Le news di Veveri: anno 2018 - testi e foto di Livio G. Rossetti - Livio Rossetti su facebook

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13 luglio: presso l'Ospedale di Borgomanero si è spento a 81 anni un veverese della vecchia generazione, un amico, un artista rinomato, Italo Stara. Era figlio di Teresio e Faostina Stara, fratello di Emilio, Tenente pilota scomparso tragicamente l'8 marzo del 1956. Era nato a Veveri nel 1938, tre anni dopo l'arrivo nella nostra comunità dei suoi genitori che avevano lasciato la provincia di Asti per condurre una vecchia trattoria ubicata in centro, presso il ponte che attraversava la Roggia Mora. Quella trattoria fu da Teresio denominata "Trattoria del giardino" e divenne il luogo di aggregazione più frequentato per oltre vent'anni sino al momento del passaggio della zona alla parrocchia, spazio sul quale sorgerà la nuova chiesa, mentre la famiglia Stara si trasferiva nei nuovi locali all'incrocio tra Via Verbano e Via per Cameri.
Italo, accanto al suo lavoro, aveva la passione della pittura che negli ultimi decenni lo ha visto protagonista in campo locale e nazionale sia come pittore, sia come scultore.
Avevo cominciato ad apprezzare la pittura di Italo quando frequentavo in piazza la barberia del caro amico "segapeli" Paulato: aveva esposto un grande e affascinante quadro, pieno di colori e di immagini fantastiche e, ogni volta che entravo per tagliare i capelli, fissavo a lungo quelle immagini che mi facevano sognare.
Nel giugno del 2008 mi chiese di fotografare una sua creazione in quel di San Nazzaro Sesia, opera denominata "Cristo degli incidentati", una scultura composta da pezzi di veicoli incidentati, parti "semplicemente", ma con una creatività notevole, saldate insieme per formare una croce di tragedie vissute quotidianamente sulle strade e chiamate "stragi", vite sacrificate e immolate sull'altare della pazzia e dell'imbecillità umana.
Nel Giugno del 2011, Italo mi invitò al museo della Civiltà contadina di Casalbeltrame in occasione di una sua mostra personale di sculture e dipinti. Le sculture, ottenute dando forme e contenuti diversi, partivano da oggetti comuni di altri tempi, vecchi oggetti della civiltà contadina, vecchie serrature, ecc., e ben si inquadravano nella vecchia stalla ristrutturata di quella che un tempo era una grande azienda agricola.
L'ultimo incontro con Italo fu nella primavera del 2015 quando, dovendo scrivere per la pubblicazione dei cento anni della parrocchia di Veveri la storia del nostro paese e dei suoi luoghi di aggregazione soprattutto dell'ultimo secolo, gli feci leggere le bozze del mio pezzo e lui fu prodigo di suggerimenti e notizie proprio della sua famiglia, accompagnandole da alcune vecchie foto della trattoria dove io vidi il 3 gennaio 1954 (non avevo ancora 7 anni) le prime trasmissioni televisive della RAI. Avevamo in quella occasione anche pensato di intitolare al fratello la rotonda di Via G. Rossa (quella che è ora in costruzione) e in pochi giorni lui mi fece un modellino del monumento che avremmo potuto inserire al centro ... Un sogno che oggi non sarà più possibile realizzare con la sua scomparsa.

23 aprile: Claudio Bressani nel sito di La Stampa pubblica una notizia "bomba" che, per correttezza, avrebbe dovuto essere condivisa prima almeno con i cittadini veveresi e con il Comitato di quartiere. Riporto quindi integralmente l'articolo apparso oggi dal titolo: "Sarà piantato un bosco a Veveri al posto di cinema e asilo nido. Sono cambiate le linee d’indirizzo dell’amministrazione comunale di Novara. L’assessore all’urbanistica: “Abbiamo eliminato ciò che non serviva”.
Niente più asilo nido né area per feste ed eventi, oltre alla rinuncia all’isola ecologica: al loro posto arriveranno alberi. Intanto l’idea della multisala cinematografica finisce in freezer in attesa che siano mutate le normative regionali che oggi non ne consentono la realizzazione, insieme alle altre opere che dovrebbe portarsi dietro: centro cottura e nuova sede del mercato ortofrutticolo all’ingrosso.
Cambiano gli indirizzi del Comune per il completamento del parco commerciale «Nov’aria» di Veveri, a un anno e mezzo dall’inaugurazione dell’Esselunga e degli altri esercizi che si sono insediati nel complesso. La variazione sembra però alleggerire notevolmente gli oneri a carico del soggetto attuatore Amteco in termini di ritorni per la città.
L’isola ecologica era stata cancellata già nel febbraio 2018: non serve più, si disse, dopo l’apertura di quella di via delle Rosette, tra l’altro molto vicina.
Nell’area che le era destinata si decise di spostare l’asilo nido, in origine previsto in un altro comparto, a nord dell’autostrada. Ora una delibera di giunta elimina anche l’asilo, sulla base di due considerazioni: anzitutto uno studio di un tecnico di fiducia di Amteco rileva che la sua realizzazione sarebbe incompatibile con la classificazione acustica individuata dal nuovo piano di zonizzazione approvato un anno fa; in secondo luogo il servizio istruzione ha valutato, elaborando le proiezioni sull’andamento della popolazione scolastica, che «non vi è necessità di prevedere nuove scuole materne e, per quanto concerne gli asili nido, non vi è nella parte nord della città e a Veveri una richiesta così forte da giustificare l’insediamento di una nuova struttura, che potrebbe invece essere collocata nella zona sud».
A nord dell’autostrada il piano particolareggiato originario, oltre all’asilo poi spostato, prevedeva un parco pubblico e un’area eventi attrezzata per manifestazioni e concerti. Anche questa viene soppressa perché «non si ritiene più attuale»: al suo posto è «preferibile la realizzazione di un bosco urbano, perseguendo in tal modo un obiettivo di rigenerazione ambientale».
«Abbiamo eliminato quello che non serviva - dice l’assessore all’urbanistica Elisabetta Franzoni - e l’abbiamo sostituito con quel che serve: più alberi. È un’esigenza reale della città, tanto più dopo il taglio di molte piante malate nel parco di San Nazzaro della Costa. Nascerà un polmone verde, un bosco urbano».
E l’asilo? «Doveva essere una struttura privata, gestita da loro. Anche in quell’area andranno nuovi alberi. Abbiamo preso questa decisione anche perché è necessario portare a termine il piano nel minor tempo possibile».
E la multisala? «Non ci mettiamo una pietra sopra. Adesso non è realizzabile, ma l’esigenza c’è sempre. Se in futuro la normativa regionale lo consentirà, potremo tornare a prevederla. Gli spazi ci sono».
Le immagini mostrano la zona interessata e il progetto che ora viene abbandonato.

Mercoledì 10 aprile, come annunciato, questa mattina, dopo i preliminari di misurazioni dei giorni scorsi, la ditta Cardani ha iniziato i lavori per la realizzazione dell'attesa rotonda tra via Guido Rossa e Via Verbano. A metà pomeriggio il sindaco Canelli, l'assessore Perugini e la responsabile del settore progettazione strade arch. E. Saglio hanno visionato la zona con il responsabile della ditta che eseguirà i lavori. I tempi di realizzazione sono fissati in tre mesi.

Il 3 aprile la ditta appaltatrice dei lavori per la nuova rotonda di Via Guido Rossa e i tecnici comunali si incontrano per predisporre l'inizio dei lavori che si ipotizza inizieranno verso il 10 di aprile, lavori che verranno completati dopo la chiusura delle scuole, cioè all'inizio dell'estate.

Tra la Via Pavesi e i limiti sud della proprietà AMTECO sono iniziati da alcune settimane i lavori di sistemazione idraulica della zona con la costruzione di manufatti atti a raccogliere le acque delle varie rogge lungo il perimetro dell'area e di bonifica dell'area sottoposta a fermo ad opera della forestale con l'asportazione di tutto il materiale di demolizione delle precedenti costruzioni. Il cartello che indica l'inizio lavori non precisa cosa sarà edificato successivamente, ma dovrebbe essere il mercato all'ingrosso della frutta e verdura stante che viene rinviata la costruzione del centro di cottura per le scuole novaresi e la multisala bocciata in Regione.
Nella zona ad est del centro OBI, dove si ipotizza la costruzione dell'asilo nido, tutto tace, non sono al momennto previsti lavori.

24 febbraio, domenica: nel piazzale della chiesa alle ore 09,30 è entrato in funzione un ambulatorio mobile della Croce Rossa Italiana a disposizione dei veveresi per un controllo della salute. Al termine della messa è stato benedetto un defibrillatore, e il 23 marzo alle 09,30 si terrà un incontro presso l'oratorio che avrà come argomento le nozioni base sulle manovre salvavita con utilizzo del defibrillatore.

Il 19 febbraio è stato risistematp il piccolo parco di via Malvirà con la potatura delle siepi, degli alberi, il ripristino panchine con verniciatura delle medesime e della fontanella. Lunedì 25 febbraio è stata la volta del parco comunale di via Buslacchi grazie all'intervento dei cantieristi dei progetti sociali del Comune coordinati da ASSA. Anche in questo caso sono state ripristinate e ridipinte le diverse panchine e i cestini per rifiuti e potati gli alberi.

5 febbraio, alle ore 18 presso il centro "Ipazia" nel quartiere di Sant Agabio, si è tenuta una riunione organizzata dal Comune di Novara e da RFI per illustrare gli estremi del progetto delle barriere fonoassorbenti che dovrebbero coinvolgere anche abitazioni site lungo l'asse Novara-Domodossola, quindi residenti nel Quartiere Nord. I presenti hanno bocciato la soluzione proposta da RFI e che interesserà non solo gli abitanti della zona lungo la Novara-Domodossola ma anche quelli residenti presso la Milano-Torino dove Rfi intende intervenire per ridurre i decibel provocati dai convogli.
Nel caso della Novara-Domodossola tale intervento potrebbe essere inutile tenendo presente che è in atto il progetto (chiamato semplicemente del Baffetto) con il quale il traffico merci della «autostrada viaggiante» troverebbe un diverso percorso lungo una «gronda» a Nord della città che utilizzerà parzialmente il percorso dell'Alta velocità per sottopassare poi la TaV e l'autostrada nei pressi dell'isola ecologica lungo la Via delle Rosette che in tal caso sarà chiusa al traffico. Il "Corridoio ferroviario Reno-Alpi", che ha nel CIM novarese un nodo importante, in prospettiva vedrà aumentare considerevolmente il numero di treni in transito lungo la rete novarese da quando sarà attivo il nuovo tragitto del San Gottardo e di altre gallerie svizzere: parte del traffico sarà indirizzato verso Milano e una parte giungerà a Novara e quindi a Genova.
Le barriere sono previste per una lunghezza totale di diversi chilometri con manufatti che hanno una base in cemento alta due metri a partire dal livello della massicciata ferroviaria e un pannello metallico con lana di vetro fonoassorbente di altezza variabile da due metri fino a un massimo di circa 7,38 metri. Alle contestazioni dei presenti e del sindaco Canelli, l’ingegnere G. Tamburo di Rfi ha precisato che per legge RFI deve risolvere il problema del rumore e l’unica soluzione possibile sono le barriere fonoassorbenti illustrate.

23 gennaio 2019: quarantesimo anniversario della morte di Guido Rossa (nato a Cesiomaggiore, il 1º dicembre 1934 – morto a Genova, il 24 gennaio 1979), operaio e sindacalista, assassinato durante gli anni di piombo dalle Brigate Rosse. Operaio di origine veneta, visse per parecchi anni a Torino. Nel 1961 si trasferì a Genova dove andò a lavorare per l'Italsider di Genova-Cornigliano, venendo, l'anno seguente, eletto nel consiglio di fabbrica per la Fiom-Cgil.
Presso la macchinetta distributrice di caffè dello stabilimento Italsider di Genova spesso si ritrovavano dei volantini delle Brigate Rosse lasciati per scopi propagandistici. Rossa notò che l'operaio Francesco Berardi si trovava spesso nelle vicinanze del distributore. Il 25 ottobre 1978 gli operai trovano una copia dell'ultima risoluzione strategica brigatista e Rossa notò un sospetto rigonfiamento sotto la giacca di Berardi e segnalò alla vigilanza aziendale il fatto. Dopo un breve dibattito interno, l'armadietto di Berardi venne aperto ritrovandovi documenti brigatisti. Guido Rossa decise di denunciare l'uomo, mentre altri due delegati si rifiutano, lasciandolo solo. Berardi cercò inutilmente di fuggire ma venne fermato dalla vigilanza della fabbrica e venne consegnato ai carabinieri e arrestato. Guido Rossa manteene la denuncia e testimoniò al processo, nel quale Berardi venne condannato a quattro anni e mezzo di reclusione. Temendo una vendetta dei brigatisti, il sindacato offrì per alcuni mesi a Rossa una scorta, formata da operai volontari dell'Italsider, a cui lo stesso Rossa in seguito rinunciò.
Il 24 gennaio 1979 alle 6:35 del mattino, Guido Rossa uscì dalla sua casa per recarsi al lavoro con la sua Fiat 850. Ad attenderlo c'è un commando brigatista che gli sparano uccidendolo. È la prima volta che le Brigate Rosse decidono di colpire un sindacalista organico alla sinistra italiana e l'omicidio sarà seguito da una forte reazione da parte di partiti e sindacati e della società civile. Al funerale, cui parteciparono 250.000 persone, presenziò il Presidente della Repubblica Sandro Pertini in un'atmosfera molto tesa. La salma di Rossa venne infine tumulata presso il cimitero monumentale di Staglieno.
A Guido Rossa sono dedicati numerose vie e spazi pubblici in città italiane, tra cui proprio Veveri. Nel 2005 il regista Giuseppe Ferrara realizza una pellicola cinematografica sulla vita di Rossa e sul suo drammatico assassinio dal titolo "Guido che sfidò le Brigate Rosse". Il film è stato coprodotto dalla Rai ed è stato da essa trasmesso nel 2009.

12 gennaio 2019, quasi ultimata la demolizione della ex-EGO. Al momento rimane in piedi solo il blocco degli uffici che era posto subito dopo l'entrata dello stabilimento.

27 gennaio: Il giorno della memoria, 10 febbraio, Giorno del ricordo.

Immagini di Veveri viste dal satellite Landsat/Copernicus.

Altre immagini satellitari di Veveri.