Lucca e Firenze

Breve gita di due giorni

31 dicembre 2017-1 gennaio 2018
Foto di Livio G. Rossetti

Gita organizzata dall'agenzia "Tu mi fai girar..." di Cossato: due pullman strapieni di biellesi raggiunti sul ring di Vercelli da quattro trecatese e dal sottoscritto, novarese. Con noi l'accompagnatrice Chiara, sempre attenta alle nostre necessità durante tutta la gita. L'appuntamento a Vercelli alle ore 07,00 dell'ultimo dell'anno e partenza per la Liguria lungo la Gravellona-Voltri. Giornata fredda, coperta e piovigginosa. Sosta ad Ovada per un caffè e proseguimento sino a La Spezia, Massa Carrara, Torre Lago Puccini poi, lungo la Firenze Mare, a Lucca, prima meta della gita.

Il bus ci scarica lungo Viale Regina Margherita, presso la Porta San Pietro, vicino alla stazione ferroviaria di Lucca. Qui incontriamo la guida locale: giovane, carina, calma, preparata e disponibile.
L’architettura di Porta San Pietro è la più imponente fra gli accessi della città; la porta si trova fra il baluardo di Santa Maria e quello di San Colombano e costituiva l’accesso meridionale collegato alla via per Pisa. La facciata esterna è caratterizzata dall’ampio loggiato superiore su pilastri, con nicchie e timpano centrale con al centro uno scudo con lo stemma di San Pietro e il motto della Repubblica di Lucca: Libertas. I due leoni in pietra calcarea provengono dalla porta medievale. Le gallerie interne dei tre fornici, sostenute da potenti pilastri in bugnato, sono particolarmente eleganti. L’edificio prende nome dall’antica basilica di origine paleocristiana di San Pietro Maggiore, abbattuta nel 1513 per fare posto alla “tagliata”. La porta fu realizzata da Alessandro Resta fra 1565 e 1566 nell’ambito del progetto che determinò l’avanzamento della linea difensiva, rispetto a quella rettilinea delle mura medievali che correvano in corso Garibaldi. L’edificio conserva ancora i portoni di legno rivestiti con piastre di ferro e la saracinesca, tuttavia la struttura ha subito numerosi adattamenti nell’Ottocento fra cui l’apertura dei fornici laterali nella facciata interna per rendere indipendenti gli accessi pedonali. Porta San Pietro rappresentava anticamente l’unico punto di accesso alla città per i forestieri.

Prima tappa, la vicina Piazza Napoleone (disponbili in zona i WC). Piazza Napoleone, comunemente indicata come Piazza Grande, è la principale piazza di Lucca. In questa zona fu costruita la vastissima Fortezza Augusta, residenza di Castruccio Castracani dove si trovava anche il suo palazzo costruito pare su disegno di Giotto. L'enorme complesso, che copriva circa un quinto della città, venne distrutto a furor di popolo nel 1370. Successivamente i resti dell'Augusta furono restaurati da Paolo Guinigi per realizzare una nuova opera difensiva. Il nuovo complesso fu chiamato Cittadella di Lucca, ma anch'esso venne parzialmente distrutto dopo la caduta del signore di Lucca nel 1429. Infine sulle ceneri della Cittadella fu innalzata la struttura del Palazzo Ducale, tuttora presente.
La piazza nacque nel 1806 durante la dominazione napoleonica del Principato di Lucca da parte di Elisa Bonaparte Baciocchi (a partire dal 1805 fino al 1815), sorella dell'imperatore Napoleone. La piazza si sviluppò spianando le abitazioni, le poste, i magazzini del sale e la chiesa di San Pietro Maggiore che si trovavano in quel luogo: l'idea era quella di dare maggior respiro al Palazzo Ducale e di porre un'enorme statua di Napoleone al centro della piazza. Il progetto sfumò nel 1815 con il Congresso di Vienna, quando il Principato fu trasformato in Ducato e fu affidato al comando di Maria Luisa di Borbone-Spagna (dal 1815 al 1824) che fece ristrutturare i locali del Palazzo Ducale e pose al centro della piazza un monumento in onore di se stessa (1843). Il Palazzo Ducale, anche detto "Palazzo Pubblico", occupa tutto il lato ovest della piazza. Esso è attualmente sede della Provincia di Lucca. Il palazzo, di ampie dimensioni, deve il suo aspetto odierno alla ristrutturazione di Bartolomeo Ammannati del 1578, nella parte sinistra fino al portone centrale, compresa la loggia; l'ala destra venne aggiunta solo nel 1728 da Francesco Pini, allievo di Filippo Juvara, che si riallacciò all'architettura precedente sottolineando ancora di più il carattere monumentale dell'edificio.



A breve distanza i primi due monumenti da visitare. Naturalmente la guida ci illustra gli esterni della chiesa dei Ss. Giovanni e Reparata e del Duomo di S. Martino. La visita interna è individuale e, per me, sarà poi fatta di pomeriggio.
La chiesa dei Santi Giovanni e Reparata fu prima sede dei vescovi della diocesi e, quando la dignità di cattedrale agli inizi dell'VIII secolo venne trasferita in San Martino, le rimase il diritto al fonte battesimale, e ciò rese sempre strettissimo il rapporto tra i due edifici sacri. Agli inizi dell'Ottocento la chiesa venne requisita dal governo napoleonico, privata degli arredi e destinata ad accogliere gli archivi dell'antica Repubblica. Nel 1828 fu riaperta al culto, ma in una situazione assai mutata. L'impianto attuale risale per buona parte alla ricostruzione della seconda metà del XII secolo, ma le sue origini sono assai più antiche.

La chiesa di Santa Reparata, con l'adiacente Battistero dedicato a San Giovanni, venne edificata nel IV secolo come Cattedrale della città di Lucca su un'area di insediamento romano. Attorno al VI secolo il complesso assunse una funzione cimiteriale ma nell'VIII secolo la chiesa era di nuovo funzionante. Nel IX secolo venne aperta una cripta dove furono deposte le reliquie di San Pantaleone. Tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo furono eseguiti nuovi interventi. Le tracce di queste vicende sono oggi leggibili nel percorso archeologico sotto il piano dell'attuale basilica, che nel XII secolo si sostituì al vecchio impianto. La facciata dell'attuale edificio conserva l'originario portale romanico della seconda metà del XII secolo con i due telamoni nella lunetta, dove i due uomini, piegati, sono come schiacciati dal peso del peccato.
Il Battistero e la chiesa dei Santi Giovanni e Reparata si qualificano per la presenza di una vasta area archeologica aperta al pubblico nella primavera del 1992 dopo un'importante campagna di scavo, iniziata nel 1969, che ha portato alla luce il primitivo impianto della basilica paleocristiana del IV-V secolo e dell'adiacente battistero coevo. Per quanto riguarda la zona sottostante la basilica romanica, gli scavi hanno reso visibili resti della prima Cattedrale di Lucca dedicata a Santa Reparata, che presenta la stessa pianta e le medesime dimensioni della chiesa superiore e che era rivestita da una pavimentazione a mosaico di cui restano frammenti.
Nella zona del Battistero, gli scavi hanno recuperato cinque diversi livelli di stratificazione che corrispondono a dodici secoli di storia della città. Qui i resti più antichi consistono nel frammento di pavimentazione appartenente a una domus romana del I secolo a. C.. Il secondo Battistero venne costruito in epoca altomedievale in forma quadrata. Nel XII secolo, sfruttando le fondazioni della basilica paleocristiana vennero eretti la chiesa e il battistero superiori. Di quest'ultimo rimangono il fonte quadrato per immersione rivestito di piastrelle di marmo in vari colori. La cupola ottagonale su base quadrata, che potrebbe avere ispirato il Brunelleschi per la tecnica costruttiva di grande innovazione, risale al 1393.

La cattedrale di San Martino è il duomo di Lucca e fu fondato da San Frediano nel VI secolo, poi riedificato dal vescovo Anselmo da Baggio nel 1060 ed infine fu rimaneggiato tra il XII e il XIII secolo. Il sito della cattedrale, come in altre città di antica origine, si colloca ai limiti della città romana. Non si hanno notizie certe sulla primitiva costruzione, ma si è pensato a un possibile complesso episcopale costituito da una serie di costruzioni e chiese raggruppate con funzioni differenziate. Nell'area dell'attuale piazza San Martino si affacciavano il battistero, la chiesa oggi dei Santi Giovanni e Reparata e probabilmente la chiesa che occupava il sito della odierna cattedrale la chiesa oggi distrutta di San Salvatore in Pulìa.
San Martino ricevette il titolo di chiesa cattedrale nell'VIII secolo, a scapito della chiesa di Santa Reparata. Lo spostamento avvenne per sottolineare la fine del dominio longobardo e l'avvento dei conti carolingi, in stretta collaborazione con il papato. Segno di questo cambiamento fu la traslazione nel 780, ad opera del vescovo Giovanni I, delle reliquie di San Regolo dalla ormai spopolata città di Populonia. La cattedrale fu completamente ricostruita a partire dal 1060 e fu consacrata nel 1070 da Anselmo da Baggio che, all'epoca, era già papa Alessandro II, ma aveva mantenuto il titolo di vescovo di Lucca, anche perché impegnato nello scontro con l'antipapa Onorio II.
La chiesa, in stile romanico, aveva un corpo basilicale a cinque navate, sorrette da colonne sormontate da matronei. Verso il 1200 iniziava la costruzione della facciata con un nuovo portico. Ciò avvenne ad opera di Guidetto da Como, scultore ed architetto, già impegnato nel cantiere della cattedrale di Pisa, che nella facciata del San Martino si raffigura con in mano una pergamena che reca la data 1204. Il cantiere portò alla nascita del cosiddetto Secondo stile del romanico lucchese, fortemente influenzato dal più innovativo romanico pisano, ma che accentua ulteriormente la complessità e l'intrico della decorazione a colonnette. Tra il 1372 e il 1390 furono rifatte molte parti interne del duomo, rinzorzando i pilastri e parte del transetto e dell'abside.
All'attuale facciata, orientata verso ovest, è addossato il portico-nartece aperto sulla piazza da tre grandi arcate asimmetriche di cui una più stretta per la vicinanza del preesistente campanile. Guidetto e i suoi collaboratori misero in opera bassorilievi con martirio di san Regolo raffigurato nella lunetta posta sopra l'ingresso della navata destra, un ciclo dei mesi e storie di San Martino; nella lunetta e nell'architrave dell'ingresso alla navata sinistra fu infine collocata la straordinaria Deposizione di Nicola Pisano, una delle opere più all'avanguardia del tempo (1260 circa). Il porticato era spesso occupato da banchi di cambiavalute che trafficavano coi numerosi pellegrini che passavano da Lucca, una delle principali tappe sul percorso della Via Francigena. Su una delle pietre del pilastro addossato alla base del campanile si trova scolpito un labirinto affiancato da un'iscrizione che ricorda il mito di Teseo e Arianna. Molte ipotesi sono state fatte su questo misterioso labirinto, forse simbolicamente esso rappresenta la strada che i pellegrini dovevano percorrere per raggiungere la salvezza della propria anima. Alla destra della facciata si eleva la torre campanaria a base quadrangolare, che si apre verso l'esterno con cinque ordini di polifore (dal basso, rispettivamente monofore, bifore, trifore e due piani con quadrifore); il coronamento superiore è costituito da merli ghibellini.



L'interno della cattedrale è a croce latina divisa in tre navate con le due laterali sormontate da falsi matronei con trifore gotiche e la centrale terminante con un'abside semicircolare interamente occupata dal presbiterio. Il transetto è a sua volta suddiviso in due navate, ma è privo di matronei. L'aspetto dell'interno è caratterizzato da un marcato verticalismo. Queste forme gotiche, pur moderate dall'uso degli archi a tutto sesto, fanno dell'interno della cattedrale di Lucca un esempio abbastanza raro nell'architettura italiana.
Nella cattedrale è custodita la Madonna in trono col Bambino e santi, opera di Domenico Ghirlandaio, che la dipinse intorno al 1479, e l’Ultima Cena del Tintoretto. Nella terza campata della navata laterale di sinistra, si trova il Tempietto del Volto Santo, opera di Matteo Civitali, una edicola realizzata nel 1482-1484 a pianta ottagonale. All'interno è custodito il Volto Santo, cioè il crocifisso ligneo che la tradizione vuole realizzato dal fariseo Nicodemo ad immagine di Gesù. L'ingresso trionfante del Volto Santo a Lucca avvenne nel 742. L'immagine del Volto Santo, ornata da numerosi gioielli d'oro conservati nel museo del duomo, è al centro delle celebrazioni per il 14 settembre, giorno della Santa Croce con una imponente fiaccolata che parte da San Frediano. In un locale presso la sacrestia si trova il monumento funebre a Ilaria del Carretto, moglie di Paolo Guinigi, realizzato dallo scultore Jacopo della Quercia tra il 1406 ed il 1408. Altro pezzo di raro pregio, presente all’interno del Duomo di Lucca, è l’organo a Canne Mascioni.

Colonia latina dal 180 a.C., Lucca contiene ancora intatte tante delle caratteristiche tipiche dei tempi lontani. L'anfiteatro, che conserva ancora la sua caratteristica forma di piazza ellittica chiusa; il foro, situato nell'attuale piazza S. Michele dominato dall'omonima chiesa romanica. Ma la traccia romana più evidente è nelle vie del centro storico, che riflettono l'ortogonalità dell'insediamento romano impostato dal cardo e dal decumano, corrispondenti alle attuali via Fillungo-Cenami e via S. Paolino-Roma-Santa Croce. All'epoca romana risale anche la prima cinta muraria, che delimitava un'area quadrata nella quale, durante il corso dei secoli, si sono costituiti il centro del potere politico e il centro religioso. Il centro storico della città è rimasto pressoché intatto nel suo aspetto originario, potendo dunque annoverare svariate architetture di pregio, come le numerosissime chiese medievali, torri e campanili, e monumentali palazzi rinascimentali di pregevole linearità stilistica. La città vanta suggestivi spazi urbani, il più celebre dei quali è quello di piazza dell'Anfiteatro, nato sulle rovine dell'antico anfiteatro romano ad opera dell'architetto Lorenzo Nottolini ed unico nel suo genere architettonico.
La torre delle ore di Lucca (o torre dell'orologio) si trova in via Fillungo angolo via dell'Arancio e, con i suoi 50 metri circa di altezza, è la più alta delle 130 torri presenti nella città dal Medioevo ad oggi. La costruzione della Torre risale al periodo medievale, intorno al XIII secolo. La Torre delle ore è legata alla leggende di Lucida Mansi, la donna che vendette l'anima al Diavolo per rimanere bella e giovane. Il Diavolo però sarebbe tornato dopo trenta anni a esigere il pagamento del debito. Allo scadere dei trenta anni Lucida Mansi, la notte del 14 agosto 1623 saliva la Torre, affannata correva a fermare la campana, che stava per batter l'ora della sua morte. Dalla leggenda risulta che Lucida non raggiunse in tempo il meccanismo, non riuscì a fermarlo e il Diavolo si prese la sua anima.
La Torre Guinigi è la più importante torre di Lucca, nonché una delle poche rimaste all'interno della città. La torre, costruita in pietra e mattoni, è uno dei monumenti più rappresentativi e famosi di Lucca; la sua caratteristica principale è la presenza di alcuni lecci sulla sua sommità.

La piazza dell'Anfiteatro nacque nel medioevo e in quest'epoca era chiamata "parlascio", una storpiatura del latino paralisium ("anfiteatro"), che per influenza della parola "parlare", fu detto che indicasse il luogo dove si tenevano le riunioni di cittadini. Fu progressivamente riempita di costruzioni, variamente utilizzate come deposito di sale, polveriera, carcere. Solo nell'Ottocento, per opera dell'architetto lucchese Lorenzo Nottolini, fu decisa una ripresa urbanistica dell'antica struttura. Fu dunque liberato lo spazio dell'arena dalle piccole costruzioni che vi si affollavano e fu aperta la "via dell'anfiteatro" che ne ripercorre all'esterno il profilo ellittico. Il nuovo spazio urbano fu utilizzato per il mercato cittadino fino alla prima metà del Novecento. Ad oggi il piano della piazza, sulla quale si aprono numerosi negozi, è rialzato di circa 3 metri rispetto all'arena romana. L'accesso alla piazza è possibile tramite 4 porte a volta, ma solo una di queste, la più bassa, ricalca esattamente uno degli originari accessi.

La basilica di San Frediano è uno dei più antichi luoghi di culto cattolico di Lucca, in stile romanico, situata nella piazza omonima. Fin dal VI secolo esisteva in questo luogo un edificio religioso dedicato ai tre santi leviti Vincenzo, Stefano e Lorenzo. La costruzione di questa prima chiesa si fa risalire allo stesso San Frediano, presbitero irlandese che fu eletto vescovo di Lucca tra il 560 e il 588. Durante la dominazione longobarda la chiesa e la canonica furono ampliate. Alla fine dell'VIII secolo la chiesa fu dotata di una cripta che accolse il corpo di San Frediano. Nel 1112 iniziò la riedificazione dell'edificio che fu consacrato nel 1147. Il progetto prevedeva una chiesa a tre navate con abside, priva di transetti, con la facciata posta a oriente. Nel XII secolo la chiesa era più bassa di quella che oggi vediamo; il rialzamento della navata centrale e la costruzione del soffitto a capriate lignee venne concluso con l'ornamentazione a mosaico della parte superiore della facciata (secoli XIII-XIV). Esso rappresenta l'Ascensione di Cristo tra angeli alla presenza degli Apostoli, in origine posti ai lati della Madonna, la cui immagine è andata distrutta per l'apertura della monofora centrale.
Il campanile è stato costruito in varie epoche: il basamento è anteriore al XII secolo mentre la parte più alta è stata rifatta nel XIII secolo, con la presenza su ogni lato di monofore, bifore, due registri di trifore e due di quadrifore. L'aspetto medievale della basilica è ancor oggi preminente (secoli XII-XIII). Le tre navate sono spartite da colonne, per buona parte di spoglio, importate da Roma, e stessa provenienza hanno molti dei capitelli. La navata centrale è molto alta, anche per l'intervento di innalzamento del XIII secolo, ed è sormontata da un soffitto a capriate lignee, dello stesso periodo. Termina con un'abside, mentre lquelle laterali sono a fondo piatto. Molte cappelle sono state aperte lateralmente nei secoli XIV-XVI creando l'illusione che la basilica sia in realtà a cinque navate. Tra le testimonianze più significative della scultura romanica lucchese è il fonte battesimale, anch'esso del XII secolo, scolpito da tre artisti differenti anonimi; sono rappresentte la storia di Mosè, gli Apostoli e i Mesi. Nella navata destra è presente una terracotta invetriata raffigurante l'Annunciazione attribuita a Fra' Mattia della Robbia (prima metà del XVI secolo).



La chiesa di San Michele in Foro si trova in piazza San Michele. È situata su un rialzo di pietra delimitato da colonne marmoree collegate da pesanti catene metalliche ed è fiancheggiata da una cortina di palazzi medioevali. Al centro dell'antico foro si insediò nell'VIII secolo una chiesa intitolata a San Michele. La sua ristrutturazione fu iniziata intorno al 1070. Contestualmente fu innalzato il campanile che fu mozzato da Giovanni dell'Agnello, doge di Pisa dal 1364 al 1368, perché il suono delle sue campane si udiva fino a Pisa e ciò era segno di superiorità. I lavori di San Michele vennero portati avanti agli inizi del XIII secolo da Guidetto; venne articolato un apparato costituito da quattro logge sovrapposte su colonnine ravvicinate. Tutta la superficie è inoltre ricoperta da tarsie marmoree che accentuano il cromatismo della soluzione. Le colonnine si caratterizzano per una grande varietà di decorazione dei fusti: sculture figurate o astratte, intarsi bicromi, frecce, spirali...Gli intarsi marmorei bicromi hanno come soggetto principale scene di lotta tra animali. Non mancano scene di caccia a cui partecipano uomini. Nel 1866 la chiesa venne restaurata con interventi particolarmente pesanti sulla facciata. Vennero sostituite delle colonnine e rimpiazzate alcune delle testine con ritratti di personaggi contemporanei (Garibaldi, Pio IX, Cavour, ecc.). È soprattutto l'uso della bicromia che caratterizza questo intervento, concluso nella parte superiore, sul finire del Duecento, con un gusto ormai gotico, sottolineato anche dalla collocazione al culmine della facciata di tre statue che, a somiglianza di guglie, ne accentuano il verticalismo. Al centro vi è una grande statua in marmo dell'arcangelo Michele, con ali a lamine metalliche, nell'atto di sconfiggere un drago con una lancia.

Visita di Firenze