Ferrara, Comacchio, Po di Goro e navigazione del delta, Pomposa

1-2 giugno 2019
Foto di Livio G. Rossetti

Ennesima gita con "Tu mi fai girar", quasi un completamento nella regione del grande fiume, tra Ferrara ed il suo ramificato delta. Il bus giallo oro della Baranzelli mi prende al solito casello di Novara Est verso le 7,00 e mi seggo accanto ad Enzo, un arzillo anziano di Biella. Accompagnatrice è la signora Ingrid, titolare dell'agenzia organizzatrice di Cossato. Dopo una breve sosta in autostrada si giunge nella città di Ferrara. Nel pomeriggio andremo a Comacchio e pernotteremo al Lido degli Estensi, mentre domenica 2 giugno saremo nel delta del Po lungo il ramo di Goro e le sue valli per una breve navigazione e successivamente visiteremo l'Abbazia di Pomposa.
Prima della passeggiata a piedi, visitiamo parte della città con il nostro bus che ci lascia nei pressi dell'incrocio tra C.so Rossetti e C.so Ercole I° d'Este, chiamato Quadrivio degli Angeli. La città fu capitale del Ducato di Ferrara nel periodo degli Estensi, quando rappresentò un importante centro politico, artistico e culturale. Lo sviluppo urbanistico avvenuto durante il Rinascimento, l'Addizione Erculea, con il raddoppio dell'estensione abitativa la rese la prima capitale moderna d'Europa con il primo Piano regolatore a cura dell'architetto Biagio Rossetti.

Il territorio della provincia di Ferrara è per il 44% sotto il livello del mare, in un'area compresa tra il Po, il mare Adriatico, il Reno ed il Panaro. L'origine alluvionale del territorio, per secoli soggetto ad inondazioni ricorrenti, ha indotto gli Estensi ad investire capitali per opere di bonifica nelle immediate vicinanze della città e poi all'intervento nel Polesine di Ferrara, voluta da Alfonso II d'Este nel 1580. In breve tempo, anche a causa dell'abbassamento del suolo dovuto a fenomeni di subsidenza, si persero molti dei risultati ottenuti e le bonifiche furono necessariamente ripetute anche sotto il successivo dominio papale. Le bonifiche che ebbero un effetto migliore si attuarono nel corso del XIX secolo, grazie ai nuovi mezzi meccanici a disposizione. Il territorio del comune di Ferrara vede quindi la presenza di numerosi canali artificiali per l'irrigazione ed il drenaggio delle acque ed è completamente pianeggiante.
Il Po di Volano nel corso dei secoli ha più volte cambiato il suo corso e ha condizionato lo sviluppo della città (vedi Via delle Volte prima presso il fiume). La città è ad un'altitudine inferiore al livello medio delle acque del Po ed il fiume deve essere controllato da grandi argini, mentre serve un continuo lavoro delle pompe idrovore per permettere che le acque delle precipitazioni vengano convogliate verso l'Adriatico mediante i numerosi canali.
La città in epoca storica ha avuto due eventi sismici importanti e devastanti, il terremoto del 1570 e quello del 2012. Numerosi edifici pubblici sono stati resi inagibili e seri danni si sono avuti al patrimonio artistico, agli edifici scolastici, all'università, all'ospedale ed alle chiese, in particolare alla cattedrale che è stata chiusa al pubblico.

La città è nata relativamente tardi rispetto ad altri insediamenti vicini come Ravenna, Spina e Voghenza. Incerto anche l'origine del nome. Certo è che la prima sede vescovile sorta dopo il trasferimento forzato da Voghenza veniva chiamata Ferrariola, e che poco dopo, nel VII secolo, fu fondato il Castrum Ferrariae, più comunemente noto come Castrum bizantino. Ferrara uscì dalla sfera di influenza bizantina e venne occupata dai Longobardi. Attorno alla metà dell'VIII secolo l'intera regione venne donata da Pipino il Breve, re dei Franchi, a papa Stefano II. Il primitivo insediamento difensivo del Castrum bizantino continuò ad espandersi spostando il centro politico e religioso dal borgo di San Giorgio all'altra sponda del Po. In queste prime fasi la città si sviluppò seguendo il corso del fiume e solo in seguito l'abitato iniziò ad occupare nuove aree settentrionali. Nel 1135 la sede vescovile venne spostata nella nuova cattedrale di Ferrara, innalzata a nord del primitivo insediamento del Castrum. Sorse, oltre alla nuova cattedrale, il palazzo del municipio, e vennero realizzate nuove strade, a partire da via Ripagrande e via Capo delle Volte, che costeggiavano sin dai primi tempi la riva sinistra del Po.
Guelfi e ghibellini si combatterono a lungo sin dal XIII secolo per il controllo cittadino ma il matrimonio di Azzo VI d'Este con l'ultima erede degli Adelardi (guelfi) pose fine alle lotte e gli estensi presero il potere. Nei secoli successivi molte furono le guerre tra Ferrara e le città vicine, soprattutto con Venezia. Dopo alterne vicende militari si arrivò alla pace di Bagnolo che lasciò Ferrara alla casa estense ma costrinse Ercole I d'Este a cedere Rovigo ed il Polesine a Venezia, rinunciando così ai territori a nord del Po. Nel XVI secolo Ferrara ritornò in guerra schierandosi contro la Repubblica di Venezia nella Lega di Cambrai.
Dal loro insediamento gli Estensi governarono la città per quasi tre secoli rendendola capitale di uno stato piccolo ma culturalmente attivissimo. Ferrara con Ercole I d'Este fece raggiungere alla città il massimo splendore realizzando, nel 1492, l'Addizione Erculea, il progetto urbanistico di Biagio Rossetti, che rese Ferrara la prima città moderna d'Europa e che ampliò verso nord la superficie cittadina su uno schema razionale, con vie larghe e rettilinee, incroci studiati anche dal punto di vista scenografico, nuove piazze e grandi palazzi rinascimentali. La presenza dell'Università, fondata già nel XIV secolo, contribuì a far arrivare tra le mura cittadine Niccolò Copernico, Giovanni Pico della Mirandola, Paracelso e Gabriele Falloppio.
La comunità ebraica fu importante a Ferrara anche prima della presa di potere da parte della famiglia estense ma fu certamente col 1492 che si verificò un mutamento qualitativo importante. Ercole I d'Este accolse gli ebrei sefarditi cacciati dalla Spagna dai Re cattolici. Da allora la cultura ebraica si integrò sempre di più con quella della città sino a diventarne parte fondamentale e caratterizzante anche dopo la creazione del ghetto.
Ferrara tornò sotto controllo diretto dello Stato Pontificio nel 1598. Con la devoluzione perse il suo status di capitale per divenire semplice città di confine e andò incontro ad un inevitabile declino.

La nostra passeggiata inizia dal quadrivio degli Angeli sul quale si affacciano Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno. Nel quadrivio si incontrano il nuovo asse viario cittadino disposto secondo la direzione est-ovest con corso Ercole I d'Este, che dal Castello Estense apre la vista sino alla porta degli Angeli, sulle mura a nord. Palazzo dei Diamanti, opera del Rossetti, è uno dei palazzi cittadini di maggior rilievo, sede espositiva di numerose mostre temporanee e sede permanente della Pinacoteca Nazionale. La particolarità del monumento risiede negli 8.500 blocchi di marmo a forma di punta di diamante che, oltre a dare il nome al palazzo, rendono la struttura notevolmente articolata grazie alle diverse inclinazioni delle punte dei diamanti che riescono così a creare numerosi effetti di luci ed ombre. Palazzo Turchi di Bagno, progettato dal Rossetti, ospita il museo di paleontologia e preistoria, il dipartimento di Risorse Naturali e Culturali della facoltà di Scienze dell'Università di Ferrara e, nei suoi giardini, c'è l'Orto botanico universitario. Palazzo Prosperi-Sacrati è il più antico palazzo dell'Addizione Erculea, famoso per il suo imponente portale rinascimentale costituito da una piccola scalinata e due alte colonne che sorreggono un balconcino.

Il Castello Estense sorse nel 1385 come strumento di controllo politico e militare. L'opera fu commissionata all'architetto Bartolino da Novara, già artefice del castello di Pavia e poi di quello di Mantova, dal marchese Niccolò II d'Este che ritenne indispensabile dotarsi di una potente macchina repressiva. Il castello sorse intorno alla torre dei Leoni, un'antica torre di avvistamento già esistente nel XIII secolo ed inserita lungo la cinta muraria che allora delimitava la città verso nord. Bartolino da Novara chiuse il quadrilatero facendo edificare altre tre torri. La struttura ebbe in origine la funzione di fortezza difensiva ma nel tempo il suo carattere di reggia dinastica mise in ombra quello militare. Dopo il colpo di Stato tentato nel 1476, Ercole I decise di stabilirsi nel castello e quindi di apportare all'edificio diversi cambiamenti per adattarlo alla vita di corte e furono iniziati i lavori per ampliare e mettere a decoro la “via Coperta”, fino ad allora un semplice camminamento che collegava il castello al palazzo ducale, la precedente residenza signorile. Il quinto ed ultimo duca d'Este, Alfonso II, intraprese il vasto programma per la messa a decoro del castello, che interessò l'intero edificio, a partire dal cortile interno fino ai saloni del piano nobile.

L’antica Piazza delle Erbe è il punto di riferimento del passeggio cittadino, con il “listone” (marciapiede largo 12 metri e lungo 120) che fiancheggia bancarelle, mercatini e il mercato della frutta e verdura. La piazza è circondata dai simboli del potere che ha governato Ferrara nei secoli: oltre al Duomo di San Giorgio ci sono il Palazzo Comunale, il Palazzo della Ragione (l’antico tribunale medievale), la Loggia dei Merciai o degli Stracciaioli (dove avevano bottega i mercanti di stoffe e lana), il Campanile (incompiuto) realizzato interamente in pietra, con la torre che si ispira ai modelli della classicità romana e la base arricchita da sculture quattrocentesche con i simboli degli Evangelisti.

Il Palazzo Municipale fu la prima dimora degli Estensi e venne costruito ad iniziare dal 1245. Assunse le dimensioni moderne attorno al 1481. Nel 1927 la facciata rivolta verso la cattedrale venne interamente ricostruita in stile neogotico e fu riedificata la nuova torre della Vittoria al posto di quella crollata secoli prima. L'edificio ha una pianta rettangolare allungata con le facciate libere rivolte a piazza della cattedrale, piazza Savonarola, piazza castello. L'entrata principale del palazzo è posta di fronte al protiro del duomo, a confermare l'importanza del potere politico oltre a quello religioso. Il cortile interno un tempo era riservato alla corte, come il giardino delle Duchesse, ed è diventato piazza del Municipio con il monumentale scalone d'onore cinquecentesco che permette l'accesso al piano nobile del palazzo. Altri accessi sono dalla loggia in piazza Savonarola oppure dal Castello Estense attraverso la via Coperta.

La cattedrale di San Giorgio venne edificata sul sito di una delle prime linee difesive delle antiche mura medievali attorno al XII secolo. Il progettista che diede inizio anche alla realizzazione del protiro è Nicholaus (già architetto della basilica di San Zeno a Verona e della sacra di San Michele in Val di Susa). La facciata della cattedrale è romanica e presenta logge, arcate, statue, rosoni e bassorilievi. Alcuni particolari di epoca successiva presentano caratteristiche gotiche (il Giudizio universale posto sul protiro sorretto da due ippogrifi o la statua della Madonna col Bambino nella loggia sopra il portale centrale). L'interno ha tre navate ed è decorato in stile barocco. L'abside è opera di Biagio Rossetti e nel catino absidale è affrescato il Giudizio Universale. Il campanile in marmo rosa e bianco è stato attribuito a Leon Battista Alberti e nella sua forma attuale risulta incompleto. A causa dell'ultimo terremoto non abbiamo potuto visitare l'interno o vedere la facciata, perciò le foto sono state prese da internet. Sono mie solo le foto della parete esterna dove sono posizionate le vecchie botteghe, oggi moderni negozi.

Il Museo della cattedrale di Ferrara è stato trasferito nel 2000 nella nuova sede della ex-chiesa di San Romano (della quale oltre che all'aula della chiesa resta un pregevole chiostro), a pochi passi dalla cattedrale di San Giorgio. Raccoglie alcuni capolavori provenienti dalla cattedrale stessa. La prima sala espone codici miniati tre-quattrocenteschi, un innario, un salterio e ventidue corali atlantici rinascimentali, materiali lapidei vari, tra i quali i resti di un ambone proveniente da Voghenza dell'VIII secolo. Alla seconda sala conserva alcuni pregevoli reliquiari del XIV e XV secolo, paramenti sacri ed una Madonna col Bambino. La terza e ultima sala è l'aula della chiesetta e conserva i maggiori capolavori: le due ante dell'organo della cattedrale con il San Giorgio e la principessa da un verso e con un'Annunciazione inquadrata in una splendida architettura in prospettiva dall'altra (1469). Si tratta di una delle opere più famose della scuola ferrarese; il ciclo dei Mesi, proveniente dalla Porta dei Mesi della cattedrale, i vari altorilievi con le personificazioni e le attività agricole legate ai mesi sono opera dell'anonimo Maestro dei Mesi (1220-1230 circa), tra le più importanti figure nella scultura italiana del XIII secolo, anello di congiunzione tra Benedetto Antelami e Nicola Pisano, la Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia (1403 - 1408), una serie di otto arazzi, della metà del Cinquecento, con le storie di san Giorgio e di san Maurelio.

Ferrara è una città bella, dichiarata nel 1995 patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Ha uno dei centri storici medievali meglio conservati d’Europa, con le sue lunghe mura, gli stretti vicoli, le piccole chiese in stile gotico, l'antico Ghetto Ebraico e le Sinagoghe. Gli insediamenti di ebrei nella zona risale al 1485, quando il ricco banchiere romano donò una sua casa alla Comunità ebraica di Ferrara, affinché ne facesse la sede delle sue istituzioni. Nell'edificio vennero quindi ricavate delle sinagoghe, ancora oggi esistenti, e in epoca contemporanea il museo ebraico.
Via delle Volte si trova nel centro medievale di Ferrara. Gli archi che la caratterizzano risalgono soprattutto ai secoli XIII e XIV ma il suo tracciato quasi rettilineo risale al più antico sviluppo urbano che costeggiava l'antico corso del Po prima che deviasse nel 1152. La via è stata restaurata in molti suoi tratti ed è pavimentata da un acciottolato in pietre di fiume, tipico della città medievale. Il suo nome le viene dai numerosi archi e passaggi sospesi che la attraversano. Un tempo la via aveva una importante funzione commerciale, con le merci che viaggiavano lungo il corso antico del Po. Le volte, i passaggi ad arco ancora oggi visibili, permettevano di arrivare rapidamente ai magazzini sul fiume senza dover percorrere tutta la strada e senza essere attaccati da qualche ladro. Oggi quei magazzini sono in gran parte chiusi o sono stati trasformati in abitazioni e trattorie.

Ferrara è anche la città delle biciclette (una per abitante, col 30% dei cittadini che la usano quotidianamente per i loro spostamenti); è la città della famosa “coppia ferrarese” che per alcuni è il pane più buono che c’è al mondo, del pasticcio di maccheroni, dei cappellacci di zucca (mangiati e assaporati al "Leon d'oro" in piazza della Cattedrale) e della salama da sugo.

Comacchio e Po di Goro; Abbazia di Pomposa