Città e borghi dell'Umbria

Foto di Livio G. Rossetti

L'Italia racchiude oltre la metà del patrimonio culturale mondiale ma, generalmente, i turisti visitano poche famose città, trascurando i mille piccoli borghi, ricchi di passato, di una vita risalente al periodo medioevale e, a volte, ad uno ancor più antico. In questo breve viaggio organizzato da Novarseti, toccheremo alcuni borghi, tra i meglio conservati, dell'Umbria, partendo dalla città più importante, Perugia, stratificata di storia, dagli Etruschi ai tempi moderni, città che ha saputo affrontare con coraggio, fantasia e innovazione il grave problema del traffico moderno all'interno di una città antica.

Perugia

Perugia è una città di circa 165.000 abitanti, capoluogo della regione Umbria. Sorge in una zona collinare, nella media valle del Tevere; il punto più alto è Porta Sole, ad un'altezza è di 493 m. È una città d'arte, ricca di monumenti, con numerose e famose industrie, ha una delle più antiche Università (fondata nel 1308) e la maggiore Università per stranieri d'Italia. Il centro storico è ancora in gran parte cinto dalle mura etrusche e medievali ed è costruito su due colline, il colle del Sole e quello dei Landoni. Il sito fu scelto dagli Etruschi perchè ricco di acqua e facilmente difendibile.

Pur essendo i primi insediamenti sulla sommità del colle dove sorgerà la città del secolo VIII a.C., il nucleo di Perugia si formò durante la seconda metà del VI secolo a.C., divenendo in breve tempo una delle maggiori città etrusche, difesa poi da una imponente cinta muraria, in parte ancor oggi esistente. Dopo il 295 a.C., Perusia entrò nell'area di influenza romana, pur conservando la propria lingua. La città, durante la II guerra punica, dette rifugio ai legionari romani sconfitti da Annibale nella battaglia del Lago Trasimeno del 217 a.C. L'imperatore Augusto ricostruì la città, dopo tormentate vicende belliche e il relativo incendio e distruzione, secondo schemi e architetture romane, pur mantenendo, nel suo nucleo centrale, l'assetto viario etrusco.

Agli inizi del XII secolo il potere fu in mano ai Consoli e a due Assemblee, l'Arengo e il consiglio Minore. Negli anni fra Duecento e Trecento, il Comune ebbe un imponente sviluppo urbano con un governo mercantile esercitato dai Priori, eletti fra gli iscritti alle arti, e con sede nel Palazzo dei Priori. Dopo alterne vicende, nel 1540, a seguito della guerra contro Paolo III Farnese, la città perse la sua libertà e la sua autonomia e passò alle dirette dipendenze dello Stato della Chiesa che obbligò la cittadinanza a costruire l'imponente Rocca Paolina, dove si insediò una guarnigione pontificia. Rimarrà sotto il dominio papale fino al 14 settembre 1860, quando le truppe piemontesi al comando del generale Fanti, penetrarono nella città conquistandola, dopo aver costretto alla resa l'ultima guarnigione di soldati svizzeri asserragliata nella Rocca Paolina.

Il nostro percorso in città, con un moderno sistema di scale mobili, inizierà proprio dalla Rocca Paolina, una città sotterranea che ci immette in Piazza Italia. Da qui inizia Corso Vannucci che, con una pendenza centrale tra i due colli, ci porterà al cuore della città presso la Fontana Maggiore e il Duomo di San Lorenzo dove si custodisce la reliquia dell'anello nuziale della Vergine Maria, attraverso il Collegio del Cambio, il Collegio della Mercanzia, sede dell'omonima corporazione medievale, e il monumentale Palazzo dei Priori, in stile gotico, ornato dalle statue del grifo e del leone, animali-simbolo di Perugia.




le scale mobili


Rocca Paolina



Piazza Italia

corso Vannucci



Collegio del
Cambio





i simboli di
Perugia





Palazzo dei Priori





Fontana Maggiore





il Duomo



altare dell'anello

Lasciato il Duomo, ci dirigiamo alla vicina Porta Sole dalla quale si ha uno sguardo verso i borghi della città e verso la sottostante valle. Mediante alcune ripide gradinate si scende alla base del colle davanti all'Arco Etrusco o di Augusto, la più monumentale delle porte etrusche cittadine del III secolo a.C. Si percorrono le mura, si passa sopra un tratto dell'antico acquedotto romano e si ritorna nella zona centrale della città. Per scendere alla base del colle, useremo il più moderno sistema di trasporto pubblico, da poco entrato in funzione, cioè il "Minimetro", rapido, silenzioso, in pochi minuti ci porterà ad un ampio parcheggio all'esterno della città.



i panorami
da Porta Sole









Arco Etrusco







acquedotto
romano










stazione del
minimetrò









Tuoro sul Lago Trasimeno - Isola Maggiore

Il mattino seguente raggiungiamo Tuoro sul Lago Trasimeno. Attorno, i colli dove Annibale distrusse l'esercito Romano, e alcuni toponimi,come Ossaia, ricordano quel tragico evento. Presso l'imbarcadero una moderna e particolare area monumentale rappresentata da una serie di colonne moderne, opera di numerosi scultori. La nostra meta è l'Isola Maggiore, che però non è la più grande, con il suo minuscolo borgo di pescatori. L'isola conta solo 35 abitanti e il piccolo paese si trova nella zona occidentale dell'isola, lungo la principale via Guglielmi, pavimentata in mattoni rossi disposti a coltellata, lungo la quale vi si trova anche un palazzo del XIV secolo. Una fitta rete di sentieri copre l'isola, attraverso una macchia di ulivi, lecci, pini e cipressi.

Le prime notizie risalgono all'817, quando Ludovico il Pio concesse al papa Pasquale I la città di Perugia ed il Lago Trasimeno con le tre isole (Maggiore, Minore, Polvese). Nel 1211, al ritorno da Cortona, San Francesco si recò in solitudine per la quaresima sull'isola: a ricordo di quell'evento, nel 1328, furono costruiti una chiesa ed un convento per i francescani. Nel 1887, il marchese Giacinto Guglielmi di Civitavecchia, acquistò il convento dei francescani e la chiesa annessa, per trasformarlo in castello privato. Il castello rimase di proprietà della famiglia Guglielmi fino al 1975. Sono iniziati ora i lavori per trasformarlo in un centro alberghiero di lusso.

In passato la pesca era la principale fonte di sussistenza per gli abitanti che, nei momenti di massimo sviluppo, arrivarono a seicento unità. Ora il turismo e le attività connesse costituiscono la principale fonte di reddito. Da segnalare la produzione artigianale di pizzo d'Irlanda, una lavorazione del merletto fatta ad uncinetto che risale al 1904, quando i Marchesi Guglielmi fecero venire direttamente dall'Irlanda una maestra che insegnasse tale tecnica alle donne dell'isola.



















Palazzo del
Capitano del Popolo
o dell'Antico Orologio

via Guglielmi










a pranzo
al ristorante
All'Antico Orologio

lo "scoglio
di S. Francesco"


Corciano




Il borgo di Corciano

Rientrando a Perugia, tra il Lago Trasimeno e la città, si trova il comune di Corciano, inserito tra i Borghi più belli d'Italia. Il suo centro storico è omogeneo nella sua architettura medioevale ove domina il travertino. La zona fu abitata già nel Neolitico e ritrovamenti archeologici segnalano la presenza umana in un periodo compreso tra il IX e l'VIII secolo a.C. È solo dopo l'anno Mille che alcuni documenti confermano l'esistenza di un importante centro fortificato con castello. Il caratteristico “borgo”, racchiuso nella sua alta cinta di mura, lunga quasi un chilometro, conserva ancor oggi numerose testimonianze storiche e artistiche, segni di una comunità un tempo molto attiva.



























Deruta e le sue ceramiche

Deruta è un comune noto per la produzione delle ceramiche artistiche. È posta su una collina situata a 15 chilometri da Perugia. A ridosso dell'antica cinta muraria si trova il borgo più vecchio da dove, salendo per tre porte dell'antico sistema difensivo, si accede al centro storico. La principale porta d'accesso è chiamata Porta Sant'Angelo, le altre minori sono dette Porta Perugina e Porta del Borgo o Tuderte. Nel centro storico svettano le due torri civiche ed il campanile della chiesa di San Francesco.

L'artigianato a Deruta si identifica con la produzione di maioliche artistiche, che ammontano ad un terzo del totale nazionale. Il documento più antico su questa forma di arte risale al 1290. In questo periodo vengono prodotti oggetti d'uso comune, con scarse decorazioni; i colori dominanti sono il verde ramina e il bruno manganese. La tavolozza dei colori si arricchisce con l'arancio, il blu e il giallo. Appare anche la tecnica del lustro, con riflessi dorati nelle opere di maggior pregio.



Deruta












lungo il tragitto
ecco Spello


Montefalco, "Ringhiera dell'Umbria" e i suoi uliveti e vigneti

Prima di giungere in questo antico Borgo si attraversano vasti territori coltivati ad ulivo e a vite: noi saremo ospiti di un Antico Frantoio, il Brizi, dove pranzeremo. Il territorio di Montefalco produce anche il famoso Sagrantino, un vino rosso molto corposo. L’itinerario in città ha inizio nell'area destinata ai monasteri visitando la grandiosa costruzione dedicata a Santa Chiara da Montefalco agostiniana dove si trovano le reliquie della Santa e la cappella di Santa Croce, decorata nel 1333 con affreschi di Scuola umbra, di notevole valore.

Un altro luogo importante è rappresentato dalla Chiesa Museo di San Francesco, sintesi della storia, della cultura e della tradizione di Montefalco. L'edificio risale al 1335-1338 e fu edificato dai frati minori. Dal 1895 divenne sede del Museo civico con la ex chiesa, nota in tutto il mondo per gli affreschi delle Storie della vita di San Francesco di Benozzo Gozzoli (1452), dove si conservano una Natività del Perugino e affreschi di Scuola umbra del '400; la pinacoteca, dove sono custodite molte tele, tavole ed affreschi staccati, provenienti da altri luoghi del territorio comunale, e una raccolta di Arti Minori; la cripta, in cui sono i reperti archeologici ed altre sculture e frammenti di varie epoche.

Altro importante monumento la Chiesa di Sant'Agostino della comunità degli agostiniani. Qui hanno operato diversi pittori tra cui Ambrogio Lorenzetti e Bartolomeo Caporali. Montefalco conserva quasi intatta la proprio cinta muraria. Particolarmente importanti sono le tre antiche porte cittadine, Porta Camiano, Porta Sant’Agostino e Porta San Bartolomeo, situate rispettivamente a nord, sud e est della città che si trova posizionata su un balcone panoramico dal quale si gode di un bellissimo panorama su tutta la Valle Umbra. Porta Sant’Agostino è l’accesso principale al centro storico e si apre nel tratto meglio conservato della cinta muraria. Al di sopra si erge la torre merlata, elemento classico del sistema difensivo medievale. Sulla sinistra, continuando lungo le mura, si arriva alla Torre d’angolo detta del Verziere.


Montefalco







Santa Chiara




il frantoio Brizi



















chiesa museo
di San Francesco










Bevagna

Bevagna è un comune di poco più di 5.000 abitanti, un tempo nota per le tele pregiate che vi si producevano, tanto da essere chiamate "bevagne". È inserita tra i Borghi più belli d'Italia. Municipio romano, conobbe una certa prosperità durante l'epoca imperiale. Sembra sia stata anche sede vescovile attorno al III-IV secolo. Più volte andò soggetta a saccheggi e distruzioni: nel 1152 Federico Barbarossa la espugnò e incendiò. Degni di nota il Palazzo dei Consoli, risalente al 1270, caratterizzato da una ampia scalinata esterna, Piazza Silvestri, tra le più importanti piazze medioevali della regione, S.Michele, costruita verso la fine del XII secolo, con una monumentale facciata di stile romanico e S.Silvestro, considerata uno dei capolavori di Binello. In questa cittadina umbra è stato girato nel 1936 il film Musica in piazza di Mario Mattoli, e nel 2007 sono state girate alcune scene della fiction tv di Rai Uno Don Matteo 6.


Bevagna



Palazzo dei Consoli


San Silvestro





San Michele



Paciano, piccolo borgo medioevale, e Panicale

Paciano è un comune molto piccolo contando solo 1.000 abitanti. Inserito tra i Borghi più belli d'Italia, il centro medievale è posto sul monte Petrarvella dove, in antichità, si trovava un tempio consacrato al dio Giano. Si accede al vecchio borgo da tre porte: la Fiorentina, la Perugina e Porta Rastrella.

A breve distanza, tra uliveti e vigneti, si raggiunge Panicale, storico e pittoresco borgo, abbarbicato in cima ad una Collina, deve il suo aspetto alle origini medioevali di cui ancora oggi ne conserva tutte le caratteristiche strutturali e architettoniche.

La pianta del paese a cerchi concentrici ci rappresenta uno dei sistemi più avanzati di difesa militare a livelli successivi tipica dell'epoca medioevale. Infatti questo tipo di struttura difensiva consentì al castello di Panicale di resistere ai numerosi assedi a cui fu sottoposto. La posizione strategica fece di Panicale un territorio di conquista, per questo tra i personaggi illustri si può annoverare il famoso Boldrino Paneri, vissuto a Panicale intorno alla metà del 1300, fiero e combattivo capitano di ventura, ebbe l'onore di liberare Perugia da un lungo assedio. Affacciandosi dal costone nord della collina si può ammirare uno splendido panorama sulla pianura del Lago Trasimeno.

Panicale può vantare anche una grande quantità di opere d'arte: spicca sicuramente fra queste l'affresco del Martirio di S. Sebastiano dipinto da Pietro Vannucci detto " Il Perugino", e l'Incoronazione di Maria. Anche la quattrocentesca fontana posta in Piazza Umberto I° è sicuramente da annoverare tra le bellezze del paese come il Teatro Comunale intitolato a Cesare Caporali, tra i più piccoli teatri storici dell'Umbria, e forse d'Italia, originariamente realizzato tutto in legno, è interamente decorato con stucchi e medaglioni dipinti, la Collegiata di san Michele e il trecentesco Palazzo del Podestà oggi archivio storico comunale, un tempo sede del potere politico.



Paciano
















Panicale



Chiesa di San
Sebastiano

i dipinti
del Perugino






il Teatro
Caporali











l'autore
va su o casca
giù?

Palazzo del
Podestà