Abbazia di Santa Giustina

Comune di Sezzādio (Alessandria)

Foto di Livio G. Rossetti e Anna Bojeri

Lunedė, 15 agosto, abbiamo pensato di trascorrere la festivitā nella pace delle nostre campagne dove si nascondono veri tesori artistici anche quando gli autori dei dipinti sono artigiani, a volte, sconosciuti di secoli addietro. Abbiamo scelto per la mattinata, una abbazia da noi sconosciuta, ubicata nel comune di Sezzādio, un comune di soli 1 300 abitanti. Č sito nella pianura alessandrina, alla destra del fiume Bormida, sul torrente Stanavazzo. Non č importante il paese, ma il vicino complesso di Santa Giustina.
Si pensa che Sezzādio abbia avuto origine tra il II ed il I secolo a.C., dopo la costruzione della via Aemilia Scauri, avvenuta nel 109 a.C., che correva da Piacenza ad Albenga passando per Tortona, Acqui Terme, Vado Ligure per giungere fino a Ventimiglia. Probabilmente vi era la necessitā di una stazione di posta in quel luogo dove sorse il primo nucleo di case, primitive e rudimentali. Intorno al 934, a Sezzadio, nacque Aleramo, capostipite dei Marchesi del Monferrato.

La chiesa parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Immacolata č opera dell'ingegnere Gualandi. Realizzata a partire dal 1900, la costruzione viene considerata una delle sue opere migliori in quanto pių consona alle tradizioni italiane. La semplice linearitā dell'interno nonché la proporzione tra i vari elementi esterni (facciata, cupola) la connotano come una delle migliori "fabbriche" del neogotico minore in Italia.
Il monumento pių importante di Sezzādio č certamente l'abbazia di Santa Giustina, fondata nel 722 per volontā del re dei Longobardi Liutprando. Ampliata nel 1033 dal marchese di Sezzādio, ObertoOtbertus marchio huius domus domini reparator et ornator” č scritto sul pavimento in tessere nere su fondo bianco), raggiunse il massimo splendore tra il XII e XIII secolo, rimanendo in possesso dei benedettini fino al 1474. La chiesa, dalla struttura romanica con elementi gotici, ha un'imponente facciata in cotto suddivisa da lesene e coronata da archetti pensili. L'interno č a tre navate concluse da absidi innestate sul transetto, con volte a crociera del XV secolo. Interessanti gli affreschi del XIV e XV secolo dell'abside e della volta e il mosaico pavimentale dell'XI secolo della cripta. Il presbiterio dell’abside centrale risulta notevolmente rialzato e ad esso si accede mediante una scalinata dalla navata maggiore. Le absidi sono ancora ricoperte da estesi affreschi tardogotici (prima metā del XV secolo). Nel catino absidale il Cristo Giudice č affiancato dalle scene raffiguranti gli eletti e i dannati. Nei registri sottostanti sono raffigurate scene mariane e cristologiche; i livelli sono separati da finte mensole raffigurate con effetto tridimensionale. Su un affresco un angelo annunciante č sormontato da eleganti architetture gotiche. Durante i restauri sono stati riportati alla luce degli affreschi che risalgono al X - XI secolo.

Acqui Terme

Foto di Anna Bojeri

Dopo la visita all'abbazia di Sezzādio, ci siamo recati nella vicina Acqui Terme, una piccola cittadina di circa 20 mila abitanti in provincia di Alessandria, ma famosa per le terme. Sorge nella zona sud-orientale dell'alto Monferrato, sulla sponda sinistra del fiume Bormida, che, dopo la confluenza dei due rami di Spigno e di Millesimo, si apre la strada verso la pianura, tra colline dolcemente ondulate. L'importanza della cittā crebbe con la costruzione nel 109 a.C. della via Aemilia Scauri, che univa Dertona a Vada Sabatia (le odierne Tortona e Vado Ligure), passando per Acqui e per il Passo di Cadibona. In etā imperiale questa via fu ridenominata via Julia Augusta: essa era tra i maggiori collegamenti terrestri e congiungeva la pianura padana, attraverso la Riviera di Ponente, con la Gallia Narbonense e la Spagna.
La cattedrale di Santa Maria Assunta fu costruita a partire dal X secolo. Si tratta di un edificio romanico con pianta a croce latina originariamente a tre navate, divenute cinque nel XVIII secolo. L'interno presenta decorazioni settecentesche ed ottocentesche.
Il primo appuntamento per chi arriva in cittā, č la visita a Piazza della "Bollente", sul lato del centralissimo corso Italia. Qui č posta un'edicola marmorea ottagonale, realizzata nel 1879, che circonda una fonte termale da cui sgorga acqua bollente e curativa: 560 litri al minuto a 74,5 °C di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica. La presenza di questa ricchezza ha fatto sorgere diversi stabilimenti termali come le Antiche Terme e le centrali Nuove Terme.