Bologna

S. Francesco, S. Petroniuo, S. Stefano, S.Maria dei Servi, Fiera di S. Lucia, Duomo, Torri pendenti.

29 novembre 2015
Foto di Anna Maria Bojeri
Domenica 29 novembre, in occasione della Fiera di Santa Lucia, abbiamo partecipato ad una breve visita alla città di Bologna, grande città di quasi 400 mila abitanti e settimo comune italiano per popolazione. Antichissima città universitaria, nota per le sue torri e per la sua cucina e i suoi lunghi portici, per le sue antiche chiese.La città, i cui primi insediamenti risalirebbero almeno al I millennio a.C., è stata un importante centro urbano, prima sotto gli Etruschi e i Celti, poi sotto i Romani, poi ancora nel Medioevo, come libero comune.
Il piccolo bus ci ha lasciato nei pressi di San Francesco del XIII secolo, primo esempio di gotico francese in Italia. Benché di forme romaniche, la chiesa è tra le costruzioni italiane quella nella quale sono riflesse le caratteristiche del gotico francese chiaramente riconoscibili soprattutto negli archi rampanti absidali esterni. Di notevole interesse nei pressi dell'abside i tre monumenti funebri nominati Arche. Attraverso una delle porte medioevali e Via di P.ta Nuova e Via IV Novembre siamo entrati nella parte centrale e monumentale della città sino a P.zza Maggiore.

Il Palazzo d'Accursio si affaccia su Piazza Maggiore ed è attualmente sede del municipio di Bologna. Esso è un insieme di edifici che sono stati uniti nel corso dei secoli ma all'inizio fu l'abitazione di Accursio, giurista e maestro di diritto nello Studio Bolognese. Solo nel 1336 divenne residenza degli Anziani, la massima magistratura del comune e quindi sede del governo della città. Nel XV secolo fu ristrutturato con l'aggiunte dell'orologio della Torre d'Accursio.
Il palazzo del Podestà venne eretto nel 1200 circa, insieme a Piazza Maggiore, come edificio per svolgere le funzioni pubbliche. Si tratta di un grande complesso architettonico attraversato da due strade che si incrociano sotto il Voltone del Podestà, sopra il quale si erge la torre dell'Arengo, quadrangolare in cotto realizzata nel 1259 in sostituzione della struttura lignea risalente al 1212, la cui campana richiamava il popolo in caso di eventi straordinari. Il palazzo del Podestà fu affiancato dal Palazzo di Re Enzo nel 1245. Tra il Palazzo del Podestà e il Palazzo Re Enzo si trova il Voltone del Podestà, noto anticamente come luogo in cui venivano eseguite le impiccagioni.
Il palazzo di Re Enzo fu costruito tra il 1244 il 1246 come ampliamento degli edifici comunali del Palazzo del Podestà. Tre anni dopo la sua costruzione, il palazzo divenne, dall'agosto del 1249 fino alla sua morte nel 1272, la dimora coatta di Re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II di Svevia, fatto prigioniero nei pressi di Modena durante la battaglia che vide la vittoria dei bolognesi sulle truppe imperiali. Da queste vicende ne deriva l'attuale nome.

Completa l'area la fontana del Nettuno che si trova nella piazza omonima. Per via delle dimensioni della statua, i bolognesi la chiamano familiarmente "il Gigante". La statua fu promossa dal cardinale legato di Bologna Carlo Borromeo e avrebbe dovuto simboleggiare il felice governo del neo eletto papa, e zio di Borromeo, Pio IV. L'opera fu progettata dall'architetto palermitano Tommaso Laureti nel 1563 e venne sormontata dalla statua in bronzo del dio Nettuno dello scultore fiammingo Jean de Boulogne, detto il Giambologna. La statua fu collocata nel punto di intersezione tra il cardo e il decumano che determinavano il centro dell'area urbana. Il tridente simbolo della Maserati, casa automobilistica fondata a Bologna, è stato ripreso da quello della fontana.
In Piazza Maggiore si trova la gotica Basilica di San Petronio, costruita per volere del Comune fra il 1390 e il 1659. Presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia, mentre all'interno si trovano alcune cappelle molto decorate. Nonostante sia incompiuta, è la sesta chiesa più grande d'Europa, dopo San Pietro, Saint Paul a Londra, la cattedrale di Siviglia, il Duomo di Milano e il Duomo di Firenze. Nel 1388 il Consiglio dei Seicento del Comune di Bologna, in riconoscimento al Vescovo Petronio elevato a Patrono della città nel 1253, decise di iniziare la costruzione di un tempio a lui dedicato nel 1390. La costruzione passò a diverse maestranze, sempre con l'opposizione del papato. Nel 1530 la Basilica godette di un momento di grande notorietà: fu scelta da Carlo V come sede per l'incoronazione a imperatore del Sacro romano impero.
Papa Pio IV decise ad un certo punto che San Petronio non potesse diventare più grande di San Pietro e quindi finanziò la costruzione di edifici circostanti, fra cui l'Archiginnasio come sede stabile dello Studium bolognese. L'Archiginnasio fu completato a tempo di record nel 1562 e venne edificato a soli 12 metri dalla basilica, parallelamente alla navata principale, in modo da impedire la costruzione del transetto sinistro. In questo modo la realizzazione dell'ambizioso progetto a croce latina veniva reso impossibile. Il progetto della basilica dovette essere modificato più volte e fu ripreso solo dopo molti anni. Nel 1656 fu costruita l'abside attuale, a chiusura delle navate. Nel 1663 i lavori di edificazione di San Petronio si conclusero definitivamente e con molti incompiuti.
L'interno della basilica presenta sei grandiose campate nella navata centrale, alle quali corrispondono altrettante campate laterali divise in due parti: sei mezze campate a pianta rettangolare corrispondenti alle navatelle su cui, per ciascuna, si aprono una coppia di cappelle. La sesta campata della navata centrale è occupata dal presbiterio, che esorbita fino a metà della quinta campata con l'ampio ciborio. La particolarità dell'edificio sta nel fatto di non essere orientato con l'abside a Est e la facciata ad Ovest, bensì a Sud e a Nord. Questo ha fatto in modo che le fiancate venissero penetrate dalla luce solare durante tutto l'arco della giornata, inondando con una luce particolarmente diffusa tutto l'interno.

Sul lato sinistro, nella prima Cappella di S. Abbondio nel 1530 vi fu incoronato imperatore Carlo V dal Papa Clemente VII. La seconda Cappella è dedicata a S. Petronio, destinata a contenere la reliquia del capo di San Petronio. La quarta Cappella dei Re Magi, già Bolognini, ha le pareti affrescate da Giovanni da Modena con un ciclo raffigurante la vita di San Petronio, storie dei Re Magi e il giudizio universale con l'Incoronazione della Vergine in mandorla, Il Paradiso e in basso l'Inferno, con una gigantesca figura di Lucifero e con la rappresentazione del profeta Maometto. Sempre nella navata sinistra, sul pavimento, è visibile la meridiana più grande del mondo, progettata dal matematico Giovanni Domenico Cassini e realizzata nel 1655. Sull'altare domina un Crocifisso ligneo quattrocentesco mentre il ciborio fu eretto nel 1547 dal Vignola.
Lungo la Via dell'Archiginnasio e la Piazza Galvani si trova l'Archiginnasio di Bologna che fu sede dell'antica Università, dal 1563 al 1803. Il palazzo fu costruito su progetto di Antonio Morandi, ed è ricco di storia e opere d'arte. Le pareti sono decorate da un complesso araldico murale che si compone di più di 6000 stemmi studenteschi, e all'interno si trovano il teatro anatomico che risale al 1637 e le antiche sale della Biblioteca che dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale.

Poco distante, in piazza Santo Stefano, è ubicato il complesso di Santo Stefano, noto anche come "le Sette Chiese" a causa della sua articolazione in numerose chiese e cappelle collegate da un cortile e da un chiostro, complesso che si è modificato nel tempo. Il nucleo originale fu edificato nell'VIII secolo su un tempio pagano del II secolo dedicato alla dea egizia Iside, del quale resta un architrave con dedica alla dea, murato all'esterno, e alcune colonne di granito africano. L'impianto architettonico principale è romanico, nonostante alcune modifiche successive.

La basilica di Santa Maria dei Servi è situata lungo la Strada Maggiore. Fondata nel 1346 come chiesa dell'ordine dei Servi di Maria, dal 1386 ne iniziarono i lavori di ampliamento su disegno di padre Andrea Manfredi da Faenza, generale dell'ordine. Davanti alla chiesa vi è un quadriportico, completamento di un portico adiacente alla chiesa iniziato da Antonio di Vincenzo verso il 1393. La chiesa ha un impianto basilicale a tre navate, con volte a crociera sorrette da archi acuti con costoloni in cotto. Nella chiesa è conservato un dipinto a tempera e oro su tavola attribuito a Cimabue, databile al 1280-1285 circa, denominato la Maestà di Santa Maria dei Servi.

La cattedrale cittadina dedicata a San Pietro, sita in via Indipendenza, fu costruita nel XVII secolo sulle rovine dell'antico edificio paleocristiano. L'altare maggiore in marmi policromi è opera di Alfonso Torreggiani ed è sormontato da una pregevole Crocifissione romanica in legno di cedro del XII secolo, costituita dalle statue di Gesù sulla croce, della Maddalena e di San Giovanni Evangelista.
Bologna è la città dei portici: oltre 38 km nel solo centro storico. I portici si trovano in quasi tutte le vie del centro e la loro origine è in parte da attribuirsi alla forte espansione che Bologna ebbe nel tardo Medioevo, anche grazie la fondazione di quella che è riconosciuta come la prima università del mondo occidentale, lo Studium nel 1088, divenuta presto famosa in tutta Europa per la scuola di giurisprudenza, divenendo così "Bologna la dotta". Di qui la necessità di sfruttare al massimo gli spazi e aumentare la cubatura delle case espandendo i piani superiori, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Questo perchè si dovevano recuperare molte stanze per gli studenti, ma all'interno delle mura.
Le torri gentilizie di Bologna, di origine medioevale, sono uno dei tratti più caratteristici della città. Secondo il conteggio effettuato da Giovanni Gozzadini nel XIX secolo, le torri nel Medioevo sarebbero state addirittura più di centottanta (vedi la raffigurazione medioevale della città). Stime condotte con metodi più moderni riducono questo numero a novanta-cento tra torri e case-torri, un valore comunque considerevole considerando il notevole sforzo necessario all'epoca per edificare costruzioni simili. Di esse ne esistono ancora diciassette. Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Azzoguidi (61 metri), la Torre Prendiparte (59,50 metri), e le ben più note due torri: la Torre degli Asinelli e la Garisenda. Le due torri sono i monumenti simbolo della città: la Torre degli Asinelli (97,20 metri, la torre pendente più alta d'Italia) e la Torre della Garisenda (in origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di nobili ghibellini nel XII secolo.