Nèive e dintorni

Nèive, Costigliole d'Asti e il suo Castello, Agliano Terme, Montegrosso d'Asti

Foto di Livio G. Rossetti e Anna Maria Bojeri
23 settembre 2016

Nèive

"Neive, con il suo incantevole centro storico, vale sicuramente una visita. L’impianto urbano medievale ancora ben evidente, le sue strade acciottolate, i suoi palazzi in cotto, i suoi edifici storici, hanno permesso a questo suggestivo borgo di ottenere una serie di riconoscimenti di grande prestigio. A tutto ciò si unisce una grande varietà di enoteche e vinerie, che fanno di Neive uno dei centri dell’eccellenza vinicola della Langa albese."
Così recita uno dei tanti siti che illustrano le bellezze del piccolo borgo. A noi sono parse esagerate, soprattutto se paragonate a quelle di tanti altri centri meglio conservati di Neive, ad esempio Castiglione della Pescaia. A noi è parso assai negativo il fatto che in quelle stradine e piccole piazze si permetta di circolare e posteggiare a così tante auto! Si scrive che "il cuore del borgo è rappresentato da Piazza Italia, quasi un salotto settecentesco nel quale si affacciano soprattutto le sedi amministrative del paese" ma in realtà la "piazza" è talmente piccola che le auto posteggiate, comprese tre del comune, riducono lo spazio di passeggio appena sufficiente a passare un'auto alla volta e al massimo due pedoni.
Quanto poi alla parte estetica delle case, guasta vedere intonaci moderni e colori vivaci difficilmente richiamanti il periodo medievale. Se si citano "edifici storici", esempio la Cappella di San Rocco o le sale del nuovo castello, e si trova tutto chiuso, tanto vale non parlarne. Sarà famoso per le locande, enoteche e trattorie, ma i prezzi così elevati sono più adatti ai facoltosi stranieri, gli unici visitatori incontrati il 23 settembre nelle stradine del borgo, che a noi semplici visitatori nostrani.

Siamo rimasti sconcertati anche visitando la chiesa dell'Arciconfraternita di San Michele, descritta in questo modo: "Essa si caratterizza per la forte spinta ascensionale della facciata in cotto di gusto barocco, resa più evidente della cupola e del campanile; l'interno, a croce greca, si connota per la sua elegante semplicità neo classica. Notevole, all'interno, l'organo collocato in tribuna, attribuibile all'organaro svizzero Caspar Langenstein (1630)." L'interno è invece ormai una paccottiglia di finte icone russe (sono moderne raffigurazioni su carta) che nascondono anche l'altare cattolico, sia pure senza pretese, pur indicato (il rito cattolico) come primario, mentre quello ortodosso come ospite!
Appena all’esterno del nucleo abitato, nascosti dalle vigne, vi sono i resti della chiesa del Priorato di S. Maria del Piano, datata XI sec. Rimanono solo il campanile romanico a pianta quadrata e la sacrestia, trasformata in cappella.

Insomma, completa delusione tanto da spingerci ad uscire dopo solo un'oretta dal paesetto ed andare a Costigliole d'Asti.



























































































Costigliole d'Asti e il suo castello

Costigliole d'Asti è un piccolo comune di soli 6 mila abitanti della provincia di Asti, tra Monferrato e Langhe. Il toponimo deriva forse da Corte Costeliolae e si presume debba il nome alla sua posizione, su una costa, e alla presenza di molti tigli. Costigliole è famosa per il castello dei conti Verasis-Asinari, a pianta quadrata con quattro torri angolari e circondato da un ampio parco. Oggi ha l’aspetto di una dimora settecentesca ma la sua storia è millenaria.
Nel 1775 si festeggiò il re Vittorio Amedeo III che visitò il castello. Nel luglio 1854 vi giunse, sposa di Francesco Verasis, la Contessa di Castiglione, ambasciatrice di Cavour alla corte di Napoleone III. Di proprietà in parte privata ed in parte del Comune, al piano terra dal 1997 si trova la sede dell’Icif, Italian Culinary Institute for Foreigners, dove cuochi da tutto il mondo apprendono i segreti dell’enogastronomia italiana.
L’economia di Costigliole è legata alla terra ed in particolare alla zona collinare, caratterizzata da marne, argille e sabbie, quasi totalmente destinata alla viticoltura. Infatti Costigliole d’Asti è il comune piemontese con il maggior numero di ettari coltivati a vite. Sul territorio operano circa settecento aziende vitivinicole che commercializzano i loro prodotti in tutta Italia e in molti Paesi stranieri. Punto d’incontro e promozione è la “Cantina dei Vini – Enoteca del Barbera” situata nell’ottocentesco palazzo comunale che raggruppa una quarantina di produttori, costigliolesi e non, e propone una qualificata selezione di grappe, prodotti tipici locali e vini, in particolare Barbera.














































Agliano Terme, Montegrosso d'Asti

Lungo il percorso per tornare ad Asti e, quindi, a Novara, ci siamo fermati per pochi minuti in due altre località, Agliano Terme e Montegrosso d'Asti, per poter scattare poche altre foto.