Casa Bossi (1859)
dell'arch. Alessandro Antonelli
Foto di Livio G. Rossetti
È appena uscita la classifica del FAI denominata "I luoghi del cuore" alla quale hanno aderito 500 mila persone. Al secondo posto troviamo uno dei lavori dell'arch. Antonelli, sito quasi davanti alla celebre Cupola di San Gaudenzio, un monumento di mattoni tra i più alti al mondo, se non il primo, e secondo per notorietà solo alla Mole Antonelliana, alta 167,50 m, iniziata nel 1863 e terminata nel 1897 a cura del comune dopo la morte dell'architetto. Alessandro Antonelli era nato a Ghemme, dove il padre era notaio, il 14 luglio 1798, moriva a Torino il 18 ottobre 1888 e venne sepolto nel cimitero di Maggiora, paese di origine della famiglia. Fu professore di architettura all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, deputato al Parlamento Subalpino, consigliere comunale a Torino e consigliere provinciale a Novara dove lavorò anche al Piano Regolatore della città.
A Novara il monumento più importante è la cupola della basilica di San Gaudenzio, terminata nel 1887. Interamente costruita in mattoni è alta 121 m. Ebbe anche l'incarico di ristrutturare il duomo, trasformato completamente dall'Antonelli passando da un edificio romanico ad una costruzione neoclassica inaugurata nel 1868, lavorò pure nella parte nuova dell'Ospedale Maggiore, sul fianco della chiesa. Altro lavoro importante fu casa Bossi, uno dei migliori esempi di architettura civile ottocentesca. Nella primavera del 2010 ho visitato il pian terreno di casa Bossi durante una delle varie aperture a cura del comitato sorto per la tutela e valorizzazione di questo notevole esempio di abitazione borghese.
Vedi anche il video di Giuseppe Galliano all'indirizzo http://www.giuseppegalliano.com/content/view/655/26/lang,it/.
Galliano dichiara "Novara: Casa Bossi e Alessandro Antonelli (2011) un documentario sulla storia di Casa Bossi e di Alessandro Antonelli. Il nostro contributo all'iniziativa Registi per Casa Bossi del Comitato di amore per Casa Bossi...Abbiamo scelto di produrre un documentario per lasciare uno strumento di divulgazione che possa servire al Comitato di amore per Casa Bossi anche dopo la chiusura dell’iniziativa."
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