Foglia dalla NASA in riconoscimento del lavoro svolto dal gruppo da lui guidato.


2008-08-08 22:57 T.U.

2008-08-08 23:08 T.U.

Le misure sono state inviate al Minor Planet Center e pubblicate nella MPEC 2008-P43; utilizzando le nuove osservazioni e la nuova formulazione dei parametri orbitali l’asteroide è stato rimosso dalla lista del JPL NEO Program Sentry dei possibili impattatori con la Terra.
Oltre alla soddisfazione per aver contribuito alla rimozione di un oggetto dalla lista dei possibili impattatori con il nostro pianeta, riteniamo doveroso sottolineare l’importanza di queste misure che possono cambiare radicalmente lo scenario previsto.
La figura seguente mostra l’orbita dell’asteroide 2008 PW4 insieme ai pianeti interni del Sistema Solare.


Paolo Concari, Davide Crespi, Sergio Foglia, Gianni Galli, Silvano Minuto, Vittorio Sacco, Osservatorio Astronomico di Suno.
Link:
APAN Asteroidi
http://www.apan.it/pianetini/index.htm
Near Earth Object Confirmation Page (NEOCP)
http://cfa-www.harvard.edu/iau/NEO/ToConfirm.html
Minor Planet Center (MPC
http://www.cfa.harvard.edu/iau/mpc.html
MPEC 2008-P32
http://www.cfa.harvard.edu/mpec/K08/K08P32.html
MPEC 2008-P43
http://www.cfa.harvard.edu/mpec/K08/K08P43.html
JPL NEO Program Sentry
http://neo.jpl.nasa.gov/risk/

L'eclisse di Luna del 16 agosto

In un primo momento avevo snobbato l'eclisse di Luna del 16 agosto perchè parziale ma poi la curiosità ha vinto sulla pigrizia e mi sono chiesto se, tempo permettendo, non valesse la pena di osservarla e consultando le caratteristiche e gli orari, anche di fotografarla. In fondo, tralasciando le fasi di penombra, di scarso interesse per i non addetti, il tutto avviene tra le 21,36 del 16 e le 00,45 del 17 agosto con la fase massima della eclisse parziale alle 23,10, un orario molto comodo.
La grandezza massima dell'eclisse superiore all'80 % la rendono molto fotogenica, quella fettina in penombra sulla parte superiore darà plasticità all'immagine lunare dall'aspetto ramato che si noterà maggiormente in fotografia di quanto sarà visibile ad occhio nudo, un binocolo potrà essere utile anche per tentare di scorgere a circa 2° a ovest Nettuno, ammesso di vederlo non sarà dissimile da una opaca stellina azzurrina di ottava magnitudine mentre più luminosa, di quinta magnitudine e posta tra i due oggetti ci sarà la stella 42 del Capricorno.
L'altezza sull'orizzonte di Milano al momento del massimo sarà di 23° non esuberante ma interessante per chi volesse tentare di includere nell'inquadratura qualche oggetto sullo sfondo, ovviamente, l'eclisse ambientata risulterà con luna piccola ma potrebbe risultare piacevole nell'insieme e quasi d'obbligo per chi non dispone di lunghe focali.
Molti rimangono delusi dalla scarsa percezione del colore rossastro delle eclissi di Luna rispetto a quanto vedono nelle fotografie ma dimenticano, se mai l'hanno appreso nella scuola dell'obbligo, che a bassi livelli di luminosità i nostri occhi sono poco sensibili ai colori e, se non bastasse, il rosso è quello che meno stimola la retina, più sensibile al giallo-verde. Non a caso usiamo una luce rossa per osservare le cartine stellari, per non desensibilizzare gli occhi che ci servono spesso per vedere oggetti deboli. Cieli sereni, Oreste

La notte di San Lorenzo

Ieri sera, domenica 10 agosto, abbiamo tenuto aperto l'osservatorio di Suno per non deludere quanti sarebbero venuti in visita per vedere le stelle cadenti che per fortuna non sono stelle nonostante la romantica frase di una canzone....cade una stella ed è lontana mille anni fa.... se interessa l'argomento digitate Perseidi e il motore di ricerca ve ne trova paginate per cui non vale la pena che io cerchi di spiegare in poco spazio quello che si può facilmente trovare altrove.
Di fatto poi il massimo previsto quest'anno è per le ore 12 del giorno 12, va da sè che di giorno non si vedono per cui l'Europa non è quest'anno favorita dall'evento, comunque la Luna un pò troppo piena disturberà in parte quelle che si riusciranno comunque a vedere sia la notte precedente che quella seguente. Anche domenica sera e notte se ne sono viste una dozzina in totale, il che vuol dire da nessuna a 4 o 5 pro capite della trentina di persone che sono venute in osservatorio, chi ne ha viste di più lamentava un più fastidioso torcicollo.
Di sciami meteorici ve ne sono dozzine nel corso di un anno, ognuno associato al precedente passaggio di una cometa che ha lasciato polvere nell'orbita. Se la Terra incrocia questa orbita si produce l'effetto spettacolare delle meteore che si accendono con caratteristica scia, il fenomeno avviene a una quota tra i 120 e gli 80 chilometri circa. Le particelle, dell'ordine dei grammi, entrando nell'atmosfera terrestre alla velocità di circa 60 chilometri al secondo, producono un canale di ionizzazione nell'atmosfera che spiega come mai a simile distanza sia così visibile un frammento di materia che brucia.
Il nome dello sciame dipende dal punto radiante, in questo caso il Perseo, sotto la W di Cassiopea. Se prolungate le varie code delle meteore, sembrano essere partite da lì ma nella maggior parte dei casi si vedono in altre costellazioni, come è successo ieri sera, per cui le indicazioni televisive di guardare sotto Cassiopea vanno d'accordo con quelle, ancora più retrograde, di esprimere un desiderio, del resto non ci si dovrebbe stupire visto il seguito e lo spazio che viene dato agli oroscopi e, in periodo olimpiadi si accentuano le manifestazioni scaramantiche, che dire, l'umanità delusa avrà bisogno di credere in frottole consolatorie.
Dimenticavo, se vi capità, come ieri sera a Giuseppe Bianchi, uno dei soci fondatori dell'APAN, di vederne una che viaggia in senso addirittura opposto, non è un fatto strano, nel corso dell'anno vi sono molti incontri della Terra con meteore sporadiche, Oreste

OSSERVIAMO L'ECLISSE DI SOLE DEL 1° AGOSTO!

Per osservare l'eclisse di Sole del 1° agosto non è necessario recarsi in Siberia o in Mongolia: basta trovarsi nel nord o nel centro Italia per veder occultare una fettina di Sole da parte della Luna. In verità, se non lo sapessimo, probabilmente manco ci accorgeremmo della diminuzione di luminosità solare! Non si tratta di un fenomeno clamoroso o eclatante, anche se in Veneto ed in Friuli un rispettabile 8% del disco solare sarà occultato durante la fase massima.

Foto di Oreste, ore 11,31

Luna e Giove

Queste notti sono dominate dalla Luna e da Giove basse sull'orizzonte Sud e dal grande triangolo estivo sopra le nostre teste con Vega nella Lyra, Deneb nel Cigno e Altair nell'Aquila. Con la Luna intorno alla fase di Luna piena, il cielo rimane troppo chiaro per effettuare osservazioni di oggetti deboli per cui ci si limita ad osservare Giove che così basso non mostra il meglio di sè per colpa dello spesso strato di atmosfera terrestre che disturba e assorbe molti dettagli dell'immagine del gigante gassoso.


Luna e Giove 17 luglio 2008

Giove ripreso dall'Osservatorio di Suno 16 luglio 2008

La stessa Luna quando è piena, non mostra i crateri con la stessa evidenza di quando sono illuminati dalla luce radente del Sole che li contorna e riempie dell'ombra che dà forrna alle strutture lunari. Detto così sembrerebbe che non valga la pena perdere tempo a stare fuori a guardare il cielo tormentati dalle zanzare quando c'è la Luna piena o quasi invece non è vero perchè la Luna stessa è comunque interessante sempre, Giove mostra la diversa posizione dei satelliti Galileiani e le due vistose bande equatoriali e l'accentuato schiacciamento polare, pensate che quel pianeta che ha un diametro di circa 11 volte quello terrestre ruota su se stesso in circa 10 ore contro le 24 del nostro pianeta; una vera trottola che non poteva non determinare un forte schiacciamento della sua spessa atmosfera.

Ci sono poi le stelle doppie che possono essere osservate nonostante il disturbo lunare, La testa del Cigno, Albireo, è molto bella già con piccoli strumenti, due stelle di colori contrastanti, blu e giallo sono separate abbastanza da essere sdoppiate con bassi ingrandimenti. Albireo a occhio nudo la potete individuare circa al centro del triangolo estivo, ed essendo di terza magnitudine non è particolarmente vistosa ma lo diventa al telescopio, La coda del cigno, Deneb, dista 1600 anni luce, eppure riesce ad essere una stella di poco inferiore alla prima magnitudine, questo vuol dire che è una stella 60.000 volte più luminosa del nostro Sole.

Vega è decisamente più luminosa di Deneb ma solo per una distanza di solo 27 anni luce, in realtà è 1000 volte meno luminosa di Deneb ma comunque sempre 60 volte più luminosa del Sole. nella Lyra, oltre a Vega vi sono oggetti interessanti alla portata di piccoli strumenti; la nebulosa anulare non è facile con il chiarore lunare, lo diventa in assenza di Luna, sembra un anello di fumo ma la stella centrale è visibile con difficoltà solo con strumenti di diametro superiore a quello di cui è fornito l'osservatorio di Suno anche se da lì l'abbiamo facilmente fotografata. Una stella multipla, la epsilon, è facile a vedersi doppia, meno facile vederla quadrupla.

Per saperne di più e meglio, frequentate l'osservatorio di Suno, anche ieri sera abbiamo avuto graditi ospiti, tra i quali, i più entusiasti sono i ragazzini-e di età tra gli 8 e i 12 - 13 anni. Qualche volta degli arzilli ottantenni che avevano accompagnato i nipoti, hanno scoperto che, perchè no, non era troppo tardi per iniziare a osservare il cielo.

Luna il giorno prima del primo quarto (9 luglio 2008)

Saturno tramonta nel Leone nelle luci del crepuscolo serale, assieme a Marte e Regolo, proprio il 10 luglio danno luogo a una congiunzione tripla, se vi interessa cercateli con il binobolo bassi sull'orizzonte Ovest, sono tutti e tre visibili ad occhio nudo ma il cielo non è abbastanza buio da staccarli nettamente dal fondo.
Il pianeta che dominerà, si fa per dire, il cielo estivo è Giove, in opposizione il 9 luglio e quindi nelle migliori condizioni di osservabilità perchè più vicino alla Terra, al meridiano nel cuore della notte. Purtroppo l'eclittica è bassa nelle notti estive, di coseguenza Giove, di poco sotto l'eclittica è basso sull'orizzonte Sud anche a notte fonda, si trova nel Sagittario ma lo riconoscerete come l'oggetto più luminoso con l'aspetto di una "grossa stella" dalla luce tranquilla. Già un binocolo vi fa vedere che ha un dischetto percepibile, a differenza delle stelle che rimangono puntiformi, attorno potete vedere a seconda del momento, da nessuno, evenienza rara, fino a 4 "stelline" ai lati del pianeta, sono i satelliti che per primo vide Galileo.
Nel Sagittario si trova pure Plutone ma di 14 magnitudine, per cui riporto la cosa solo per curiosità. Occorre uno strumento importante per osservarlo e vedere quasi niente.
Ritornerò a scrivere del cielo estivo quanto prima, per ora cieli sereni

L'UNIVERSO, NON INFINITO, MA POCO (o tanto) CI MANCA.

Al CNR di Bologna, che ospita gli astrofisici dell'INAF, è conosciuto come dr.Villa e, da anni fa il ricercatore non precario. All'osservatorio di Suno è per tutti l'amico Fabrizio che entrò in contatto con l'associazione quando aveva 15 anni circa ed era già "ammalato" di astronomia.

Un paio di anni fa, in una delle sue, purtroppo per noi, rare conferenze, ci informò che l'universo era nato 13,7 miliardi di anni fa con un margine di errore di 200 milioni di anni più o meno.
Dato che so che si collega anche al nostro sito, perchè è nato a Novara e a Veveri era di casa, gli chiedo, quando trova un pò di tempo, di mandarci qualche suo scritto, senza fretta. Intanto accontentatevi di quello che scrivo io, a parte il tempo perduto, non ho importanti ricerche da fare.
Vi dico che sono le ultime occasioni per vedere in prima serata Saturno, è ancora nel Leone, a sinistra di Regolo; poi bisognerà aspettare mesi per rivederlo in orari in cui preferireste dormire. Ora parliamo d'altro, per esempio di quanto sia grande l'universo. Non è possibile farcene un'idea se non riducendolo in scala in modo che possa entrarci in testa.
Una delle cose più sottili che conosciamo è la bolla di sapone, il suo spessore è di circa un centinaio di atomi. Per comodità consideriamo l'atomo come ce l'hanno descritto a scuola, una microscopica pallina con altre palline, migliaia di volte più piccole, che ruotano attorno. Pensiamo adesso di avere il nucleo, privato dai suoi elettroni: capite bene che avremo a che fare con un oggetto che occupa uno spazio piccolissimo e che, in alcune stelle, questa condizione porta a una incredibile densità della materia tanto che un TIR non sopporterebbe l'eccesso di carico di un cucchiaino di quella stella, a parte che fonderebbe per la temperatura assieme a tutto il resto per decine di chilometri.
Un esempio famoso è rappresentato da Sirio B, compagna telescopica della luminosissima Sirio, stella alfa del Cane Maggiore. Dista circa 8 anni luce da noi ma la massiccia compagna che con Sirio forma un sistema binario, è visibile solo con strumenti semiprofessionali, soverchiata com'è dalla luminosa stella principale.
Da anni si va raccontando che una tribù africana sapeva dell'esistenza di Sirio B ben prima dell'invenzione del telescopio. Un socio dell'osservatorio, l'ing. Massimo Bagnati, che ebbe modo di incontrare sul luogo i Dogon, ne trasse l'impressione che fossero del tutto ignari di questa strabiliante scoperta che veniva a loro attribuita.
Queste divagazioni per arrivare a dire che quell'atomo, privo di elettroni, ci sta nella Terra tante volte quanto questa ci starebbe nell'universo. Più o meno s'intende. Ora, che su quell'atomo ci siano miliardi di persone che si interrogano e che alcune abbiano capito quanto vasto sia il loro orizzonte, ha dell'incredibile.
Cieli sereni, Oreste, 4 giugno 2008.

ATLANTE DEL CIELO di Silvano Minuto (Editore: Legenda, 2008, pagine: 201, Euro 24.50.
Recensione di Oreste Lesca.

Con l'occasione dell'uscita nelle librerie dell'Atlante del cielo di Silvano Minuto, vi invito a venire all'Osservatorio di Suno, gestito dall'Associazione Provinciale Astrofili Novaresi alla cui presidenza c'è Vittorio Sacco e l'autore del volume ricopre la carica di vice presidente.
Non venite di Luna piena e cercate sul calendario che sia il primo mercoledì del mese per osservazioni, o anche il terzo ma prima vi dovete sorbire una conferenza monotematica e solo dopo potete salire in cupola.
A Suno potete trovare l'autore del libro, il libro stesso appena un pò scontato, il prezzo di copertina può sembrare alto se ancora fate l'illusorio cambio lira euro, provate a mettere 25 euro di benzina o gasolio e poi vedete quanti chilometri riuscite a fare, forse 300, invece leggendo il libro viaggiate per milioni di anni luce a 300.000 km al secondo e avete sempre il serbatoio pieno perchè l'agenda del cielo è un manuale, istruzioni per l'uso per conoscere il cielo, che si legge e si consulta tutte le volte che si deve rinfrescare la memoria.
Certo quando si è lì e vedete il laser puntare una stella o un pianeta, sembra facile ritrovarli a casa e invece si rischia una magra. Ma come era appena a destra della pianta o più su della cupola che però a casa vostra non avete più quei riferimenti, era proprio sopra la testa già ma a che ora, in che mese, ragazzi che figure, il Leone rampava e adesso se è lui mi mostra la coda mesi dopo.
Insomma il libro di Silvano meritava una presentazione più seria, quella però c'è già fatta dall'Editore e da Emilio Sassoni Corsi, presidente dell'Unione Astrofili Italiani. Siamo credo alla terza edizione, mi sono letto quasi tutte le bozze della prima che già andava bene ma l'autore ha ritenuto di aggiungere informazioni e immagini, in particolare sulla Luna che è poi con il Sole l'oggetto sicuramente individuabile da tutti ed è anche quello che mostra più particolari con i telescopi anche amatoriali e addirittura con un binocolo che chissà quanti hanno dimenticato in un cassetto.
Il prodotto è garantito dal fatto che Minuto, che abita a Veveri, non scrive di argomenti per sentito dire ma riferisce di oggetti visti e fotografati da lui e da altri del gruppo dell'osservatorio, frutto di ore passate in cupola, ore tolte al sonno, preziose perchè tutti noi si faceva un altro lavoro e l'osservare il cielo era ed è una delle nostre passioni, non si ottengono cose che abbiano valore per sè se non ci si mette la passione, questo motore che traspare e spinge a superare le difficoltà viene trasmesso a chi legge l' interessante lavoro di Silvano Minuto.

La sera del 12 marzo 2008, intorno alle 18,45, la Luna incontra l'ammasso aperto delle Pleiadi. La cosa è solo prospettica, ovviamente, perchè la differenza di distanza è misurabile in centinaia di anni luce essendo la Luna a solo 1 secondo luce e un quarto. Si può osservare ad occhio nudo ma, con il binocolo, le Pleiadi si arricchiscono di stelle e, della Luna, si apprezzeranno meglio le formazioni e la luce cinerea.
Una cosa che non tutti sanno è che i maggiori crateri sono già visibili con un binocolo, si vedono sul terminatore, cioè nel passaggio tra la luce e l'ombra dove la luce del Sole arriva radente sulla Luna proiettando l'ombra che dà forma ai rilievi e praticamente spariscono alla vista in fase di Luna piena dove si vedono solo i chiaro scuri tra zone craterizzate e i mari.
Si può tentare di scattare qualche foto: è indispensabile un treppiede e qualche secondo di posa, operare con tempi e sensibilità impostate diverse e focali medio tele, tempi più lunghi di 5 - 10 sec. sono sconsigliati perchè si rende visibile il mosso dovuto principalmente alla rotazione terrestre, più evidente quanto maggiore sarà la focale dell'obiettivo.


Eclissi di sole






Cometa Holmes nel Perseo presso Mirfak

Cometa Holmes fotografata il 7 novembre 2007 all'osservatorio di Suno

Carta celeste e Cometa Holmes fotografata dall'osservatorio di Suno

Eclissi totale di Luna, notte 3-4 marzo 2007, con strumentazione amatoriale

Eclissi parziale di Luna, notte 3-4 marzo 2007

Interno dell'osservatorio di Suno "Galileo Galilei"

Il sito dell'Osservatorio di Suno "Galileo Galilei"

L'Osservatorio di Suno "Galileo Galilei"

Costellazione dello Scorpione ripresa dall'osservatorio di Suno

La Luna sotto la Costellazione del Leone ripresa dall'osservatorio di Suno, marzo 2007

La Luna ripresa da Margattino

La Luna e i suoi crateri

Luna: Cratere Gassendi (foto di Soldà Giancarlo), scattata il 01/12/2006 alle ore 22.13. Il vasto cratere Gassendi ha 100 km. di diametro, e si trova a Nord del Mare Humorum.
Presenta varie fenditure e crinali all'interno e il bordo è interrotto dal piccolo cratere Gassendi A, molto profondo. Tutta l'area è sede di "fenomeni lunari transitori", cioè bagliori rossi, forse causati da emissione di gas superficiali.

Saturno (foto di Soldà Giancarlo), scattata il 21/04/2006 alle 21.16

Marte (foto di Soldà Giancarlo): TELESCOPIO LX200 8" f/40, scattata il 25/12/2007 alle ore 22.15

Transito di Venere davanti al Sole, 8 giugno 2004

Eclissi totale di Sole, 11 agosto 1999

Luna e Pleiadi fotografate il 12-03-08

ECLISSE TOTALE DI LUNA DEL 21 FEBBRAIO 2008

A meno di un anno dall'ultima, si verifica un'eclisse totale di Luna, per evitare errori sempre possibili, è meglio precisare che andrà considerata la notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 anche se il fenomeno sarà tutto nel giorno 21 ma dopo la mezzanotte del 20. Non sarà comoda da seguire perchè le fasi interessanti, escludendo quelle di penombra, inizieranno alle 2,42 il primo contatto con l'ombra terrestre, inizio totalità alle 4, fine della totalità alle 4,51 e alle 6,10 la Luna esce dall'ombra.

La fase centrale avverrà alle 4 26. La Luna, pure nei 51 minuti nei quali sarà completamente immersa nell'ombra terrestre, non sparirà alla nostra vista perchè la Terra è circondata dall'atmosfera che lascerà passare una quantità di luce solare che rifrangendosi in minore misura nel rosso colorerà in questo modo il nostro satellite. Sarà prospetticamente vicina a Regolo, la più luminosa stella del Leone e più a sinistra si potrà rintracciare più luminoso di Regolo.


Eclisse totale di Luna, notte del 21 febbraio 2008

La cosiddetta Luna Rossa

Il tutto si può osservare ad occhio nudo, meglio con un binocolo per apprezzare meglio il colore della Luna ma non sarà in grado di mostrare gli anelli di Saturno che invece saranno già visibili con un cannocchiale terrestre capace di almeno 20 o 30 ingrandimenti o con un piccolo telescopio astronomico con gli ingrandimenti che deciderete più opportuni cambiando oculare a secondo che osserverete la Luna, meglio che ci stia tutta nel campo, o Saturno che vedrete meglio aumentando un pò gli ingrandimenti, tempo permettendo.

Regolo, anche al telescopio, non la vedrete più grande ma solo più luminosa, trattandosi di una stella ha un diametro dell'ordine dei millesimi di secondo d'arco, cioè a dire un millesimo di mm a 256 m, se la ingrandite anche di 100 x sarà un decimo di mm a 256 metri e cioè sempre un punto. Logicamente sarà Luna piena il 21 come ancora il 21 di marzo sarà ancora Luna piena grazie al fatto che l'intervallo capita tra febbraio mese corto ma di 29 giorni nel 2008 bisestile e marzo nel quale avreme una Pasqua "bassa" perchè capita la prima domenica dopo la prima luna piena di primavera, venerdì 21 inizia la primavera e c'è il plenilunio, il 23 è Pasqua, auguri e cieli sereni.

p.s. Si tratta di un fenomeno facilmente fotografabile a patto di avere un supporto che permetta di eseguire delle pose di qualche secondo durante la fase di totalità, oggi con le digitali si può controllare subito il risultato e modificare le impostazioni della macchina sempre che non si tratti di un modello che non lo consenta. Anche i più semplici hanno una icona per le foto notturne con luce ambiente, provate con quella ed escludete l'uso del flash.

Oreste Lesca.


falce di Luna
Per qualche giorno dopo la Luna nuova, accanto alla falce di luna che cresce, si vede scurendosi il cielo, che la Luna completa la sua sfera con una luce molto più debole di quella della falce, ma che è comunque ben visibile e che dà forma al nostro unico satellite naturale sul quale un piede umano ha lasciato la sua impronta nel 1969, che ci crediate o meno. Ma se lo credete utile su questo fatto ci si può ritornare in futuro. La luce che illumina la falce arriva direttamente dal Sole ormai sotto l'orizzonte ovest oppure ancora sotto l'orizzonte est perchè la cosa si ripete speculare anche con luna calante.
La parte che non riceve direttamente la luce dal Sole, la riceve riflessa dalla Terra che, grazie alle maggiori dimensioni unite a una capacità di riflessione (albedo) alta, manda sulla Luna una gran quantità di luce che da Terra vediamo bene nonostante la percentuale di riflessione della Luna sia circa solo un settimo di quella terrestre, non ha atmosfera, nuvole, vegetazione e gran parte della sua superficie è ricoperta da una polvere grigiastra che assorbe più che riflettere, le parti più luminose sono quelle craterizzate, con un effetto alla buona simile a quello dei catarifrangenti.
Per ulteriori informazioni visitate il sito: www.apan.it (dell'Osservatorio di Suno).