Oratorio della Santissima Trinità di Momo

Domenica 4 settembre 2016
Foto di Livio G. Rossetti e Anna Maria Bojeri

L'Oratorio della Santissima Trinità è situato poco fuori dall'abitato di Momo, lungo la strada, in direzione Borgomanero. Pur essendo una costruzione piccola e rustica, custodisce al suo interno un vasto ciclo di affreschi risalenti al XV e XVI secolo, omogenei per stile e attribuibili alla bottega novarese dei fratelli Cagnola. La piccola chiesa è posta lungo quello che era l'antico tracciato della via Francisca, o via Francigena, vale a dire un cammino proveniente dai valichi alpini dell'Ossola che confluiva verso le direttrici delle grandi mete del pellegrinaggio. Il luogo sul quale essa fu edificata era sacro già in epoca celtica, come testimoniano i reperti archeologici venuti alla luce nel corso dei lavori di restauro iniziati nel 1982.

L'oratorio vanta una storia che risale verosimilmente all'XI secolo, quando, con l'espansione dei Cluniacensi in Italia settentrionale, si era diffuso il culto della SS. Trinità. A quel tempo l'edificio religioso era formato da una semplice cappella per la sosta dei viandanti. Risalgono a quel periodo l'abside romanica ed il basamento della torre campanaria. Nei due secoli successivi l'edificio fu ampliato e quasi totalmente ricostruito assumendo la funzione di chiesa. Agli inizi del XV secolo la navata della chiesa fu modificata con la costruzione di due archi a sesto acuto che la dividevano in tre campate e che fungevano da sostegno della copertura.

Seguirono poi altri interventi all'inizio del XVI secolo quando l'antica abside venne inglobata in una cappella esterna, appoggiata alla chiesa per proteggere l'affresco della Madonna del Presepe, dipinta nel XV secolo sulla parete esterna dell'abside e divenuta subito un'immagine cara alla devozione popolare; sempre in quel periodo il corpo della chiesa fu prolungato di una campata occupando il precedente vestibolo attraverso cui si accedeva alla chiesa.

Per effetto dei vari lavori, la chiesa presenta oggi una pianta rettangolare a navata unica, suddivisa in quattro campate che conducono all'abside culminante nel catino in muratura. Le strutture lignee che reggono la copertura poggiano su quattro archi, due a sesto acuto e due a tutto sesto. La facciata ha una semplice forma a capanna ed è preceduta da un portichetto retto da due pilastri. Molto essenziale è anche l'aspetto della torre campanaria che fu ristrutturata nel Cinquecento, ottenendone alla sua base un vano adibito a sacrestia.

Gli affreschi che ornano tutte le pareti della chiesa costituiscono una importante documentazione dell'arte novarese tra la fine del XV secolo ed i primi decenni del secolo successivo; un'arte ancora legata al linguaggio tardo gotico, e dunque un'arte minore rispetto ai grandi maestri dell'epoca, ma non priva di punti di contatto con essi.
Gli affreschi sulle pareti esterne, databili all'ultimo decennio del XV secolo, danno vita ad una serie di immagini care alla devozione popolare: vi è l'immagine della Madonna del Presepe, poi le immagini di San Grato benedicente, di Sant'Antonio Abate, di San Giulio d'Orta, la Pietà ed un gigantesco San Cristoforo, motivo di conforto che appariva in lontananza ai viandanti.

Le pareti interne dell'oratorio sono interamente affrescate: le immagini presenti formano una straordinaria moltitudine di icone ispirate dalle Scritture. Restituite in gran parte ai colori originali dopo il restauro avvenuto tra il 1995 ed il 1999; solo i riquadri posti in basso, a causa dell'umidità del terreno, sono rimasti gravemente danneggiati. I vari cicli affrescati avevano un valore didascalico e pedagogico per un popolo di analfabeti, perciò le immagine sacre, affiancate tra loro, formavano una Bibbia per i poveri straordinariamente ricca ed avente come punti focali la Trinità, la Vita di Cristo che si sviluppa in ben 30 riquadri lungo le pareti laterali della chiesa, ed il Giudizio Universale che occupa il primo arco e un riquadro (Inferno) sulla parete nord della seconda campata.
Nei vari riquadri vi sono anche rappresentate scene della vita di Cristo che non derivano dai vangeli canonici, ma sono prese dai Vangeli apocrifi che narrano l'infanzia di Gesù. Vi è poi un riquadro – sulla parete nord della campata presbiteriale – che sfida anche la decifrazione degli esperti: vi si osserva Gesù che predica ad un gruppo di donne, tra le quali è posta in primo piano una giovane dai lunghi capelli biondi, con una elegante veste damascata, confortata dall'attenzione di una santa, mentre due giovani eleganti assistono a quanto sta accadendo; la scena è stata dubitativamente interpretata come la Conversione della Maddalena o come la predica di Gesù alle Offerenti.








San Cristoforo e la Pietà



Abside con Arco trionfale e SS Trinità

i 12 Apostoli sotto la mandorla della Trinità



Assunzione della Vergine




Sant'Apollonia

Madonna di Loreto

Giudizio Universale

arco con il Giudizio Universale

Cristo circondato dai Santi


la Deesis, Cristo in Maestà tra la Madonna e San Giovanni Battista

due Angeli, suonano le trombe e portano i simboli della Passione

l'Arcangelo Michele pesa le Anime

l'Inferno

i dannati all'Inferno



Calderone dei dannati


Limbo dei bambini

Limbo dei bambini

Limbo degli adulti

Deposizione, Crocifissione, Inferno

Deposizione


Crocifissione

Cristo deriso


Cristo davanti a Pilato


Cristo davanti ad Anna


Cristo flagellato


Cristo flagellato

Cristo deriso

bacio di Giuda


Gesù tra i Dottori

Gesù, bimbo, fa risorgere un compagno di giochi

Gesù, bimbo, ridà la vista ad un cieco

Cena in casa di Simone

la Conversione della Maddalena?


Battesimo di Gesù

Resurrezione di Lazzaro

Ingresso in Gerusalemme

Apostoli

Apostoli


le Sette opere di Misericordia



Angelo annunziante

Arco Trionfale: Dio Padre invia lo Spirito Santo

Vergine annunziata


Trinità all'interno di una mandorla di luce sorretta dagli Angeli



il Trono di Grazia


Angelo che sorregge la mandorla

gli Apostoli


Presentazione al Tempio



Fuga in Egitto


Annunzio ai pastori


Visitazione e Nascita di Gesù



Cristo nell'orto degli Ulivi

Ultima cena

Bacio di Giuda

Lavanda dei piedi


donne al Sepolcro, Cristo risorto con la Madre

I discepoli di Emmaus

Cena in Emmaus


Madonna col Bambino







Madonna del Presepe

Altre sorprese iconografiche - espresse in modi ingenui e grotteschi - si trovano nella raffigurazione del Giudizio Universale, con la presenza di un doppio limbo e con il curioso calderone dei dannati. Il racconto pittorico della vita di Gesù è rustico e genuinamente popolare, e raffigura emotivamente i protagonisti del racconto evangelico, quasi che lo spettatore assistesse ad una delle sacre rappresentazioni di paese, a quel tempo assai diffuse in Piemonte.

In merito ai pittori che hanno realizzato i cicli affrescati all'interno di questo oratorio, è uniforme da parte della critica la loro attribuzione alla bottega dei Cagnola, molto attiva nel novarese tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Si ipotizza che Tommaso Cagnola, il capo bottega, si sia limitato ad un lavoro di impostazione e supervisione del progetto, mentre l'esecuzione debba attribuirsi ai figli Giovanni e soprattutto Francesco; più controversa è la partecipazione del terzo e relativamente più famoso fratello, Sperindio Cagnola, divenuto allievo e poi aiuto di Gaudenzio Ferrari. È verosimile che il suo intervento debba essere circoscritto alla Madonna di Loreto sul fronte del timpano del primo arco ed alla Assunzione della Vergine sulla parete nord della prima campata.