Granda e Cordoba

Foto di Livio G. Rossetti
20-23 gennaio 2018
Breve gita di quattro giorni con Tricky tour di Novara; meta Granada, con la Cattedrale e la Cappella Reale, il quartiere Albaicin e il suo Mirador, l'Alhambra e i giardini del Generalife e Cordoba con la stupenda Moschea e il Ponte romano, monumenti conosciuti in tutto il mondo. Partenza da Malpensa terminal 2 nella mattinata di sabato 20 gennaio e arrivo nel piccolo aeroporto di Granada nel primo pomeriggio.

Granada è localizzata nella parte orientale dell’Andalusia, nel Sistema Bético, ai piedi della Sierra Nevada, ed è sita alla confluenza di due fiumi: il Darro, affluente del Genil, e il Genil medesimo.
Il suo periodo migliore fu quello successivo al periodo in cui al-Andalus (Spagna islamica) fu dapprima un Emirato e poi Califfato omayyade, con sede a Cordova. Con i reinos de taifas la città fu governata dal 1013 in modo progressivamente indipendente dagli Ziridi, una dinastia fondata da un berbero giunto dal Nordafrica per partecipare alle guerre innescate in al-Andalus dal crollo del Califfato. Durante il dominio islamico, Granada è stata una delle maggiori città commerciali per lo scambio di pietre preziose, pelli, armi e polveri da sparo. Nel corso della dominazione almoravide e almohade, Granada perse la sua indipendenza, costretta a piegarsi al volere dei signori venuti dal Maghreb, ma recuperò il proprio ruolo quando, nel 1238, Mu?ammad ibn Yusufu ibn Na?ar entrò nella città per legare la sorte della sua dinastia nasride al Sultanato di Granada. I Nasridi, che regnarono a Granada fino alla sua caduta nel gennaio del 1492, trasformarono la loro capitale in uno dei centri più brillanti dell'intera Penisola Iberica, tanto sotto il profilo economico e sociale quanto sotto quello culturale. Fu l'ultimo reame ad essere "riconquistato" dai cristiani che le consentirono di sopravvivere, sia pure in uno stato di sostanziale infeudamento, fino a quando, nel 1492, Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona costrinsero alla resa e all'esilio l'ultimo Sultano Abu ?Abd Allah. Il fatto che i "Cattolicissimi" re avessero deciso di eleggere come propria sede reale a Granada proprio il palazzo dei sultani dell'Alhambra (ossia "la Rossa") lo preservò parzialmente dalla devastante furia distruttrice dei vincitori. Oggi l'Alhambra è considerata uno dei Patrimoni dell'Umanità.

La Cattedrale e la Cappella Reale di Granada

Appena il tempo di raggiungere l'albergo Gran Hotel Luna de Granada e il gruppo (13 per la precisione) è in movimento con meta la Cattedrale.
In seguito alla riconquista della città nel 1492, i Re cattolici iniziarono un progetto di urbanizzazione di Granada che celebrasse la loro vittoria. Punto centrale di tale progetto ne erano l'Alhambra, vista come palazzo reale, e il complesso della Cappella Reale e della Cattedrale sul sito della moschea nasride di Granada. La storia della cattedrale inizia il 21 maggio 1492 con la creazione del suo capitolo dedicato a Nostra Signora dell'Incarnazione.
Il primo progetto venne presentato nel 1505-06 dall'architetto Enrique Egas, già impegnato nella costruzione della Cappella Reale, che ideò un edificio in stile gotico inspirato alla cattedrale di Toledo, diviso in cinque navate e con coro poligonale. La costruzione iniziò nel 1510 ma progredì lentamente in quanto i finanziamenti davano priorità alla realizzazione della Cappella Reale, completata nel 1521. Dal 1526 l'imperatore Carlo V ordina di abbandonare il progetto di Egas e di puntare su un progetto più innovativo in stile rinascimentale, presentato dall'architetto De Siloé. I lavori del nuovo tempio cominciarono nel 1528 e il 17 agosto 1560, terminato il presbiterio, venne consacrato.
Si succedettero diversi architetti, come Juan de Maeda che poté finire solo i primi due livelli della torre campanaria e proseguire la facciata nord del transetto fino alla grande copertura del Perdón; Ambrosio de Vico dal 1582 al 1623 che terminò l'attuale campanile, abbandonando il progetto di due campanili e abbassando l'unico da 80 a 57 metri, demolì il vecchio minareto della precedente moschea, terminò la facciata nord del transetto, elevò i pilastri della crociera e chiuse le prime volte. Nel 1636 Miguel Guerrero venne nominato nuovo mastro carpentiere della cattedrale. Concluderà tutte le pareti delle cappelle e le volte dell'edificio. Dal 1665 Alonso Cano continuò i lavori e terminò la facciata modificando il progetto iniziale. La costruzione prese un aspetto più barocco. Nel 1667 la direzione del cantiere passò a Melchor de Aguirre che completerà definitivamente la cattedrale nel luglio del 1703.
Sotto l'imponente Capilla Major con il suo magnifico soffitto a Cupola vi è l'altare maggiore. La Capilla Major è circondata da cappelle più piccole con magnifiche opere d'arte. All'esterno la facciata del duomo è spettacolare, un capolavoro dell'arte barocca ad opera di Alonso Cano. L'interno è a cinque navate che percorrono l'edificio dall'entrata alla testata, sostenute da grossi capitelli che terminano con archi e volte. La dimensione massima è di 115 per 67 metri e la cupola più alta arriva a 45 metri. Le due grandi innovazioni di Siloe sono la sovrapposizione di stili diversi per ottenere una maggiore altezza e luminosità senza rompere le proporzioni, e la contrapposizione del grande arco trionfale, con il quale termina la navata principale, con la cupola della cappella maggiore perfettamente circolare, appoggiata a sua volta su volte a croce.
Numerosi altari di gran valore, decorati sia con insiemi che con dipinti e sculture, sono disseminati ai lati del monumento, anche intorno alla navata dell'abside, che fu disegnata fin dalla fondazione ponendo il coro intorno all'altare maggiore. Due grandi organi barocchi del 1748 innalzano le loro canne ai lati della navata centrale, verso altare maggiore, la cui parte alta è investita da giochi di luce e di vetrate realizzate nei Paesi Bassi durante il regno dell'imperatore Carlo V. Proprio sotto le vetrate ed intorno all'altare maggiore ci sono dipinti di Alonso Cano che rappresentano passaggi della vita della vergine. Il centro di questo complesso di vetrate, dipinti, sculture dell'altare maggiore, è un tabernacolo d'argento sostenuto da una base di pietra serpentina.

Visito anche velocemente la Cappella Reale, adiacente alla Cattedrale, nella cui cripta sono conservati i resti dei Re Cattolici Ferdinando e Isabella, di Giovanna la Pazza, di Filippo il Bello. Venne eretta nel 1506 su ordine dei Re Cattolici che volevano in tal modo riposare nella città che avevano conquistato. L'edificio, gotico, presenta una notevole uniformità stilistica. L'interno è diviso da un'imponente cancellata che delimita i due doppi mausolei, da un lato Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, e dall'altro Giovanna la Pazza con Filippo il Bello. Notevole è il retablo che adorna la Cappella Maggiore. Nella sacrestia è collocato il museo ricco di opere d'arte.

La città bassa

La veloce visita alla città comprende la Casa del Cabildo antiguo, il Corral del Carbòn o Recinto del Carbone, costruiti agli inizi del XIV secolo, un edificio arabo giunto a noi pressoché immutato che nel corso dei secoli è stato adibito a locanda e a deposito di merci varie, in particolare di carbone, da cui il nome, il monumento a Isabel la Catolica e Colombo, l'Ayuntamiento, cioè il Palazzo Comunale, il Correos e le poche costruzioni rimaste del periodo moresco.

Visita all'Alhambra, Generalife e Albaicin