Catania, Giardini Naxos, Taormina e la Riviera dei Ciclopi

Foto di Livio G. Rossetti

Fine anno alle falde dell'Etna: viaggio organizzato dall'Associazione "I viaggi di San Martino". Partenza alle ore piccole da Malpensa e arrivo all'aeroporto di Catania-Fontanarossa. Il cielo non promette bene. In effetto il sole si è visto poco mentre ha dominato Giove pluvio. Il punto d'appoggio per il fine anno sarà l'hotel Sporting Baia di Giardini Naxos. Per tre giorni il paesaggio di Giardini e di Taormina non è stato pari alla fama. Solo l'ultimo giorno, almeno fino a mezzogiorno, qualche raggio di sole ci ha regalato qualche bella immagine dell'Etna e del golfo.

Taormina è stata visitata quindi due volte: la prima sotto la pioggia, la seconda con un po' di sole. Lo storico Diodoro Siculo afferma che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamenti di bestiame, già prima dello sbarco dei Greci di Calcide Eubea nella baia di Taormina (753 a.C.) dove, alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos, la prima colonia greca di Sicilia. Passò sotto il controllo dei Tiranni di Siracusa, poi dei Romani. Gli Arabi la conquistarono distruggendola nel 906 e nel 1078 la città, ricostruita divenne dominio svevo, poi aragonese, quindi angioino, ma dopo la guerra dei Vespri del 1282 ritornò agli Spagnoli fino al periodo napoleonico.

Il simbolo di Taormina è il Teatro Greco del III secolo A.C., con un diametro di circa 110 metri trasformato poi dai Romani. Corso Umberto I corre sul tracciato di una via consolare mentre le Naumachie sottostanti rappresenta una poderosa cortina muraria in mattoni con nicchie innalzata per consolidare il terrapieno dove una enorme cisterna raccoglieva le acque sorgive. Palazzo Corvaia, presso Porta Messina, è un antico palazzo cresciuto attorno ad una torre cubica di origine araba, con l'ala sinistra costruita nel XIII secolo insieme alla scala che dal cortile conduce al primo piano, e l'ala destra ancora che risale al XV secolo con l'originario scopo di accogliere gli incontri del Parlamento Siciliano. Le bifore del salone sono in stile gotico-catalano mentre i pannelli del balconcino mostrano la creazione di Eva, il peccato originale e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso.



mete di viaggio











hotel Sporting Baia







Taormina



l'Etna





P.ta Messina


Palazzo Corvaia








Odeon






Teatro Greco







P.ta Catania




costa calabra
sullo sfondo

via Teatro Greco





Naumachie





Corso Umberto





S. Agostino

Torre dell'orologio

Castello



P.zza della Cattedrale

Cattedrale





S. Antonio



L'Etna è un vulcano attivo che con i suoi 3.340 m. s.l.m. risulta essere il più alto d'Europa e presenta un diametro di 45 chilometri. Anticamente era noto come Mongibello, probabilmente dal latino mons "monte" e dall'arabo Jebel "monte", toponimo rimasto nella lingua siciliana Mungibeddu. Questo enorme complesso vulcanico ebbe inizio 600.000 anni fa con fasi eruttive, sollevandosi dal fondale marino e gradualmente colmando un grande golfo. Accanto alla bocca centrale sono presenti numerosi piccoli e grandi coni vulcanici laterali, segni delle numerose eruzioni con colate laviche giunte sino a Catania. Noi l'Etna l'abbiamo vista solo brevemente la mattina di domenica, verso le sette, con la neve sommitale di color rosa, spettacolo durato troppo poco. Poi nuovamente le nubi hanno impedito di ammirare questo enorme vulcano.











Catania è la nostra seconda meta, senz'acqua, per fortuna. Non è ricca di storia e di monumenti come Palermo, ma a me è piaciuta, con il suo barocco, più contenuto e meno stucchevole di quello di Palermo; soluzioni urbanistiche moderne anche se di oltre trecento anni; ville dei primi del '900, un po' tenute male; quei mercati, pieni di colori, di gente e di voci come non se ne vedono più dalle nostre parti; resti romani e di altre epoche, a volte poco raggiungibili; un clima quasi di abbandono e di rassegnazione in molti quartieri, ma anche autentici gioielli.

Una città che convive con il suo vulcano che ripetutamente l'ha minacciata, sempre però protetta da S. Agata, la cui lava è presente ovunque nei palazzi, nelle strade, nelle chiese: ovunque bianco alternato al nero della lava. Al termine della Via Etnea si sarebbe dovuto vedere, l'Etna, ma noi non l'abbiamo visto.






Villa Bellini



ville di Viale
Regina Margherita







Anfiteatro



lava lungo
le pareti



Palazzo Biscari

ponte della ferrovia











Porta Uzeda



Porta Uzeda
interno


S. Agata

Duomo




Cappella di S. Agata



tomba di Bellini




Via Garibaldi




P.zza Duomo

fontana dell'Elefante


Municipio





mercato del pesce







fontana dell'Amenano

Università




S. Benedetto

arco di S. Benedetto
in via dei Crociferi



Teatro romano




casa di Verga


S. Chiara

Porta Garibaldi












Visita a Randazzo e Castiglione di Sicilia lungo le pendici dell'Etna tra vigneti, coltivazioni di agrumi e fichi d'India.









le mura di Randazzo






S. Maria






S. Nicolò








Castiglione di Sicilia







gole dell'Alcantara
che non abbiamo visto


l'Alcantara



La riviera dei Ciclopi: Aci Castello, con il castello costruito su un blocco di basalti, visti da lontano, il porticciolo di Aci Trezza, con i suoi faraglioni, detti Isole dei Ciclopi, grandi e piccoli scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono scagliati da Polifemo contro Ulisse. In fine Acireale, posto su una terrazza lavica, città barocca ricostruita dopo il terremoto del 1693. Notevoli la facciata di S. Sebastiano e il Duomo
















Acireale

Duomo











S.Sebastiano



Pensavo di essere tra i pochi a inserire maialini in un presepe, ma quando ho visto il grande presepe di Acireale in Piazza Duomo, sono rimasto di sasso. Mai visti tanti maialini in un presepe, perciò ho dovuto farmi scattare una foto con i miei simili: noi veveresi, infatti, siamo chiamati "cinin", cioè maialini!