Le news di Veveri: anno 2018 - testi e foto di Livio G. Rossetti - Livio Rossetti su facebook

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24 febbraio, domenica: nel piazzale della chiesa alle ore 09,30 è entrato in funzione un ambulatorio mobile della Croce Rossa Italiana a disposizione dei veveresi per un controllo della salute. Al termine della messa è stato benedetto un defibrillatore, e il 23 marzo alle 09,30 si terrà un incontro presso l'oratorio che avrà come argomento le nozioni base sulle manovre salvavita con utilizzo del defibrillatore.

Il 19 febbraio è stato risistematp il piccolo parco di via Malvirà con la potatura delle siepi, degli alberi, il ripristino panchine con verniciatura delle medesime e della fontanella. Lunedì 25 febbraio è stata la volta del parco comunale di via Buslacchi grazie all'intervento dei cantieristi dei progetti sociali del Comune coordinati da ASSA. Anche in questo caso sono state ripristinate e ridipinte le diverse panchine e i cestini per rifiuti e potati gli alberi.

5 febbraio, alle ore 18 presso il centro "Ipazia" nel quartiere di Sant Agabio, si è tenuta una riunione organizzata dal Comune di Novara e da RFI per illustrare gli estremi del progetto delle barriere fonoassorbenti che dovrebbero coinvolgere anche abitazioni site lungo l'asse Novara-Domodossola, quindi residenti nel Quartiere Nord. I presenti hanno bocciato la soluzione proposta da RFI e che interesserà non solo gli abitanti della zona lungo la Novara-Domodossola ma anche quelli residenti presso la Milano-Torino dove Rfi intende intervenire per ridurre i decibel provocati dai convogli.
Nel caso della Novara-Domodossola tale intervento potrebbe essere inutile tenendo presente che è in atto il progetto (chiamato semplicemente del Baffetto) con il quale il traffico merci della «autostrada viaggiante» troverebbe un diverso percorso lungo una «gronda» a Nord della città che utilizzerà parzialmente il percorso dell'Alta velocità per sottopassare poi la TaV e l'autostrada nei pressi dell'isola ecologica lungo la Via delle Rosette che in tal caso sarà chiusa al traffico. Il "Corridoio ferroviario Reno-Alpi", che ha nel CIM novarese un nodo importante, in prospettiva vedrà aumentare considerevolmente il numero di treni in transito lungo la rete novarese da quando sarà attivo il nuovo tragitto del San Gottardo e di altre gallerie svizzere: parte del traffico sarà indirizzato verso Milano e una parte giungerà a Novara e quindi a Genova.
Le barriere sono previste per una lunghezza totale di diversi chilometri con manufatti che hanno una base in cemento alta due metri a partire dal livello della massicciata ferroviaria e un pannello metallico con lana di vetro fonoassorbente di altezza variabile da due metri fino a un massimo di circa 7,38 metri. Alle contestazioni dei presenti e del sindaco Canelli, l’ingegnere G. Tamburo di Rfi ha precisato che per legge RFI deve risolvere il problema del rumore e l’unica soluzione possibile sono le barriere fonoassorbenti illustrate.

23 gennaio 2019: quarantesimo anniversario della morte di Guido Rossa (nato a Cesiomaggiore, il 1º dicembre 1934 – morto a Genova, il 24 gennaio 1979), operaio e sindacalista, assassinato durante gli anni di piombo dalle Brigate Rosse. Operaio di origine veneta, visse per parecchi anni a Torino. Nel 1961 si trasferì a Genova dove andò a lavorare per l'Italsider di Genova-Cornigliano, venendo, l'anno seguente, eletto nel consiglio di fabbrica per la Fiom-Cgil.
Presso la macchinetta distributrice di caffè dello stabilimento Italsider di Genova spesso si ritrovavano dei volantini delle Brigate Rosse lasciati per scopi propagandistici. Rossa notò che l'operaio Francesco Berardi si trovava spesso nelle vicinanze del distributore. Il 25 ottobre 1978 gli operai trovano una copia dell'ultima risoluzione strategica brigatista e Rossa notò un sospetto rigonfiamento sotto la giacca di Berardi e segnalò alla vigilanza aziendale il fatto. Dopo un breve dibattito interno, l'armadietto di Berardi venne aperto ritrovandovi documenti brigatisti. Guido Rossa decise di denunciare l'uomo, mentre altri due delegati si rifiutano, lasciandolo solo. Berardi cercò inutilmente di fuggire ma venne fermato dalla vigilanza della fabbrica e venne consegnato ai carabinieri e arrestato. Guido Rossa manteene la denuncia e testimoniò al processo, nel quale Berardi venne condannato a quattro anni e mezzo di reclusione. Temendo una vendetta dei brigatisti, il sindacato offrì per alcuni mesi a Rossa una scorta, formata da operai volontari dell'Italsider, a cui lo stesso Rossa in seguito rinunciò.
Il 24 gennaio 1979 alle 6:35 del mattino, Guido Rossa uscì dalla sua casa per recarsi al lavoro con la sua Fiat 850. Ad attenderlo c'è un commando brigatista che gli sparano uccidendolo. È la prima volta che le Brigate Rosse decidono di colpire un sindacalista organico alla sinistra italiana e l'omicidio sarà seguito da una forte reazione da parte di partiti e sindacati e della società civile. Al funerale, cui parteciparono 250.000 persone, presenziò il Presidente della Repubblica Sandro Pertini in un'atmosfera molto tesa. La salma di Rossa venne infine tumulata presso il cimitero monumentale di Staglieno.
A Guido Rossa sono dedicati numerose vie e spazi pubblici in città italiane, tra cui proprio Veveri. Nel 2005 il regista Giuseppe Ferrara realizza una pellicola cinematografica sulla vita di Rossa e sul suo drammatico assassinio dal titolo "Guido che sfidò le Brigate Rosse". Il film è stato coprodotto dalla Rai ed è stato da essa trasmesso nel 2009.

12 gennaio 2019, quasi ultimata la demolizione della ex-EGO. Al momento rimane in piedi solo il blocco degli uffici che era posto subito dopo l'entrata dello stabilimento.

27 gennaio: Il giorno della memoria, 10 febbraio, Giorno del ricordo.

Immagini di Veveri viste dal satellite Landsat/Copernicus.

Altre immagini satellitari di Veveri.