Granada

Foto di Livio G. Rossetti
22 gennaio 2018

Il quartiere Albaicin e il suo Mirador, vista sull'Alhambra

L'Albayzín, detto anche Albaicín, è un quartiere di Granada che ha conservato le strette strade, i cortili con alberi e fiori, le terrazze, le cisterne e le fontane pubbliche risalenti al passato dominio medievale dei Mori. Sorge su una collina di fronte all'Alhambra, da cui è separato dal fiume Darro, e durante la lunga dominazione arabo-berbera visse il momento di massimo splendore, giungendo ad avere circa 60 mila abitanti e ben 26 moschee. Il quartiere presenta una marcata impronta araba e deve il suo nome agli arabi della città di Jaén (bayyasin) che si trasferirono in massa a Granada dopo essersi arresi alle truppe cristiane di Ferdinando III. Il punto di interesse maggiore è il cosiddetto Mirador di S. Nicolás, una cortile terrazza che permette una spettacolare veduta dell'Alhambra. Nel 1984 venne dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO insieme all'Alhambra ed al Generalife.

I giardini del Generalife e l'Alhambra

Il monumento più celebre di Granada è l'Alhambra che fu costruita nel quattordicesimo secolo da Muhammad Ibn Nasr e che è composta di tre parti: l'Alcazaba ("residenza fortificata"), l'Alcàzar ("il Palazzo" che visiterò) con i giardini ed Alhambra alta o Quartiere degli Artigiani del Popolo. La fortezza era fiancheggiata da ben trecento torri, quattro delle quali sono ancor oggi porte d'ingresso al recinto, due strade pressoché parallele attraversavano la città delle quali solo una si è conservata.
L'Alcazaba è la costruzione più antica del complesso dell'Alhambra. Qui sorgono diverse torri, la più famosa è la Torre della Vela le cui campane indicavano i turni di irrigazione della fertile pianura circostante. Nella parte interna della cittadella c'è la piazza d'armi, e a sinistra si trova un giardino del XVII secolo denominato Jardìn de los Adarves. Uscendo dalla porta del Vino, e attraversando il giardino che si trova davanti al Palazzo di Carlo V, si scendono alcuni gradini e si arriva ai Palazzi Reali Nazariti, cioè l'Alcàzar, che occupano la parte più bassa della collina, a loro volta divisi in tre parti.
Si tratta di tre nuclei, ognuno dei quali svolgeva una funzione specifica nella vita di corte. C'è il Mexuar, il palazzo pubblico, o Stanza Dorata, destinata all'amministrazione del regno. Il Serrallo o Curato de Comares, destinato a residenza ufficiale del re. Nell'Harèm, il terzo nucleo, si trovavano le dimore private. L'angolo più interessante dell'Harèm è il Mirador de Daraxa, perché la volta che lo copre permette di trasmettere i suoni. Al centro si trova il Cortile dei Mirti, dalle forme armoniose, con uno stagno. Dal vicino giardino di Doraxa, si accede ai Giardini del Portal e da lì alla Torre delle Dame, nonché alla torre conosciuta con il nome di Mezquita de El Portal.
Interessanti sono diverse sale con le caratteristiche decorazioni geometriche arabescate, sia del palazzo pubblico (Mexuar) sia di quello privato (Serraglio), anche se alcune sono un po' trasformate dai re cristiani. Caratteristico il cortile al centro dell'harem, detto "dei leoni" per la fontana centrale la cui vasca è sorretta da dodici leoni. Altri edifici ospitano i bagni con diverse stanze, e poi cortili, giardini, fontanelle, piccole canalette in cui scorre l'acqua, rendono unico questo complesso.
Il Generalife ("Giardino del sovrintendente") non è solo una villa di ricreazione, ma anche un insieme di giardini, orti, allevamento di bestiame e tenuta di caccia per i sultani e i loro ospiti. Costruito verso il 1315 vicino all'Alhambra, in una posizione più elevata, si estende fino alle montagne.

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