Provenza e festa della lavanda a Valensole

Foto di Livio G. Rossetti e Anna Maria Bojeri

Breve viaggio in Provenza in occasione della festa della lavanda di Valensole, nei giorni 19 e 20 luglio 2014. Partenza da Novara alle 04,00 dalla stazione per raggiungere il gruppo a Vercelli; proseguimento per Torino e per la Val di Susa sino a Cesana Torinese, quindi per Claviére, Briançon e le sue fortezze, la valle del Fiume Durance, Embrun, il Lago de Serre-Ponçon, Sisteron giungendo alla prima tappa, Manosque, sede dell'Occitane.





















Manosque

Chiediamo di non entrare a visitare l'azienda cosmetica e di portarci alle porte della città di Manosque, nel dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza, che ha come simbolo le quattro mani corrispondenti ai quattro quartieri del centro storico medioevale, con le due porte d'accesso Saunerie e Soubeyran ancora esistenti. Senz'altro meglio una mezz'ora tra le vie di Manosque che una sosta tra vasetti e profumi. Il nome antico della città è di origine celto-ligure e deriva dalla radice « man » (montagna) e dal suffisso « asq » (popolo che abita), quindi "popolo che abita su una altura", infatti il centro è costruito su un contrafforte delle colline del Luberon orientale.
La città vecchia è circondata da viali che hanno sostituito i bastioni di cui restano solo alcuni resti. L'attraversamento dalla porta Soubeyran alla porta Saunerie dà un'idea delle strade tipicamente provenzali, strette e fiancheggiate da alte case. All'incrocio delle quattro vie principali si trova la Chiesa di Notre-Dame de Romihuphdiesa, di stile romanico, in Place de l'Hôtel de Ville. In questa chiesa si trova la statua della Madonna nera. Manosque è gemellata con Voghera.



































Coustellet

Museo della lavanda

Un piccolo museo creato da una famiglia di produttori e distillatori che hanno raccolto vecchi strumenti usati per ottenere gli oli essenziali di lavanda utilizzati per numerosi prodotti cosmetici, per la pulizia del corpo, per rinfrescare l'epidermide, ma anche per ottenere alimenti o aromatizzare bevande alcooliche, miele, ecc. Naturalmente abbinato vi è un fornito spaccio di costosi prodotti.



















Gordes

Ubicato su di una collina, questo piccolo centro abitato è considerato uno tra i più belli della Francia da un punto di vista architettonico e storico, tutto concentrato sullo sperone, attorno al castello del dodicesimo secolo. Tutte le case, i muretti di proprietà sono in pietra calcarea a secco che si colora diversamente nelle varie ore del giorno e delle stagioni. Dalle mura si ha una buona visione sulla pianura agricola sottostante e sulle montagne del Luberon.























Abbazia di Sènanque

A breve distanza da Gordes si trova, circondata da campi di lavanda, l'Abbazia cistercense di Nostra Signora di Sènanque. Il nucleo iniziale che comprende anche la chiesa abbaziale è sorto tra il 1152 e il 1178. Sono un buon esempio di architettura romanica la chiesa abbaziale, il chiostro, il dormitorio e la sala capitolare. Particolare è l'ingresso alla chiesa, posto sul lato sud, che presenta due porte laterali per l'antico ingresso separato di monaci e popolo, mentre manca una porta centrale. Alcuni spazi sono visitabili, tra questi il dormitorio dei monacin, la chiesa abbaziale, il chiostro e la sala capitolare.































Valensole

Domenica mattina, mentre imperversa un temporale, si parte per Valensole e per ammirare i campi coltivati a lavanda. A Valensole è festa e nelle vie del piccolo borgo vi sono duecento espositori che vendono merci, oggetti, ricordini purchè tutti abbiano in comune la lavanda. Per me è anche il luogo dove nacque nel 910 il patrono di Veveri, San Maiolo abate (Mayeul o Maïeul in francese) morto a Souvigny l'11 maggio del 994. Fu per quarant'anni il quarto abate della grande Abbazia di Cluny, riformò molti monasteri, fu ascoltato dalla corte imperiale, da quella di Borgogna e dal casato francese, rifiutò l'onore del papato e, dopo la morte, fu subito riconosciuto santo, costituendo il primo grande culto cluniacense, uno dei più importanti del medioevo.
Valensole, pur essendo un piccolo villaggio, deve la sua fama internazionale all'ambiente che lo circonda. Situato nei pressi del fiume Durance, in un altipiano chiamato Plateau di Valensole, a poca distanza dalle Gole del Verdon, abbastanza fertile e adatto a varie colture, in particolare dei girasoli e soprattutto della lavanda, Valensole ha un paesaggio unico nei periodi antecedenti alla mietitura della pianta, generalmente giugno e luglio, trasformando le aree intorno al villaggio in distese violacee che fanno impazzire fotografi e turisti di tutto il mondo.

















































































Troppo poco tempo per poter vedere tutto, per osservare ogni bancarella, ma prima di partire devo comprare almeno due piantine, una di lavanda e una di lavandino; vivranno a casa mia, a Veveri? Spero di si. Lasciato Valensole andiamo in un altro piccolo villaggio, quasi fatto apposta per i turisti.

Moustiers-Sainte-Marie

Questo villaggio arroccato si trova nel mezzo di due rupi rocciose attraversate da un ruscello. La leggenda racconta che il cavaliere di Blacas, per ringraziare la Vergine di essere tornato sano e salvo dalle crociate, fece issare una stella appesa fra le due pareti con una catena. Questo borgo diviso in due dal torrente ha viuzze strette in salita con numerose botteghe di faïences, cioè le maioliche smaltate che divennero di moda ai tempi di Luigi XIV. Abbarbicata a uno dei due versanti della montagna si trova la trecentesca Chapelle Notre-Dame de Beauvoir.





































Lasciato questo piccolo borgo si scende verso le sponde del Lac de Ste-Croix, con una rapida visione dell'entrata nel lago del fiume Verdon al termine del percorso incassato tra alte pareti, denominare le Gole (Gorges) del Verdon, prima di ritornare a casa dopo un avventuroso, si fa per dire, percorso lungo la via della costa ligure e dell'autostrada Voltri_Gravellona.