Ritorno a Givigliana

Foto di Livio G. Rossetti

Per molti anni ho trascorso le mie vacanze con Anna in un piccolo borgo della Carnia, un tempo popolato da alcune centinaia di anime, ora quasi deserto. Nelle giornate del 23 e 24 maggio 2018 sono tornato da solo dopo la scomparsa un anno fa di Anna. Sono tornato per poco per rivedere l'amico di tanti anni, Osvaldo Agnese, da tutti conosciuto come Aldo, professione boscaiolo di 81 anni. La casa dei Gortana, dalla morte della mamma Lea, era di proprietÓ della cara Anna; da quest'anno Ŕ di Aldo, un dono che ho voluto fare all'amico che ci accompagnava in tutte le nostre gite, che ci curava la casa, che ci procurava la legna per la stufa quando trascorrevamo le nostre vacanze estive.

In quei due giorni Aldo Ŕ stato l'unico mio compagno. In paese per un attimo ho intravisto altre due persone che conoscevo e nessun altro, salvo due operai che riparavano un tratto della fognatura. In questa parte dell'anno pochi sono rimasti a Givigliana. Il silenzio popolava le case e i prati. Uno sguardo alla valle, ai villaggi, lÓ nel fondovalle, alle montagne conosciute. Verso sera nubi minacciose e poi un bel temporale. In casa la stufa riscaldava la cucina, da mezzogiorno sino a notte. Il giorno successivo ho rivisto il borgo e le sue vecchie case disabitate.
Ho rifotografato i dipinti del campanile, i fiori spontanei dei prati e ho cucinato una polenta con contorno di carne per noi due. Poche ore ancora di compagnia con Aldo, un altro temporale e la mattina del terzo giorno, il 25, dopo la colazione, fatti brevemente i bagagli, salutato con un abbraccio Aldo, sono ripartito per casa.

Ho ripercorso le vallate del Comelico e del Cadore, sono passato da Longarone e a Belluno ho imboccato l'autostrada che mi ha portato sino a Novara.