All’atto della presentazione della Variante Generale al PRG nel 2004, nella sezione “Analisi 2004”, alla tavola “A05Vincoli” vengono censiti una quarantina di pozzi d’acqua, ognuno dei quali viene indicato con l’area di salvaguardia (che la Regione Piemonte fissa in 200 m di raggio rispetto al punto di captazione come indica il DL 11 maggio 1999, n. 152).
All’interno una zona di tutela assoluta con divieto di costruzione; una seconda fascia di rispetto, all’interno ristretta, all’esterno allargata.
Anche il pozzo di via Alzati, nella tavola P4_08 della variante generale del PRG del 2004, è circondato dalla fascia di rispetto che si estende dal Canale Cavour a nord sino al complesso ex Donnino, a sud.
Per poter costruire a breve distanza dal pozzo si è attivata la procedura di modifica delle fasce di salvaguardia da parte della giunta comunale mediante le note descrittive della relazione geologica e geotecnica che viene allegata alla delibera n. 451 del 23 novembre 2005 “Approvazione proposta di definizione aree di salvaguardia da pozzo captazione acqua potabile (n.21) – Via Alzati –zona Vignale –L.R. n.4 del 12.4.1994 (immediatamente esecutiva)”, delibera giustificata dalla volontà di costruire una palestra presso il complesso Donnino.
Ecco il testo della determinazione regionale.
Permangono dubbi, al gruppo di cittadini che ha inviato una nota al Comune di Novara, sulla regolarità della trattativa utilizzata per assegnare l’acquisto dell’area nell’estate 2005, venduta ad una cifra quasi tripla rispetto alla valutazione dell’amministrazione.
La determinazione regionale è precedente alla licenza del Regolamento Regionale che mette in atto altri obblighi e divieti. Ecco il testo del DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 11 Dicembre 2006, n. 15, Regolamento regionale recante "Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano (legge regionale 29 dicembre 2000, n. 61)." (Pubblicato nel suppl. al Bollettino ufficiale della Regione Piemonte n. 50 del 14 dicembre 2006)
Il Consiglio del quartiere Nord, a nostro parere,
dovrebbe esprimere parere contrario al progetto così come è stato presentato dal proponente, e chiedere quindi alcune modifiche anche sostanziali.
Nel consiglio di martedì 15 luglio, come previsto, la maggioranza di centrodestra non ha accolto le mie osservazioni e, pur esprimendo un parere contrario al progetto Brambati, ha motivato il no affermando che tale complesso non è coerente con le abitazioni circostanti, è vicino ad una scuola e creerà problemi al sistema delle fognature e al traffico. Le mie osservazioni sono state classificate come un'arringa da tribunale o illazioni non adatte al parere del consiglio di quartiere. Sono stato quindi invitato a presentare le mie osservazioni come semplice cittadino e non come membro del Consiglio.
Nel frattempo giovedì 17 luglio esce l'articolo de La STAMPA che riporta le conclusioni del Consiglio di Quartiere con il titolo "No all'ecomostro", titolo che non credo sia adatto a descrivere un progetto edilizio certamente sproporzionato per la realtà abitativa del contesto, non conforme ai dettami delle normative ambientali della Regione Piemonte, ma a Novara ci sono ben altri "mostri" digeriti dalla pubblica opinione.
Sempre nella mattinata di giovedì, con la mia firma accompagnata da quella di dieci consiglieri comunali, sono state presentate alla Segreteria Generale del Comune, per inoltrarle all'Ufficio di competenza, le Osservazioni al progetto illustrate durante il Consiglio di Quartiere ma rifiutate dalla maggioranza di centrodestra.
Tali osservazioni saranno presentate in Consiglio comunale in una interrogazione rivolta al Sindaco.