Viaggio in Molise

Novara-Cesena-Camerano-Vasto-Termoli-Larino-Agnone

Foto di Livio G. Rossetti

In questo viaggio, dal 2 all'11 settembre, organizzato da Novarseti, toccheremo alcune città e piccoli borghi sino a giungere in Molise, più precisamente a Termoli, con un breve soggiorno marino e la visita di alcuni centri importanti per storia e attività artigianali. Partendo da Novara, faremo tappa a Cesena, poi andremo a Camerano per il pernottamento, visiteremo Vasto e giungeremo in hotel alla periferia di Termoli. Visiteremo le isole Tremiti, la città di Termoli, l'antico borgo di Larino e il paese delle campane, Agnone, famoso nel mondo. Al rientro pernotteremo presso Giulianova in una masseria ristrutturata e adibita ad hotel.

Cesena

Dopo la partenza da Novara, la prima tappa vede il gruppo sostare per alcune ore a Cesena, comune di quasi 100.000 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, posto quasi al centro della Romagna a metà strada tra il mare e le colline, nel punto d'incrocio tra la vecchia via Emilia e la Romea e presso il fiume Savio. È nota come città dei Tre Papi, anche se diede i natali a due soli papi (Pio VI e Pio VII), ma furono vescovi della città altri due papi, Pio VIII e Benedetto XIII.

Il primo nucleo di Cesena sorse per opera degli umbri intorno al VI-V secolo a.C.; ma è solo con l'arrivo dei Romani che il piccolo centro ebbe la forma di villaggio che crebbe sino alla caduta dell'Impero Romano e le successive incursioni dei barbari. Conquistata dai Goti di Teodorico, venne riconquistata dai Bizantini entrando a far parte dell'Esarcato di Ravenna comprendente i territori bizantini d'Italia. Dopo le campagne di Pipino il Breve (VIII secolo), Cesena rientrò nei territori sotto il controllo pontificio, primo nucleo di quello che diverrà lo Stato della Chiesa. Le alterne vicende all'epoca dei Comuni e delle Signorie fu interrotta nel 1357 dall'intervento del legato pontificio, cardinale Albornoz e subì l'intervento dei mercenari bretoni che, in nome dello stato pontificio massaccrarono la popolazione radendo al suolo gran parte della città.

Durante la successiva signoria dei Malatesta Cesena rifiorì e restano dell'epoca la Rocca e la Biblioteca Malatestiana. Per un breve periodo, intorno al 1500, sotto il dominio di Cesare Borgia, Cesena divenne la capitale del Ducato di Romagna e nel 1502 giunse in città Leonardo da Vinci, il quale ebbe l'incarico di potenziare le fortificazioni della città. Poi ritornò sotto il dominio dello Stato Pontificio fino all’Unità d’Italia. Nel 1775 il cesenate G.A. Braschi col nome di Pio VI, e nel 1800 L. Chiaramonti col nome di Pio VII divennero papi. Durante la Resistenza Cesena dette un grande contributo di uomini, e per tale motivo alla città è stata assegnata la Medaglia d'argento al Valor Militare.





San Domenico










Piazza del Popolo




La Rocca













Palazzo Albornoz


Biblioteca Malatestiana




Palazzo del Ridotto


Duomo



Palazzo Romagnoli

Palazzo del Ridotto

Il centro storico è delimitato dalle mura, la cui cerchia iniziata intorno all'anno Mille è ancora oggi quasi intatta, e da vari torrioni e porte posti sotto l'antica Rocca Malatestiana, una delle più imponenti della Romagna, con "corte" e due torrioni centrali, chiamati "Maschio" e "Femmina". In quest'ultimo è allestito il Museo di Storia dell'Agricoltura, mentre nel "Maschio" è allestita l'esposizione permanente di Ceramiche Malatestiane. La Biblioteca Malatestiana, fondata nella metà del XV secolo, è la prima biblioteca civica europea ed unico esempio di biblioteca monastica medievale conservata nell'edificio, negli arredi e nella dotazione libraria. Il Palazzo Romagnoli, edificato nel XVIII secolo, è sede della Biblioteca giuridico-economica, mentre il Palazzo Albornoz, oggi Palazzo Comunale, si affaccia su Piazza del Popolo, fu costruito a partire dalla metà del Trecento. La Chiesa di San Domenico, la prima ad essere visitata dal gruppo, fu edificata tra il 1706 e il 1772 e sorge sui resti di una precedente chiesa quattrocentesca della quale sono rimasti i due chiostri.

Di notevole valore è anche il Duomo dedicato a San Giovanni Battista, in stile gotico-romanico e risalente alla fine del 1300, al cui interno sono racchiuse le spoglie di San Mauro. Il tempio conserva la più grande opera scultorea realizzata fra il 1494 e il 1505 dallo scultore Giovanni Battista Bregno raffigurante Cristo che raccoglie il proprio sangue in un calice fra i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista mentre nei tondi vi sono la Vergine Annunziata e l'Arcangelo Gabriele. Il Palazzo del Ridotto risale al 1466, ma fu terminato nel 1787 in omaggio al pontefice Pio VI e ospita la Galleria Comunale d'Arte adibita ad esposizioni temporanee.

Camerano

Nel tardo pomeriggio si giunge nelle Marche e più precisamente a Camerano per il primo pernottamento. L'antica "Cameranum", o più semplicemente "Camburan" come viene chiamata in dialetto, ha antiche origini neolitiche mentre l'insediamento piceno risale al VII-IV millennio a.C.. In seguito il territorio passò ai Romani, quindi all'Esarcato bizantino. È del 1177 la prima documentazione relativa al "Castello di Camerano" appartenente al Comitato di Osimo ed alla Diocesi di Numana. Nel 1860, dopo la battaglia di Castelfidardo e la sconfitta dell'esercito pontificio, venne occupata dai Piemontesi che la annetterono al Regno d'Italia. Nel 1916 nacque a Camerano la fabbrica di strumenti musicali "Scandalli" che nel 1964, dalla fusione con la ditta "Soprani" di Castelfidardo, dette vita alla fabbrica di strumenti musicali "Farfisa". Di fronte a Camerano sorgono sui poggi la cittadina di Osimo e di Castelfidardo e, più a Sud, Loreto e Recanati.



Camerano






Osimo e
Castel Fidardo


Loreto

Vasto

Terza tappa la città di Vasto, in Abruzzo, provincia di Chieti. Una leggenda racconta che la città fosse denominata Histon da Diomede, personaggio della mitologia greca, uno degli eroi achei della guerra di Troia, e che fosse abitata da tribù dalmate. I Romani la chiamarono Histonium. Dopo la fine dell'Impero romano, la città divenne territorio prima degli Ostrogoti, poi dei Bizantini e infine dei Longobardi. In età carolingia era chiamata Guasto d'Aymone, dal nome del condottiero franco che, occupato il territorio, fece costruire un centro fortificato sulle rovine dell'antico nucleo romano (il nome attuale di "Vasto" deriva proprio da "guasto", che indicava un gastaldato longobardo; il nome si è poi modificato in Uasto e poi in Vasto). Fra il XIII e il XIX secolo fece parte del Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie. In età angioina fu infeudato ai Caldora, e alla fine del XV secolo passò ad una dinastia aragonese, quella dei d'Avalos che costruirono il Palazzo omonimo. Nel 1938, per volere di Mussolini, fu ribattezzata ufficialmente Istonio per tornare a denominarsi Vasto nel 1944, dopo la liberazione della città.



Castello Caldoresco




Cattedrale di S. Giuseppe

S. Maria Maggiore









Piazza del Popolo con, a sin. Palazzo D'Avalos



Piazza Gabriele Rossetti

Monumento a
G. Rossetti
(1783-1854)


Torre di Bassano

Fonte della Piazza

resti di San Pietro

S. Antonio

Castello Caldoresco (o di Caldora) è sito su di un promontorio che domina la costa e presenta bastioni agli angoli. La parte originaria risale al XIV-XV secolo e fu in parte trasformato nel 1439 da Giacomo Caldora. Nel XV secolo il palazzo fu trasformato in castello dai d'Avalos. Il primo impianto della cattedrale di San Giuseppe risale al XIII secolo; era una chiesa conventuale intitolata a Sant'Agostino, per poi prendere il nome attuale successivamente. Della chiesa originaria rimane ben poco e di pregio è il portale. L'interno è a navata unica con transetto. La chiesa di Santa Maria Maggiore è la maggiore delle chiese del centro storico di Vasto. L'interno è a tre navate con cripta; l'esterno è in stile neoclassico mentre l'interno è tardo-barocco.

Palazzo D'Avalos è stato costruito da Giacomo Caldora e in seguito fu dei d'Avalos, che non lo utilizzarono mai come residenza. Il palazzo è su due livelli con tratti neoclassici sulle finestre. Poco o nulla rimane del suo aspetto originario così come del suo antico teatro al suo interno. Attualmente è sede del museo archeologico, del museo del costume e della pinacoteca. La piazza Gabriele Rossetti sorge sui resti di un antico anfiteatro romano di forma ellettica; al centro il monumento dedicato al poeta e patriota italiano nato a Vasto e morto in esilio a Londra.

Lungomare di Termoli

Quarta tappa: soggiorno al mare presso Termoli.



l'Hotel

passeggiando sulla spiaggia


pesca serale



Sergio, il bagnino



temporale serale


alba radiosa

alba imbronciata


inizio di burrasca

partenza con acqua

Città di Termoli

Termoli è una città di circa 33.000 abitanti in provincia di Campobasso. Si caratterizza per la presenza di un promontorio sul quale sorge il Borgo Antico, delimitato da un muraglione che cade a picco sul mare e diviso dal resto della città dalle mura e dal Castello. Le notizie più antiche risalgono all'età preistorica e romana e sono documentate dai ritrovamenti di necropoli e insediamenti preistorici ubicati sulle colline nei pressi della costa. In seguito alle scorrerie dei Barbari e ai momenti di crisi del basso impero, gli abitanti dei luoghi si sono rifugiati sul promontorio zona più difendibile e con un unico accesso alla terraferma.

La prima area costruita fu quella dove nel XII o XIII sec. è stata edificata la Cattedrale, fulcro del Borgo, luogo verso il quale confluiscono le strette strade della città. La presenza, dell'edificio sacro e del Castello, voluto forse da Federico II come torre di vedetta sull'Adriatico denota un periodo di splendore intorno al XII e XIII sec. Nel 1847 con il passaggio a Termoli di Ferdinando II, fu concesso ai termolesi di costruire insediamenti anche al di fuori della cinta muraria.
















il Duomo



































il Castello























la strada più stretta d'Italia





Isole Tremiti

Le isole Tremiti (o Diomedee) sono un arcipelago dell'Adriatico, sito a 12 miglia nautiche a nord del promontorio del Gargano. Amministrativamente l'arcipelago costituisce un comune di circa 500 abitanti della provincia di Foggia che fa parte del Parco Nazionale del Gargano e dal 1989 una porzione del suo territorio costituisce la Riserva naturale marina Isole Tremiti. Pur essendo il più piccolo e il secondo meno popoloso comune della Puglia, è uno dei centri turistici più importanti dell'intera regione. L'arcipelago è composto dalle isole di San Nicola, sulla quale risiede la maggior parte della popolazione e si trovano i principali monumenti dell'arcipelago; San Domino, più grande, sulla quale sono insediate le principali strutture turistiche grazie alla presenza dell'unica spiaggia sabbiosa (Cala delle Arene); Capraia, disabitata, Pianosa, disabitata e distante una ventina di chilometri dalle altre isole; il Cretaccio, un grande scoglio a breve distanza da San Domino e San Nicola; la Vecchia, uno scoglio più piccolo del Cretaccio e vicino a questo.

Abitate già nel IV-III secolo a.C., le isole per secoli furono un luogo di confino. In epoca romana l'imperatore Augusto vi relegò la nipote Giulia; nel 780 Carlo Magno vi esiliò Paolo Diacono. La storia non è legata solo agli esiliati, ma soprattutto è legata alle vicende dell'abbazia di Santa Maria a Mare. Il primo centro religioso fu edificato nel IX secolo ad opera dei benedettini come dipendenza diretta dell'abbazia di Montecassino. Nell'XI secolo il complesso abbaziale raggiunse il massimo splendore, aumentando possedimenti e ricchezze. Dopo alterne vicende, l'abbazia fu soppressa nel 1783 da re Ferdinando IV di Napoli che istituì sull'arcipelago una colonia penale. Nel 1911 furono confinati alle Tremiti circa milletrecento libici che si opponevano all'occupazione coloniale italiana; anche in epoca fascista l'arcipelago continuò a essere luogo di confino, ospitando anche Sandro Pertini. L'autonomia comunale risale al 1932. Nel 1987 Mu'ammar Gheddafi, in virtù delle deportazioni di cittadini libici dichiarò che l'arcipelago era parte della Libia.

La leggenda vuole che nacquero per mano di Diomede, quando gettò in mare tre giganteschi massi portati con sé da Troia misteriosamente riemersi sotto forma di isole. Una variante di questo mito vuole che i tre massi fossero avanzati dal carico che l'eroe omerico aveva utilizzato per tracciare i confini del suo nuovo regno, la Daunia. Ma la leggenda afferma che anche la morte di Diomede sia avvenuta alle Tremiti. Nelle isole la popolazione parla una lingua napoletana (il dialetto ischitano), in quanto l'isola fu popolata da Ferdinando II nel 1843 con pescatori ischitani e da famiglie di mercanti del Regno delle due Sicilie che continuarono a parlare la lingua d'origine anche a distanza di tempo.




























































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Larino

Situata nel Basso Molise, a 26 km da Termoli, Larino è famosa per le numerose testimonianze delle epoche passate. L'anfiteatro e i mosaici romani, i palazzi, le ville nobiliari e le chiese, tra cui quella di S. Francesco, mostrano le tracce di una storia millenaria. Di forma ellittica, l'anfiteatro aveva quattro ingressi distribuiti sulle estremità dei due assi; alla parte superiore si accedeva mediante scalinate esterne a doppia ala. L'edificio mantenne la sua importanza anche nell'alto medioevo, quando venne trasformato in luogo di difesa dagli abitanti di Larino. Per un lungo periodo divenne fonte di materiale da costruzione, infatti alcuni blocchi di pietra sono ancora visibili in facciate di abitazioni e nel campanile della Concattedrale.

Gli abitanti di Larino, perseguitati nell'alto medioevo dalle orde saracene ed ungare, furono costretti a costruire un nuovo abitato in una zona meglio difendibile, ma non molto lontano dalla città romana. Qui fu costruita una nuova cattedrale dedicata all'Assunta e a San Pardo. È una chiesa in stile gotico-romanico consacrata nel 1319 su un edificio più antico. Tra le più belle del Molise, presenta un prospetto a coronamento orizzontale ed un portale gotico. È ornato da colonnine ad intreccio e nella lunetta ogivale vi è una rappresentazione del Cristo in croce fiancheggiato dalla Vergine e San Giovanni. In alto vi sono due bifore ed un gran rosone di tipo pugliese a tredici raggi. L'interno è a tre alte navate spartite da arcate ogivali poggiate su robusti pilastri con elaborati capitelli. Le pareti erano in origine coperte da affreschi del tardo Trecento e del pieno Quattrocento, dei quali restano alcuni brandelli rappresentanti Sant'Orsola e le compagne, San Michele Arcangelo e San Benedetto.

Il Palazzo Ducale, edificato tra il 1100 ed il 1200 per volontà dei ricchi normanni, fu usato come dimora delle famiglie che reggevano le sorti di Larino e come prigione. La sua collocazione era considerata strategica, in quanto era costruito tra la “Porta di Piano” e la “Porta da Basso” che fino alla metà dell'800 erano gli unici ingressi alla cittadina. Il Palazzo conservò la sua struttura di fortezza fino alla metà del 1600 e in esso vi erano due accessi. Entrambi portavano ad un cortile interno al quale si accedeva ad una cantina per la conserva del vino, e ad un piano nobile dove erano collocate diverse stanze affrescate. La caratteristica festa del patrono San Pardo si svolge dal 25 al 27 maggio, ed è considerata una delle più belle che si celebrano in Italia. La festa risale all'842 quando i larinesi sopravvissuti alla distruzione della città ad opera dei saraceni, decisero di recarsi a Lesina per recuperare le reliquie dei SS. Martiri, i fratelli Primiano, Firmiano e Casto. Durante le ricerche per le campagne trovarono il sepolcro che conteneva il corpo di San Pardo, vescovo di Lucera. L'urna venne collocata su un carro tirato da due buoi e ricoperta di fiori per essere riportata in paese dove giunse tra il tripudio della popolazione locale.
























Agnone

Agnone è un comune di poco oltre 5.000 abitanti della provincia di Isernia, tra i pochi che possa fregiarsi dell'onore di utilizzare sui suoi prodotti lo stemma pontificio. La sua fama è legata alla fabbrica di campane. Il Museo Internazionale della Campana sorge accanto all'antichissima Fonderia Pontificia Marinelli, che è l'azienda a conduzione familiare più antica d'Europa e seconda al mondo, fondata nell'anno 1000. Le Antiche Fonderie del Rame si trovano a pochi chilometri dal centro abitato, nella valle del Fiume Verrino: sono fonderie a funzionamento idromeccanico nelle quali si producevano dei semilavorati in rame che venivano poi inviati alle oltre 180 botteghe di ramai agnonesi.
















filmato

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Hotel Villa Fiorita-Giulianova

Una notte in un antico casale tra gli uliveti.



















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