9 novembre 2009: venti anni fa cadeva il Muro di Berlino

Alle 15 di oggi, lunedì 9 novembre 2009, dal ponte della "Bornholmer Strasse", dal quale i Tedeschi della Germania Est iniziarono a sciamare verso Berlino Ovest, avranno inizio le celebrazioni del ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino: le autorità convenute attraverseranno il ponte fermandosi a metà. Poi i capi di Stato e di governo si sposteranno davanti alla Porta di Brandeburgo, per assistere al concerto della Staatkapelle di Berlino e attraversare la Porta di Brandeburgo. Alle 20 circa Lech Walesa e l'ex primo ministro ungherese Miklos Nemeth innescheranno la caduta a catena di blocchi di materiale plastico dipinti e che ricordano il muro, come un lungo domino di 1,5 Km.

Il Muro di Berlino (Berliner Mauer), era una barriera in cemento alta circa tre metri e mezzo che separava Berlino Ovest da Berlino Est e dal resto della Repubblica Democratica Tedesca. Il muro ha diviso in due la città per 28 anni, dalla sua costruzione, iniziata il 13 agosto del 1961, fino al suo smantellamento. Durante questi anni furono uccise dalle guardie comuniste almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro verso Berlino Ovest. Era considerato un simbolo della Cortina di ferro. Era il segno visibile della divisione del Mondo in Ovest ed Est. Il 9 novembre 1989, dopo settimane di manifestazioni e proteste, il Governo della Germania Est annunciò che le visite a Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo l'annuncio dato erroneamente prima dello stabilito, una folla di cittadini dell'Est si arrampicò sul muro e lo superò, per raggiungere i settori occidentali. Poi poco alla volta iniziò la demolizione del muro. La caduta del muro di Berlino determinò la riunificazione tedesca che fu conclusa il 3 ottobre 1990.

Dopo la fine della guerra e l'occupazione del suolo tedesco e la divisione di Berlino in quattro settori, ai cittadini di Berlino era permesso di circolare liberamente tra tutti i settori, ma con l'inizio della Guerra Fredda i movimenti vennero limitati; il confine fu chiuso nel 1952. Circa 2,5 milioni di tedeschi passarono ad ovest tra il 1949 e il 1961. Per fermare tale fuga iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali, nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961. Inizialmente fu steso il filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono ad essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a formare il muro, lungo più di 155 km.

Dopo la costruzione iniziale, venne regolarmente modificato. Nel giugno 1962 venne costruito un secondo muro destinato a rendere più difficile la fuga creando la cosiddetta "striscia della morte". Nel 1965 si diede inizio alla costruzione un nuovo muro che avrebbe soppiantato i precedenti. Era composto da lastre di cemento armato collegate da montanti di acciaio e coperti da un tubo di cemento. Il "muro di quarta generazione", iniziato nel 1975, era in cemento armato rinforzato, alto 3,6 metri. A partire dal 1975 il confine era anche protetto nella "striscia della morte" da recinzioni, trincee anticarro, oltre 300 torri di guardia con cecchini armati, trenta bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 km. Inizialmente, c'era solo un punto di attraversamento per gli stranieri e i turisti, in Friedrichstrasse, il checkpoint Charlie, quello rimasto più famoso, tra i 13 aperti negli anni.

Molti furono i tentativi di fuga tra i cittadini dell'Est ma anche tra i soldati addetti allo stesso Muro di Berlino: famosa è la foto del giovane Conrad Schumann che salta sopra il filo spinato alla Bernauer Straße.

Il Muro ebbe un forte impatto emotivo, sociale politico e culturale, non solo sui cittadini di Berlino o della Germania, ma anche nel resto del mondo. Al momento della sua erezione il muro separò, famiglie e amicizie. Kennedy visitò Berlino il 15 giugno 1963 e presso il muro tenne un discorso pubblico che sarebbe divenuto uno dei più famosi della sua storia.

La storia della caduta del muro è cominciata il 23 agosto 1989, quando l'Ungheria rimosse le sue restrizioni al confine con l'Austria e a partire dall'11 settembre più di 13.000 tedeschi scapparono verso l'Occidente attraverso l'Ungheria, assediando le ambasciate tedesco-occidentali a Budapest e Praga. Dopo giorni di attesae i profughi ottennero di giungere in Occidente, ma con l'obbligo di riattraversare la frontiera tedesco-orientale, scelta che si rivelò un boomerang per l'immagine della Germania comunista. Le dimostrazioni di massa contro il governo iniziarono al passaggio dei primi treni provenienti dall'Ungheria e dalla Cecoslovacchia, nell'autunno del 1989. Il leader della DDR Erich Honecker si dimise il 18 ottobre e venne sostituito da Egon Krenz. Il nuovo governo decise di concedere ai cittadini dell’Est permessi per viaggiare nella Germania dell’Ovest. Günter Schabowski, il ministro della Propaganda della DDR, ebbe il compito di dare la notizia; il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa, gli fu recapitata la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima, esso avrebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi. Alle 18,53 il corrispondente Ansa da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un'idea precisa, azzardò: "Per quanto ne so immediatamente".

Decine di migliaia di berlinesi avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i checkpoint e chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla. Furono costrette ad aprire i checkpoint e, visto il gran numero di berlinesi, nessun controllo sull’identità fu eseguito. Il 9 novembre è quindi considerata la data della caduta del Muro. Nei giorni e settimane successive molte persone accorsero al muro per abbatterlo e staccarne dei souvenir.

L'abbattimento del Muro di Berlino fu iniziato il 13 giugno 1990 nella Bernauer Straße da 300 guardie di frontiera della DDR. A novembre dello stesso anno l'intero muro all'interno della città era stato abbattuto ad eccezione di 6 punti che furono mantenuti come monumento.
Il parlamento italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre "Giorno della libertà", quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.