Villa Taranto

Una passeggiata tra i fiori

Foto di Livio G. Rossetti e Anna Maria Bojeri
10 aprile 2016, una bella giornata di sole

I giardini botanici di Villa Taranto si trovano a Verbania, nella parte nordorientale del promontorio della Castagnola sulle rive occidentali del Lago Maggiore, tra le località di Pallanza e Intra. I giardini coprono un'area di 16 ettari ed ospitano decine di migliaia di piante e fiori. Sono visitati da oltre 150.000 persone all'anno e sono considerati il giardino più bello del mondo.
Fondatore dei giardini di Villa Taranto fu Neil Boyd Watson McEacharn, capitano di origine scozzese, appassionato di botanica e innamorato dell'Italia. Nel 1928 McEacharn arrivò in Italia con l'intento di mettersi alla ricerca di terreni adatti alla realizzazione di un grande giardino. Nel 1930 ebbe la possibilità di acquistare la proprietà La Crocetta, situata a Pallanza, sul promontorio della Castagnola, da Rosamund Marke Wood, marchesa di Sant'Elia e dama di Palazzo della Regina Elena. Lo scopo di questo acquisto era di trasformare questo terreno in uno dei più illustri complessi botanici del mondo. I lavori di trasformazione vennero effettuati dal 1931 al 1940, e McEacharn ribattezzò subito la vasta proprietà Villa Taranto, in onore di un suo antenato nominato duca di Taranto da Napoleone.

La villa, realizzata nel 1875, è ora sede della Prefettura della provincia del Verbano Cusio Ossola dal 1996. I giardini sono suddivisi in varie zone quali serre, giardini terrazzati, aiuole floreali, erbari. Le visite ai giardini sono libere e ogni pianta è corredata da un cartello che ne indica il nome. Nonostante i danni rilevanti dovuti, nel 2012, ad una tromba d'aria che ha distrutto molti alberi e piante floreali, la Villa e i giardini sono stati ripristinati a tempo di record e riaperti nel 2013.


Al termine della visita ai giardini, e dopo un avventuroso pranzo nell'annesso ristorante, ci siamo recati ad Intra per una breve passeggiata nel centro storico e presso il vecchio imbarcadero dove vi è ancora la tettoia presso la quale attraccavano i traghetti per Laveno e dove vi era anche la stazione del trenino che saliva sino a Premeno e sul quale, per alcuni anni, a partire dal 1953, ho percorso il tragitto Intra-Bureglio dove trascorrevo le vacanze estive: bei tempi!