Asti e Casale Monferrato

Foto di Livio G.Rossetti e Anna Maria Bojeri

8 marzo 2015, festa della donna tra le colline del Monferrato, gita Novarseti ad Asti e Casale Monferrato con pranzo a Grazzano Badoglio. Asti fu nei secoli la città dalle cento torri, città di mercanti e banchieri e, pur piccola ancora oggi, ha conservato alcuni gioielli come la Cattedrale, i resti del periodo romano e la cripta di Sant'Anastasio in corso Vittorio Alfieri, le torri Romana (detta Rossa), Troyana e Comentini, la Collegiata di San Secondo, tra vie a selciato di impianto medioevale, case-forti e torri inglobate nei palazzi del centro storico. Ci accompagnano in questa breve visita Francesca e "Tata", la guida locale.

Asti è un comune di circa 76 mila abitanti, sito nella valle del fiume Tanaro il quale la delimita a sud. Fu fondato da popolazioni liguri, poi divenne"Municipium" romano noto con il nome di Hasta Pompeia (sono romane le antiche mura ancora presenti nella parte settentrionale della città), divenne ducato longobardo della Neustria e poi di una contea Carolingia, quindi, nell'XI secolo, libero comune nel Medioevo, con diritto di "battere moneta", fu uno dei più importanti centri commerciali tra XII e XIII secolo, quando i suoi mercanti svilupparono il commercio e il credito in tutta Europa. È conosciuto in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare l'Asti spumante: a settembre vi si tiene uno dei concorsi enologici più importanti d'Italia, denominato la Douja d'Or. Celebre è anche il suo Palio storico, manifestazione tra le più antiche d'Italia, che culmina con una corsa di cavalli montati "a pelo" in Piazza Alfieri.
Durante il Medioevo, Asti è stato un importante centro di scambi commerciali e bancari. È questo il periodo più felice per la città, che si abbellisce di numerose torri e case-forti e vede estendere il proprio potere su numerose città. Nel periodo comunale, data la grande ricchezza della città, si era sviluppata la classe mercantile. Nacquero infatti proprio in quel periodo le "casane", istituti di credito su pegno. L'area tra il centro e la cattedrale è molto ricca di case di mercanti medievali e di palazzi, molti dei quali dotati di torri monumentali. Asti era nota come la città delle cento torri (forse 120), molte delle quali sono ancora presenti all'interno della cinta muraria. Nel 1531 la Contea di Asti venne ceduta ai Savoia dall'Imperatore Carlo V, quale dote di nozze per sua cognata che sposò il duca Carlo III di Savoia.

Del periodo basso-medievale fa parte la maestosa cattedrale di Santa Maria Assunta che, oltre ad essere la più grande chiesa della regione, viene considerata la più importante cattedrale gotica del Piemonte. Con 82 metri di lunghezza e 24 di altezza e larghezza è la massima espressione dell'architettura gotica della regione e collocabile fra i maggiori esempi del gotico lombardo. Nel 1095 la cattedrale venne consacrata da papa Urbano II. Lo stile di questa costruzione era quello romanico a tre navate. Il campanile venne ricostruito a partire dal 1266, ed è quello tuttora esistente. Poco per volta venne ricostruita tutta la chiesa, dal 1295 al 1348 in stile gotico, con predominio della linea verticale con archi a sesto acuto. Tra il primo ed il secondo decennio del Trecento, la cattedrale si arricchì di un grandioso portale laterale, in gotico fiorito.







Torre Romana
detta la Rossa







la Cattedrale





il portale laterale









































sacrestia
















Del periodo romanico di notevole interesse sono le cripte di Sant'Anastasio e San Secondo (VII secolo) in cui è conservato il corpo del patrono. La cripta di Sant'Anastasio è una costruzione sorta al di sotto del complesso religioso altomedievale di Sant'Anastasio abbattuto nel 1907. La cripta è una costruzione a pianta basilicale, suddivisa in tre piccole navate con volte a crociera. Il nucleo centrale presenta colonne e capitelli probabilmente recuperati da edifici precedenti romani. Esternamente a questo nucleo il resto delle colonne è stato appositamente realizzato per la cripta in pietra di arenaria. Negli ambienti contigui vi sono resti di pavimentazione romana, qualche insediamento abitativo e tombe risalenti al VII-X secolo.


nuovo museo lapidario
















cripta di Sant'Anastasio






















la Torre Comentini


la Sinagoga



Torre Troyana

Lasciata Piazza Roma e la Torre Comentini, uno sguardo alla Sinagoga e all'alta Torre Troyana, ci avviciniamo all'antico Ghetto e ci troviamo di fronte alla Collegiata di San Secondo e al bianco Palazzo del Municipio. La Collegiata è una basilica tra le più antiche di Asti e costituisce il cuore della città. Dedicata al patrono della città, secondo la tradizione, è sorta sul luogo del suo martirio e sepoltura. Nel 1256 il capitolo dei Canonici di San Secondo decretò l'inizio della costruzione della chiesa attuale. Rimase della vecchia costruzione solo il campanile romanico. Nel 1440, la chiesa fu ampliata con l'ultima campata prospiciente la piazza e la facciata fu terminata nel 1462. La navata centrale termina con un'abside pentagonale. La facciata, con la tipica impostazione romanica a capanna suddivisa in tre parti, presenta al centro un rosone in laterizio con elementi rinascimentali. La cappella di San Secondo è un gioiello del barocco piemontese in cui vi è l'esposizione permanente delle bandiere e dei Palii antichi.






il Getto



la Collegiata

Municipio



















piazza del Palio


Dopo il pranzo a Grazzano Badoglio, visitiamo Casale Monferrato e i suoi due monumenti maggiori, l'antica Sinagoga e il Duomo.
Per visitare la Sinagoga percorriamo la via Alessandria dove è possible vedere il gancio usato per la chiusura del ghetto. La Sinagoga, di rito tedesco, costruita nel 1595, è uno dei migliori esempi di sinagoga barocca piemontese ed è situata in vicolo Salomone Olper. Precede di oltre un secolo l'istituzione del ghetto nel primo Settecento. Consisteva in origine in una semplice sala rettangolare orientata in direzione nord-sud. Al 1720 risale un primo ampliamento del matroneo. Quando il ghetto fu istituito nel 1723, la sinagoga si venne a trovare entro i suoi confini. Non si rese perciò necessario il suo trasferimento. La sala di preghiera dovette però essere ampliata per soddisfare alle esigenze dell'accresciuta popolazione ebraica. Successivamente all'emancipazione del 1848 voluta da Carlo Alberto, la Sinagoga subì nel 1866 un secondo radicale rifacimento, con l'ampliamento ulteriore della sala e la sopraelevazione di un piano ad accogliere l'ampio matroneo che si affaccia sulla sala con finestre chiuse da grate di legno. Nel 1969 fu oggetto di restauri da parte della Soprintendenza ai monumenti della Regione Piemonte, che la dichiarò monumento nazionale.
In contrasto al disadorno esterno, l'interno è riccamente decorato con pitture e stucchi dorati, conservando gli arredi originali barocchi. La sala si presenta oggi come un ampio spazio rettangolare illuminato da 14 finestre, sette per ogni lato maggiore, affrescato con colori brillanti. Le pareti sono ricoperte di iscrizioni in ebraico, in gran parte citazione dalla Bibbia ma anche iscrizioni commemorative in ricordo dei numerosi interventi di rifacimento del tempio e dei principali eventi fausti nella vita della comunità. Nei locali di accesso al matroneo è stato sistemato al primo piano il Museo degli Argenti che custodisce reperti di particolare pregio come le Tavole della legge risalenti al secolo XVIII, numerosi terminali per rotoli della Legge e corone sbalzati, cesellati o in filigrana d'argento. Al piano seminterrato vi è invece il Museo dei Lumi.












interno della Sinagoga














Museo dei Lumi











Museo degli Argenti









Il Duomo di Sant'Evasio è il più antico monumento della città e una delle più importanti cattedrali in stile romanico lombardo del Piemonte. La fondazione della chiesa risale all'VIII secolo d.C. ad opera del re longobardo Liutprando. Fu consacrato nel 1108 da Papa Pasquale II. Nel 1215, a seguito della guerra fra i Casalesi e gli Alessandrini, fu gravemente danneggiata. Sebbene sia stata oggetto di numerosi interventi e restauri durante il XVIII e l'XIX secolo, mantiene ancora oggi gran parte delle caratteristiche acquisite in epoca medievale.
La facciata a capanna è asimmetrica e incorniciata da due campanili laterali di differente altezza. Ai lati del portone d'ingresso vi sono due alte colonne su cui sono collocate le copie ottocentesche di due statue raffiguranti il re longobardo Liutprando e la regina Teodolinda. L'interno è composto da un nartece rettangolare, un tiburio, cinque navate suddivise da grandi pilastri, dalla zona composta dal presbiterio, dal coro e dall'abside. Il nartece era una struttura tipica delle basiliche dei primi 6-7 secoli del Cristianesimo. È uno spazio posto fra le navate e la facciata principale della chiesa, e aveva la funzione di ospitare catecumeni e soprattutto pubblici penitenti.




statua di Carlo Alberto







il nartece