La Vecchia Chiesa di Veveri

Foto e testo di Livio G. Rossetti

Nel 1908 don Pietro Fortina (1908-1954) arriva a Veveri come cappellano della chiesa di S. Maiolo. Durante quei primi anni don Pietro lavorò intensamente per migliorare le condizioni della chiesa e nel 1913 riuscì a far eseguire nuovi lavori a spese dei terrieri, dotandola di fonte battesimale, migliorando gli arredi e sistemando l'abitazione del cappellano che era collegata con la sacrestia della chiesa, poi ottenne di poter celebrare i battesimi e i matrimoni a Veveri. Il 14 settembre 1916 don Pietro Fortina è nominato parroco di Veveri e i benefici divengono parrocchiali.

Con quei proventi e raccogliendo le offerte dei maggiori proprietari terrieri e dei fedeli, nel 1923 don Pietro risitema la chiesa, opera un lieve ampliamento della chiesa risistemando la cappella laterale, sul lato nord, dietro al campanile. Poi, tra il 1928 e il 1930, assegna l'incarico di affrescare la chiesa al prof. A. Navaretti. Mentre il maestro esegue i dipinti delle immagini riproposte in questa pagina, un certo Trivi, stuccatore di Veveri, con una tecnica raffinata quanto semplice, stuccherà e con un ferro caldo renderà lucidi i pilastri laterali dipinti da Pierino Ballarè, tanto da farli sembrare di marmo color ocra con venature rossastre.

Pierino Ballarè, marito di Lucia Rossetti e padre di Rosangela, che svolgeva la professione di imbianchino, ebbe l'incarico di dipingere con fregi e angioletti la cappella laterale, più bassa del resto della chiesa, e le fasce di raccordo delle immagini dipinte da Navaretti.

Tutto il lavoro di affrescatura della chiesa, i compensi per Navaretti e i suoi due aiutanti, ammontò a 26.000 lire dell'epoca. I quattro maggiori benestanti, il sig. Romanzani, il sig. Francesco Buslacchi, da tutti conosciuto come al sciur Cichin, il sig. Tacchini, grande allevatore di maiali, e il sig. Invernizzi, padrone dell'allevamento in via Roggia Mora, versarono un'offerta di 2.000 ciascuno. La restante parte fu colmata dalle offerte dei fedeli raccolte nei tre anni di lavoro del Navaretti.

La presenza dell'orologio sul campanile, dal 1877, comportò, in tutti questi anni, un incarico ad una persona di Veveri per caricare l'orologio che funzionava mediante un ingranaggio azionato da pesi e contrappesi. Con don Pietro questa incombenza, abbinata a quella di sacrestano, toccò a lungo al sig. Francesco Tosi poi, per tredici anni, a mio nonno, Giovanni Rossetti e quando, ormai avanti negli anni e impossibilitato a salire le ripide scale di legno per caricare i pesi, per alcuni anni lo esercitò il ciabattino che aveva il negozio davanti alla chiesa. Quando arrivò don Alberto, nel 1954, l'incarico di gestire l'orologio, ma anche quello di sacrestano, toccò al figlio di Francesco Tosi, Domenico, detto Dumènic, che esercitò il proprio incarico anche nella nuova chiesa per alcuni anni ancora, prima della sua morte.

Quella chiesa, senza altre modifiche, fu utilizzata, nonostante una popolazione in continua crescita, sino al 1968, quando fu inaugurata la nuova chiesa. La vecchia cappella fu sconsacrata e queste immagini testimoniano ciò che resta di una storia durata quasi 900 anni, a partire dalla prima piccola cappella. Ora questo edificio, usato come deposito, appartiene al sig. Giovanni Delsignore che mi ha permesso di fotografare ciò che rimane dei dipinti del Navaretti, e a lui vanno i più sinceri ringraziamenti perchè in questo modo molti veveresi che non l'hanno mai vista, o che non la ricordano più, potranno averne memoria.

Facciata della vecchia chiesa di S. Maiolo e il campanile, senza orologio e campane
Il campanile di Veveri fu usato per le triangolazioni dei cartografi dell'IGM e la targhetta indica il punto segnato sulle carte militari al 1:25.000
Il vecchio altare in marmo nero e la zona del coro
Sopra la vecchia balaustra, la scena dell'annunciazione
L'altare in marmo del 1840
La vetrata posta sul lato est della chiesa, dietro l'altare, con le figure dei SS Pietro e Paolo
In primo piano una delle colonne in finto marmo eseguite da Trivi
Nel dipinto sopra la porta della sacrestia, l'immagine dell'evangelista Giovanni e, in basso, la firma di Navaretti e la data 1928. Attorno le fasce dipinte da Pierino
Sopra l'altare le immagini degli evangelisti
I dipinti della volta nella navata centrale
Dpinti e cornici della cappella laterale eseguiri da Pierino Ballarè
Cartoncino ricordo della celebrazione del cinquantenario della parrocchia di S. Maiolo