Ricostruzione della "vicenda Terna" a Veveri e documentazione.

Nella vicenda Terna a Veveri è il momento di tentare una ricostruzione cronologica dei fatti più significativi ma anche mettere a disposizione dei cittadini veveresi la documentazione ottenuta da Terna, dal Comune di Novara o reperita attraverso una ricerca in Internet da varie ARPA (Piemonte ed Emilia Romagna soprattutto) e Istituti di ricerca.

  • Anno 2000: conferenza dei servizi sul progetto TAV, tra le opere di mitigazione si richiede la costruzione di un parcheggio di scambio costo 2 milioni e 200 mila €
  • LEGGE 22 febbraio 2001, n.36 - Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Italiana n. 55 del 7 marzo 2001, Presidente del Consiglio Amato)
  • Decreto legislativo 4.9.2002 (Presidente del Consiglio Berlusconi), n. 198 avente ad oggetto "Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell'art. 1, comma 2, della legge 21. 12. 2001, n. 443"; l'intervento della Terna rientra in pali disposizioni di legge , perciò gli Enti locali e le popolazioni vengono scavalcati. Così la popolazione di Veveri non viene informata dal progetto "strategico di valenza nazionale".
  • Il 7 settembre 2001 conferenza dei servizi e presentazione progetto TAV con richiesta di costruzione di un alto traliccio per esigenze elettriche TAV, richiesta osteggiata e inserimento richiesta di interrare linee alta tensione, spostando i 2,2 milioni di € dal parcheggio all’interramento delle linee, progetto complessivo del costo di 13 milioni di €
  • 12 settembre 2001, delibera 631 della Giunta comunale “Eliminazione delle interferenze con reti di distribuzione dell’energia elettrica nel settore Nord del territorio comunale”
  • Tra il 30 ottobre 2002 e il 17 giugno 2003 ENEL riprogetta parzialmente gli interventi sulla rete nel settore nord della città e li trasmette al comune in data 24 febbraio e 17 giugno 2003
  • Il 25 giugno 2003, delibera 318 della Giunta comunale presieduta dal vicesindaco Nastri, acquisito il parere di massima del dirigente Urbanistica, approva il piano ENEL
  • Gazzetta Ufficiale N. 200 del 29 Agosto 2003 DPCM 8 luglio 2003, DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003
    Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti.
    ... Nella progettazione di nuovi elettrodotti in corrispondenza di aree gioco per l'infanzia, di ambienti abitativi, di ambienti scolastici e di luoghi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore e nella progettazione dei nuovi insediamenti e delle nuove aree di cui sopra in prossimità di linee ed installazioni elettriche già presenti nel territorio, ai fini della progressiva minimizzazione dell'esposizione ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti operanti alla frequenza di 50 Hz, è fissato l'obiettivo di qualita' di 3 microT per il valore dell'induzione magnetica, da intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio.
    Roma, 8 luglio 2003-Il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi, Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio Matteoli, Il Ministro della salute Sirchia
    Allegato A - DEFINIZIONI
    Campo elettrico: così come definito nella norma CEI 211-6 data pubblicazione 2001-01, classificazione 211-6, prima edizione, guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell'intervallo di frequenza 0 Hz - 10 kHz, con riferimento all'esposizione umana. Campo magnetico: così come definito nella norma CEI 211-6 data pubblicazione 2001-01, classificazione 211-6, prima edizione, «Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell'intervallo di frequenza 0 Hz - 10 kHz, con riferimento all'esposizione umana». Campo di induzione magnetica: così come definito nella norma CEI 211-6 data pubblicazione 2001-01, classificazione 211-6, prima edizione «Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell'intervallo di frequenza 0 Hz - 10 kHz, con riferimento all'esposizione umana». Frequenza: così come definita nella norma CEI 211-6 data pubblicazione 2001-01, classificazione 211-6, prima edizione, «Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell'intervallo di frequenza 0 Hz - 10 kHz, con riferimento all'esposizione umana». Elettrodotto: è l'insieme delle linee elettriche delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione.
    Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti: Limite di esposizione: 100 microT - Valore di attenzione: 10 microT per esposizioni oltre quattro ore al giorno - Obiettivo di qualità: 3 microT per i nuovi insediamenti o impianti.

Quale era all'epoca la situazione riguardante i limiti di sicurezza nel campo delle emissioni elettromagnetiche? Eccone una breve sintesi.

Il valore dell’induzione magnetica 0,2 microT introdotta nella normativa di alcune regioni, è stato adottata in vari studi epidemiologici (es. quelli svedesi). Gli studiosi hanno cercato di individuare una valore di discriminazione tra i livelli “sicuri” e quelli “pericolosi” per esposizioni prolungate, ed hanno fissato tale valore quale soglia di attenzione. Oltre tale valore di campo si può manifestare una correlazione tra l’esposizione e l’insorgenza di gravi malattie nell’uomo.
Nonostante le correlazioni più accreditate riguardino il rapporto tra residenza e aumento del rischio di contrarre leucemia, tuttavia alcuni ricercatori, hanno cercato di individuare una soglia di discriminazione tra livelli sicuri e pericolosi anche per le esposizioni croniche; si è raggiunto un certo consenso sul fatto che se l'agente responsabile della apparente cancerogenicità delle linee elettriche è il campo magnetico, allora la soglia di discriminazione tra valori sicuri e pericolosi si deve collocare attorno a 0,2 - 0,25 microT.
Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro – ISPESL: "A questo proposito si possono definire delle distanze indicative oltre le quali il livello di campo magnetico risulta inferiore a 2 microT, valore al di sopra del quale viene attualmente indicata l'esistenza di un possibile rischio per la salute degli individui esposti".
da "http://www.ecobuilding.it/html/bioedilizia/elettrosmog.htm"
"I valori riportati nella tabella del decreto, anche se difficilmente superabili, sono già di molto superiori alla soglia di rischio che autorevoli indagini epidemiologiche ritengono pericolose per la salute. Secondo questi studi, per esempio, i valori di campo magnetico per un esposizione prolungata non dovrebbero superare i 0,2 microT(micro Tesla).
Questa evidente discrepanza tra i valori normativi e quelli epidemiologici sono dovuti al fatto che la suddetta normativa ha definito il limiti di esposizione con esclusivo riferimento agli effetti sanitari acuti o immediati ignorando gli effetti cronici o a lungo termine".

Continua la ricostruzione cronologica:

  • 14 gennaio 2004 delibera n 4 della Giunta comunale con passaggio di responsabilità Unità Progettazione Strade dall’ing Monfrinoli all’arch Guasco.
  • Durante il 2004 avviene la progettazione tracciato definitivo dello scavo e redazione della relazione tecnica Terna in data 30 dicembre 2004 (vedi oltre copia della relazione Terna)
  • 25 gennaio 2005 Terna presenta domanda al Ministero Attività produttive-Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie e Ministero ambiente-Direzione per la difesa del suolo per richiedere l’autorizzazione alla costruzione delle opere elettriche in oggetto.
  • Il 27 Aprile 2005 lettera di Terna ad alcuni privati veveresi. oggetto: Linea elettrica a 132.00 Volt Momo-Novara-Nord T 438, domanda di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della linea, domanda di emissione del decreto di asservimento coattivo in via d’urgenza.
  • 1 luglio 2005 Conferenza dei servizi presso Ministero attività produttive e si inserisce il progetto di Terna riguardante l’elettrodotto Momo-Novara nord T 438.
  • 7 novembre 2006 vengono firmati: il decreto 239/EL-9/15/2006, il decreto 239/EL-3/13/2006, il decreto 239/EL-4/14/2006.
  • 15 maggio 2007 viene presentata in Quartiere l’interrogazione sul progetto TERNA
  • Il 16 maggio 2007 viene trasmessa via e-mail all’assessore Policaro.
  • 25 giugno 2007 in Consiglio di quartiere l'arch. Guasco afferma che il passaggio Terna sarà schermato e non darà problemi.
  • 16 agosto 2007 Renato Cerutti, tecnico Area Operativa Trasmissione Torino (TERNA) tratta i termini del contratto e si impegna a inserire nello stesso l’indicazione che la linea nella parte antistante l’abitazione di uno dei veveresi contattati sarà schermata come richiesto. Una parte della via Vignale sarà schermata perchè il cavo è a un metro dalle case ma il resto del percorso non ha particolari schermature.
  • 24 agosto 2007 esce il primo articolo su La Stampa per sollevare la questione (vedi la relativa pagina).
  • 5 settembre 2007: colloquio dei consiglieri Rossetti e Angius con arch. Vallaro, ricostruzione della vicenda e discussione su possibili percorsi alternativi. Scartata la zona di via delle Rosette a causa del futuro sviluppo di urbanizzazione, rimane un'altra soluzione percorribile, è la zona demaniale lungo l’argine sinistro del Quintino Sella fino alla centrale, quindi lungo la strada demaniale del Cavour. Questa soluzione verrà scartata da Terna che afferma di aver già ordinato i cavi per l'interramento e che il percorso alternativo è troppo lungo.



Relazione Terna







Allegati








Sezione cavo

Confronto dell'induzione magnetica tra elettrodotto e cavo interrato

Relazione progettazione esecutiva, 27 settembre 2006




Sezione cavo

Descrizione cavo

Sezione dello scavo

Le interferenze che avrebbero incontrato


Il nuovo traliccio lungo la Roggia Mora

Il previsto percorso tra le strade di Veveri

L'ordine alla Fulgor greca per il cavo (scaricato da internet)

A ottobre 2007 si mandano precisazioni al Comune

... e si ipotizza il nuovo percorso

Percorsi improponibili e possibili. Il percorso suggerito lungo le alzaie del Quintino Sella e Cavour è più lungo ma evita i sottopassi del canale e della Roggia Mora, non ha interferenze ed è lontano dalle abitazioni

L'ELETTROSMOG

Il termine elettrosmog indica l'inquinamento da campi elettromagnetici. Il campo è il risultato della corrente e della tensione elettrica ed è diviso in una parte elettrica ed una parte magnetica. Nei cellulari, radar, ripetitori televisivi, ecc. il campo oscilla ad alta frequenza, la parte del campo più significativa è quella elettrica, si può schermare con il metallo e si misura in volt/metro (abbreviato V/m). Negli elettrodotti e negli elettrodomestici invece la parte più significativa è quella magnetica che non si può schermare (attraversa i muri ed il metallo), il campo oscilla a bassa frequenza, 50/60 herz (abbreviato Hz) e si misura in microTesla.
Effetti a breve termine. Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensità di campo elettromagnetico possono generare nell'uomo un effetto termico, cioè il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni, che segue all'assorbimento dell'energia elettromagnetica. Gli effetti riscontrati sono molteplici e confermano il pericolo per la salute. Un esempio sono le esposizioni a cui sono soggetti gli utenti dei telefoni cellulari che irradiano campi di valore molto elevato durante la conversazione.

Effetti a lungo termine. Gli effetti biologici sono legati anche alle lunghe esposizioni a campi di bassissima intensità. Le esposizioni prolungate, che in Italia sono convenzionalmente determinate in almeno 4 ore, favoriscono un effetto non termico. Questo effetto è dovuto probabilmente all'interazione tra i messaggi elettrochimici dell'organismo e le onde elettromagnetiche. Anche a bassissima intensità i campi elettromagnetici si comporterebbero come delle piccole sollecitazioni che, se ripetute nel tempo, provocano dei danni biologici.
Le indagini condotte su individui residenti vicino ad elettrodotti hanno accertato un aumento del rischio di ammalarsi. Sono state indagate molte patologie. La leucemia infantile, molto rara, è stata utilizzata per dimostrare definitivamente gli effetti biologici dei campi magnetici prodotti da elettrodotti e simili. Gli studi affermano che l'esposizione e' associata a incrementi dell'insorgenza di leucemie tra la popolazione infantile.

Il campo si può ridurre allontanando o interrando i cavi. Le linee elettriche rappresentano un grave deturpamento del paesaggio e pertanto è meglio interrarle, anche se i costi sono maggiori. Pertanto occorre che vi sia un corridoio dove siano proibite le costruzioni e limitate le attività umane. Le linee interrate danno luogo a campi ridotti grazie alla vicinanza dei conduttori ed all'effetto schermante del rivestimento del cavo e del terreno. A parità di corrente in linea il campo di un cavo interrato si riduce a 0,2 microtesla almeno alla metà delle distanze dalle corrispondenti linee aeree.

L’ingegnere A. D’Amato, responsabile del Centro Alta Tensione della direzione Enel Emilia Romagna e Marche afferma: “In ogni elettrodotto coperto ci sono tre cavi in alluminio, ognuno dei quali ha un diametro di 10 centimetri. Vengono messi a una profondità di un metro e mezzo e poi isolati con sabbia e cemento magro…L'interramento delle linee ad alta tensione produce una drastica riduzione dei campi elettrici e magnetici ottenendo dei valori molto inferiori al limite previsto dalla vigente normativa.

I cavi interrati sono un’alternativa all’uso delle linee aeree; essi sono disposti alla profondità di almeno 1.5 metri dal suolo, linearmente sullo stesso piano oppure a triangolo (disposizione a trifoglio). Per la trasmissione di energia elettrica ad alta tensione sono utilizzati cavi ad elevato isolamento in polietilene, che possono trasportare tensioni fino a 400 kV.

Il campo elettrico risulta ridotto in maniera significativa per l’effetto combinato dovuto alla speciale guaina metallica schermante del cavo ed alla presenza del terreno che presenta una conducibilità elevata. La riduzione così operata del campo elettrico consente agli individui di avvicinarsi maggiormente ai conduttori stessi, i quali come già detto sono di solito interrati a pochi metri di profondità. Al contrario, il campo magnetico non risente di questi effetti schermanti ed in particolare sull’asse di una terna interrata assume un valore massimo più elevato di quello prodotto da una linea aerea che trasporta la stessa potenza elettrica. Confrontando però il campo magnetico generato da linee aeree con quello generato da cavi interrati, si può notare che per i cavi interrati l’intensità massima del campo magnetico è più elevata, ma presenta un’attenuazione trasversale più pronunciata.

L’utilizzazione di linee in cavo interrato non è molto diffusa in quanto, pur offrendo un impatto visivo praticamente nullo, presentano grandi difficoltà di ordine pratico ed economico per gli elevati costi di installazione e manutenzione (costi fino a dieci volte superiori le linee aeree). Oltre ai materiali plastici sintetici, per l’isolamento si utilizzano cavi raffreddati a liquido che, dati i costi ed i problemi tecnici di installazione ed esercizio, vengono utilizzati solo per brevi tratte ed in casi particolari, quale ad esempio gli attraversamenti sottomarini dello stretto di Messina e del canale di Procida per il nuovo impianto dell’isola d’Ischia.

Nel caso di linee in cavo, i controlli sono molto più frequenti. È necessario, infatti, sorvegliare la linea per prevenire i disservizi. Ad esempio, nel caso di scavi effettuati in prossimità della linea (con macchinari, quali una benna) si provocano delle sollecitazioni alle guaine in piombo dei cavi che possono fessurarsi. Altro rischio è che la benna urti direttamente il cavo. Lo strumento utilizzato per individuare un danno ad un cavo interrato è il geofono. Altro aspetto importante quando si parla di interramento è che sono necessarie delle compensazioni elettriche in una qualsiasi linea in cavo. Perciò, anche tecnicamente, non è possibile realizzare una intera e lunghissima linea tutta in cavo, senza prevedere punti di compensazione.

L’interramento delle linee elettriche (i cavi vengono posizionati alla profondità di circa un metro) è solo relativamente un metodo di riduzione del campo magnetico in quanto, in superficie ed in asse con i cavi, si misurano valori di campo elettromagnetico addirittura superiori rispetto a quelli generati da una analoga linea aerea. Allontanandosi dall’asse però il campo diminuisce molto rapidamente. Ciò significa che le fasce di rispetto hanno larghezza inferiore nel caso di linee interrate. Per quanto concerne il campo elettrico, invece, i valori che si ottengono sono notevolmente inferiori rispetto a quelli concernenti analoghe linee aeree, in virtù del fatto che i conduttori possono essere avvicinati ed all’effetto schermante del terreno.

Sono stati realizzati cavi interrati a media, alta e altissima tensione con diverse tecnologie e accorgimenti. Si è passati da cavi con isolamento a carta e miscela fino a quelli con olio fluido ed infine a gas. Le applicazioni più numerose riguardano linee con tensioni pari a 132 e 220 kV.